Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

16 febbraio 2019

TAV, politica e lotta partigiana

di Vincenzo Olita

Era il marzo del 2013 quando nell'introduzione all'undicesimo Rapporto sulle liberalizzazioni scrivevo: "Ad uno sguardo sommario potrebbe sembrare poco ortodossa, rispetto ad una visione liberale, la nostra posizione espressa sulla realizzazione dell’Alta velocità Torino-Lione. Ma così non è. Certamente, la modernizzazione del Paese passa anche attraverso nuove infrastrutture, ma non può non essere conseguente a scelte razionali che scaturiscano da valutazioni tecniche ed economiche. E sono proprio quest’ultime a sostanziare la posizione anti Tav di un movimento di cultura liberale qual è Società Libera. Non è quindi una posizione da NIMBY o genericamente ambientalista, ma una ponderazione accorta di dati, quali il volume di traffico previsto, la non necessità di una nuova interconnessione con la Francia - si noti che oggi esistono solo tre coppie di convogli giornalieri tra Milano e Parigi, oltretutto, assicurati dalle ferrovie francesi."

Infatti è tale il traffico passeggeri da e per la Francia, via Modane, che le Ferrovie italiane non prevedono nessun collegamento, i Tgv utilizzati dalle ferrovie francesi sulla tratta Milano Parigi impiegano 4 ore e 15 minuti per percorrere 520 Km in territorio francese e 3,05 ore per 202 KM da Milano al confine di Modane. Il Tgv in partenza da Milano Porta Garibaldi alle 6,00 impiega 1 ora e 37 per arrivare a Torino P.ta Susa, a fronte dei 45 minuti di un Frecciarossa su servizio interno. Come mai? Semplice, non si ritiene di far viaggiare un convoglio internazionale sulla linea ad Alta velocità, sprecando in tal modo 52 minuti su un primo tratto di 127 Km, così come si effettua un solo collegamento giornaliero diretto con Tgv tra Torino e Lione.

Contemporaneamente la politica proclama il suo impegno a non isolare il Paese ed insiste  per la realizzazione di una galleria di 57 Km tra Susa e Saint-Jean de Maurienne,in effetti in questo consiste la realizzazione della Tav Torino Lione, considerando che la Francia dalla galleria di St. Jean a Lione non prevede la realizzazione di alcuna nuova linea. La credenza diffusa è che il nuovo collegamento internazionale interessi 235 Km ferroviari del paneuropeo corridoio V Lisbona Kiev, ma così non è.

Mentre il dibattito politico oscilla tra mito e realtà, del corridoio resta solo la pomposità della sua stessa definizione, considerato che il Portogallo da anni ha rinunciato al progetto, la Spagna ha dato priorità al trasporto passeggeri su tratte nazionali e al di là di Trieste non vi è traccia del corridoio.
In effetti la scelta di realizzare o meno la Tav attiene solo alla competizione politica tra minoranza e maggioranza e all'interno di questa tra Lega e 5Stelle, in tutti i casi la quasi totalità degli attori in campo si affida e utilizza convinzioni utili e funzionali alla propria appartenenza partitica.

Società Libera, quanto mai distante da simili approcci, abbiamo iniziato ad esprimere questa posizione ben prima dell'arrivo dei 5Stelle in Parlamento, ritiene che l'Italia abbia necessità di infrastrutture grandi e piccole: si pensi solo alla drammatica condizione dei nostri ospedali, delle nostre carceri, delle nostre scuole, del nostro dissesto idrogeologico, per poter rincorrere un obsoleto progetto frutto di una gigantesca visione paneuropea.   

L'Italia, come sistema ferroviario, non è affatto isolata sul versante alpino francese, basterebbe apportare dei miglioramenti strutturali al tratto Saint-Jean de Maurienne-Oulx. Certamente la sola revisione del tracciato esistente non assicurerebbe un gran livello occupazionale, né particolari fatturati per imprese specializzate nel settore, ma la valutazione dei due parametri andrebbe estesa alla parcellizzazione di attività lavorative sull'intero territorio nazionale.

 In sintesi, il Paese dovrebbe auspicare il potenziamento di una infrastruttura esistente e l'utilizzo di qualche miliardo di euro per grandi e piccole opere tese alla modernizzazione della nostra quotidianità; l'isolamento sarebbe solo quello di madamine e dei militanti no Tav, in cerca di visibilità politica, e della dirigenza dei due fronti schierata partigianamente a favore o contro senza neppur valutare a fondo le rispettive soluzioni, in molti casi senza neppure conoscere le condizioni geosituazionali.

da Società Libera online
Anno XIX - n. 388 - 14 febbraio 2019

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15 gennaio 2019

Associazione Luca Coscioni - Abbiamo incontrato il Presidente Conte

Continua la nostra opera di pressione sulle istituzioni per dare completa attuazione alla legge sul Biotestamento. Lunedì abbiamo incontrato il Presidente del Consiglio strappandogli qualche promessa.
Abbiamo incontrato il Presidente Conte: ecco cosa ci siamo detti

