23 novembre 2009

Per Brenda

Brenda è morta. Una persona transessuale è stata uccisa.

La morte, per uccisione, di una persona transessuale, in genere non è una notizia molto importante.
Purtroppo, le cronache dei giornali se ne occupano molto poco, al massimo con un trafiletto nelle pagine interne.

Che muoia una persona così non fa notizia.
Perchè una trans, per alcuni, è meno di una persona.
Ne vengono uccise ogni giorno. Spesso solo perchè sono trans.

Oggi è morta una persona transessuale, e, per quanto appare dalle indagini in corso, si tratta ancora una volta di omicidio.
Forse questo omicidio ha matrici più complesse di quelli che quotidianamente registriamo nei confronti delle persone trasessuali.
Forse non si tratta solo di transfobia: confidiamo nel lavoro dei Magistrati.

Ma dobbiamo anche sperare che, almeno questa volta, almeno ora che la notizia non passa inosservata, o non è solo in un piccolo trafiletto di giornale,
ora che la notizia è sulla bocca di tutti, su tutti i siti, tra le uscite dei telegiornali, speriamo che almeno ora, si decida finalmente di fornire una reale, effettiva protezione a dei soggetti che, in questa società, sono più deboli degli altri, privati di ogni tutela, di ogni dignità, di ogni forma di sicurezza.

Chiediamo sicurezza per le persone transessuali.
Chiediamo sicurezza per le persone immigrate, costrette a prostituirsi per sopravvivere.
Non solo alle Forze dell'Ordine, ma anche a tutti i cittadini che si reputano onesti.

Abbiamo denunciato da tempo e continuiamo a registrare il totale disprezzo del nostro diritto ad una casa, ad un lavoro, ad una identità.

Non privateci anche del diritto alla vita.
Non permettete che ci sia tolta la vita.

Ciao Brenda.
E che il Tuo sacrificio possa almeno valere a far cambiare qualcosa.


Leila Daianis
Presidente della Associazione Libellula
Coordinatrice della Rete di brasiliani in Europa
Sessione Italia

22 novembre 2009

uomini donne e gay

La libertà di coscienza della Binetti e l'assenza di coscienza del PD
Venerdì 16 ottobre 2009

Nello Statuto del Partito Democratico, si parla di uomini e di donne ed anche di giovani uomini e giovani donne. Mai di omosessuali o gay.
Lo Statuto è stato approvato appena nel febbraio del 2008 e quindi avrebbe potuto fare riferimento agli omosessuali come ad un genere.
Perchè distinguere gli iscritti soltanto in uomini e donne? Avrebbe dovuto recitare: "uomini, donne e gay" oppure non distinguere è scrivere soltanto : persone. I genere non sono due ma tre.

Non so chi abbia scritto lo Statuto del PD. Sicuramente una Commissione la quale è stata talmente d'accordo su tutte le cose da cancellare, da non scrivere, che praticamente non è rimasto quasi niente. E' successo agli estensori quello che accade a certi scultori o a certi falegnami che a furia di scalpellare o di levigare si riducono con niente.

Non ho mai letto niente di più anonimo. Potrebbe adattarsi a qualsiasi formazione politica
diciamo di un orientamento così indeterminato e così sbilanciato da destare financo stupore. Insomma, la prima parte dei principi, dei cosidetti "fondamentali" dello Statuto è del tutto anodina, insapore, incolore, insomma una specie di nebbiolina.. ..

Con uno Statuto come questo ha ragione la senatrice Paola Binetti a rivendicare la propria libertà di coscienza.
In effetti in assenza di un corpus di principi e di norme che definiscono la cultura di un Partito, di un Movimento, non resta che la coscienza personale del singolo iscritto che nel caso è nutrita da fondamentali nozioni di un cattolicesimo intollerante, punitivo verso qualsiasi "diversità" dall'unico comportamento sessuale ammesso dalla Chiesa: quello finalizzato alla procreazione. Certo la Binetti ha presente le punizioni che per oltre mille anni sono state inflitte dalla Chiesa ai sodomiti che vanno dalla castrazione al rogo. Ai delatori degli omosex venivano elargiti premi in denaro. Non è detto che una storia tanto antica di criminalizzazione non abbia lasciato segni e pregiudizi nell'animo della Nostra.

Dal momento che lo Statuto del Partito non compie alcuna scelta sul terreno dei diritti civili non si vede quale incompatibilità possa sorgere per la Binetti o per chi, per passare al campo dei diritti sociali, possa invocare l'abolizione di ogni e qualsiasi diritto per i lavoratori dipendenti.
Diritti civili e diritti sociali sono appannaggio della libertà di coscienza di ogni singolo iscritto e di ogni singolo parlamentare o amministratore.
Infatti, Bersani si è affrettato ad accogliere la Senatrice, rimproverata dal Segretario, tra i propri seguaci. Perchè nella grande palude ideologica e morale del PD non debba trovare posto l'intolleranza xenofoba di chi magari considera le legnate inflitte dai razzisti agli omosessuali una sorta di punizione "divina" e di espiazione dei loro peccati? E' possibile che l'ecumenismo del PD possa giungere a tanto?
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico. it



http://www.partitodemocratico. it/allegatidef/Statuto%20PD4488 3.pdf

Il PREMIO SAKHAROV 2009 ALL'ONG MEMORIAL

Il Premio Sakharov, il più alto riconoscimento del Parlamento europeo nel campo dei diritti umani, è stato assegnato quest’anno a Memorial, un’organizzazione russa che lotta contro gli abusi del potere: nel ricordo di Natalja Estemirova, l’attivista uccisa l’estate scorsa a Grozny, il premio è andato ai suoi tre colleghi, Oleg Orlov, Ljudmila Alekseeva, Serghej Kovaljov, definito da Amnesty international «la coscienza della Russia». L’assemblea di Strasburgo, ha detto il presidente Jerzy Buzek, spera così di contribuire «a mettere fine alla spirale di paura e violenze che circonda i difensori dei diritti umani nella Federazione Russa».

Orlov, capo di Memorial, si è detto «felice per il premio», rattristato per il fatto che sia stato «l’assassinio di amici e colleghi ad aver attirato l’attenzione su di noi». Amnesty international ha accolto con favore «un riconoscimento al lavoro che gli attivisti stanno svolgendo in Russia, in un contesto eccezionalmente difficile».

da IL SOLE 24 ORE del 23/10/09