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3 gennaio 2016

Radicali Italiani citano lo Stato italiano a giudizio di fronte all’ONU.

Per settant’anni lo Stato italiano ha sabotato il diritto dei cittadini a promuovere referendum e leggi di iniziative popolari. 
È giunto il momento di riconquistare questo diritto.

Grazie al lavoro di Mario Staderini e Michele De Lucia, con l’assistenza del professor Cesare Romano e della Loyola Law School di Los Angeles, i radicali hanno portato l’Italia davanti al Comitato diritti umani dell’ONU per la violazione del Patto internazionale sui diritti civili e politici. Lo Stato è stato “rinviato a giudizio” e chiamato ufficialmente a rispondere entro sei mesi. E’ la prima volta che accade per l’Italia. Un primo risultato, eccezionale nella sua portata.

La denuncia trae origine da quanto accadde in occasione della campagna referendaria promossa da Radicali Italiani nel 2013 – per la quale vanno ringraziati i militanti che raccolsero prove e testimonianze utilizzate nel ricorso - ma chiama in causa sia il pluridecennale ostracismo verso l’istituto referendario da parte delle istituzioni, sia la Riforma Boschi che modificherà la Costituzione ponendo ulteriori ostacoli alle procedure referendarie, denunciate ora all’ONU.

Nella mozione generale del recente Congresso di Chianciano i Radicali Italiani si erano impegnati a proporre al Paese un Referendum Act che, sostituendo la legge del 1970, restituisca un diritto fondamentale ai cittadini sul modello della Svizzera e della California. E sarà fatto proprio partendo da questa denuncia internazionale.

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