FIlomena Gallo

Filomena Gallo - Lunedì 7 gennaio, insieme a Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e Marco Perduca, comitato Science for Democracy, abbiamo incontrato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nell'ora dedicata alle varie iniziative dell'Associazione, abbiamo discusso degli adempimenti che ricadono sul Presidente del Consiglio a seguito dell'ordinanza della Corte costituzionale n.207/2018 e in considerazione del sollecito della Consulta al legislatore affinché letutele costituzionali in materia di scelte della persona malata - capace di intendere e con gravi sofferenze dovute a patologia irreversibile- siano rispettate.
Sono stati affrontati temi come la libertà della ricerca scientifica, con particolare attenzione alla ricerca sulle cellule staminali da embrioni e per le malattie rare, al diritto dei malati a beneficiare dei risultati della ricerca scientifica e alle principali battaglie sui diritti civili, dalla legalizzazione dell’eutanasia allo smantellamento degli ultimi divieti della legge 40.
Il Presidente Conte ci ha confermato, come già fece la Ministra della Salute Giulia Grillo a luglio, che lemisure in adempimento della legge sulle disposizioni anticipate di trattamento (DAT) sono in arrivo a breve, ricordando come nella legge di bilancio sia previsto un finanziamento di ulteriori 400mila euro l'anno per la creazione di una Banca dati nazionale.
Conte ha anche mostrato un fattivo interesse in merito alla proposta dell'organizzazione della sesta sessione del Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca scientifica che l'Associazione Luca Coscioni e Science for Democracy intendono convocare entro un anno in Etiopia.

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Tra i firmatari della lettera, vi sono anche quattro dirigenti di primo piano dell’Associazione Luca Coscioni: il co Presidente Michele De Luca e i consiglieri generali Gilberto Corbellini, Giulio Cossu e Guido Silvestri. Leggi >
 
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Bomba demografica: 1 milione di euro dalla Lombardia all’AfricaPer governare le questioni immigrazione, ecologia e autodeterminazione della donna, la priorità assoluta è aiutare le donne africane a poter decidere liberamente se, come e quando fare figli.Leggi >

 
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Si è conclusa a Katowice, in Polonia, la seconda conferenza sul clima per partecipazioni dopo gli accordi di Parigi nel 2015. Leggi >
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La legalizzazione della cannabis riparte dal Senato della Repubblica?

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Presentato in Senato la prima proposta di legge per la legalizzazione della cannabis
Il senatore del M5S Matteo Mantero, che ha dato il nome alle legge sul "testamento biologico" ha presentato in Senato una proposta sulla legalizzazione della cannabis il 9 gennaio.

Il testo parte da quello preparato nella scorsa legislatura,dall'intergruppo parlamentare e prevede la legalizzazione della coltivazione, la lavorazione e la vendita della cannabis e dei suoi derivati.

"Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione nella quale le organizzazioni criminali controllano la produzione la trasformazione e la vendita di ogni tipo di sostanza proibita, i trasformatori e gli intermediari" ha dichiarato a Repubblica Mantero.

La stessa Direzione nazionale antimafia nel 2016 e nel 2017 si è detta "favorevole alla legalizzazione prendendo atto sulla base di numeri, fatti, indagini e processi in nostro possesso del fallimento delle politiche proibizioniste".
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Dopo Legge Mantero si riprenda iter legalizzazione e ricostituisca l'intergruppo parlamentare
"Il 16 novembre 2016, l'Associazione Luca Coscioni e Radicali Italiani hanno depositato alla Camera dei Deputati 68mila firme in calce a una proposta di legge d'iniziativa popolare sostenuta da decine di organizzazioni che propone la regolamentazione della produzione consumo e commercio della cannabis e dei suoi derivati anche per fini non medico-scientifici".
 
Scrive Marco Perduca che per l'Associazione Luca Coscioni ha coordinato la campagna Legalizziamo.it "Il testo sottoscritto da migliaia di italiani va oltre le ottime proposte della scorsa legislatura oggi ripresentate dal Senatore Matteo Mantero arrivando a depenalizzare totalmente l'uso e la detenzione di tutte le sostanze proibite creando un meccanismo che automaticamente vuoterebbe le carceri di coloro che attualmente sono detenuti per violazione del Testo Unico sulle droghe del 1990 e che contribuiscono a far dell'Italia un sorvegliato speciale del Consiglio d'Europa per via dei trattamenti inumani e degradanti inflitti ai detenuti nel nostro paese".
 
La proposta di legge d'iniziativa popolare rafforza inoltre "l'accesso terapeutico alla cannabis e liberalizza la coltivazione domestica per fini di consumo personale o sociale". La dichiarazione di Marco Perduca è qui.
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Cannabis, sanzioni penali e amministrative
Ecco le domande più frequenti relative alle sanzioni penali e amministrative per gli utilizzatori di cannabis tratte dalla guida “I DIRITTI DEL CONSUMATORE DI CANNABIS” della serie Know Your Rights realizzata da CILD – COALIZIONE ITALIANA LIBERTÀ E DIRITTI CIVILI dal sito FuoriLuogo.it.
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Non Solo Skunk
In questa puntata si guarda a quel che l'anno appena iniziatoporterà relativamente alle cosiddette droghe
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Processo al El Chapo
Il sito dell'ADUC sta seguendo le udienze del processo contro Joaquín Guzmán che in questi giorni entra nella fase finale grazie alle testimonianze dei collaboratori sotto protezione che rivelano la filosofia di El Chapo come il principale manager dell'impresa criminale. Si parla di tangenti ai poliziotti, di spedizioni di droga o delle battaglie per le piazze. Così l'accusa cerca di sostenere la prima accusa penale, punita con l'ergastolo. Qui tutte le "puntate" del processo seguito da ADUC.
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La rubrica di Radio Radicale
Notiziario antiproibizionista
a cura di Roberto Spagnoli
►Ascolta l'ultima puntata
Newletter Antiproibizionista a cura di:
Associazione Luca Coscioni 
con la collaborazione di: 
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Responsabile: Marco Perduca
Impaginazione e distribuzione: Alessandro De Luca
 
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