Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

31 ottobre 2015

da Radio2 Rai "NON È UN PAESE PER GIOVANI"

trasmissione del 28 10 2015
un professore viene intervistato dai conduttori

professore: .. da noi la burocrazia è un contropotere, più che uno Stato nello Stato è un mondo nel mondo

conduttore: ma com'è che si forma, cioè, nessuno la vuole, nemmeno quelli che la fanno, a chi dà vantaggio la burocrazia?

professore: .. questo è un interrogativo ed è una cosa da sfatare, in realtà una burocrazia così, impermeabile, autosufficiente, molti la vogliono. Prima di tutto la vuole la burocrazia. La burocrazia è un sistema di potere.

conduttore: ma a chi giova ?

professore: ai burocrati.

conduttore: ma son cambiati così tanti Governi da sei anni a questa parte ...

professore: cambiano tanti governi, ma nella storia del nostro paese, come nella storia di tutti i paesi di un certo tipo, la macchina amministrativa, il motore amministrativo non cambia mai. Cambiano i governi, cambiano le ideologie, cambiano i momenti storici, ma le formule e i personali della macchina amministrativa

conduttore: gli ingranaggi ...

professore: gli ingranaggi sono sempre gli stessi. Basta vedere l'Italia dal passaggio dal fascismo all'antifascismo, se poi si va a vedere nome per nome, dirigenza per dirigenza, i gangli della burocrazia italiana, la macchina amministrativa dello Stato è rimasta esattamente la stessa.
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segue silenzio di sbigottimento ...
Da 70 anni viviamo in una Repubblica Democratica e coloro che detengono a vita i pubblici impieghi mai hanno chiarito in cosa consista la differenza tra una tirannide ed una democrazia. La diversità sta tutta nella PROPRIETÀ: in una tirannide la proprietà dello Stato è del tiranno e suoi complici, in una democrazia la proprietà dello Stato è del popolo.
In una tirannide i poteri vengono assegnati a vita così da fidelizzare chi è così meschino da accettarli.
In una democrazia i poteri devono essere necessariamente assegnati a tempo determinato a persone non solo disposte ma persino felici di tornare semplici cittadini alla fine di un mandato temporaneo.

Perché proprio in questa TEMPORANEITÀ sta l'essenza della democrazia e non nel voto, come si crede, poiché il voto lascia comunque la PROPRIETÀ dello Stato nelle mani di chi se n'è impossessato.
E' il mandato temporaneo a redistribuire i poteri (chiamati riduttivamente pubblici impieghi) e per questa ragione esso realizza la democrazia. Al contrario il voto illude chi lo accetta d'avere un pensiero autonomo, d'essere indipendente, di star operando una sua scelta, mentre viene metodicamente addomesticato, inculcato, sottomesso intellettualmente e materialmente da chi possiede il potere. I carrieristi pubblici ci hanno nascosto tutto ciò ed ancor oggi lo celano.

Giunta la Repubblica Democratica, ogni pubblico impiego avrebbe dovuto essere assegnato a tempo determinato, senonché chi ereditò il potere dal fascismo si guardò bene dal chiarire quanto sopra ed impostare lo Stato italiano secondo il senso esatto delle parole. Al contrario badò e bada tutt'ora a mantenere l'Italia, l'Europa, il mondo intero nella confusione di una incultura che attribuisce erroneamente alla parola repubblica il significato di "forma di governo" mentre essa non è altro che la PROPRIETÀ PUBBLICA che, essendo DEMOCRATICA, andava, va ed andrà periodicamente redistribuita tra cittadini aventi i necessari requisiti e desiderosi di apportare un contributo.

Pubblico Impiego Democratico: assegnato a tempo determinato.
Senza di esso potere esecutivo e potere giudiziario rimarranno come il re, il duce ed il furher li vollero.

Non si tratti di ambiente, di paesaggio, di territorio, di "sovrappopolazione", senza prima sanare tutta questa abominevole situazione.
Qualsiasi pur giusta perorazione in un ambiente finto democratico realmente tirannico prenderà sempre la peggiore delle strade.

E prendetene coscienza: chi, pur sapendo tutto questo, continua a fare lo gnorri è parte egli stesso del sistema fascista.

Danilo D'Antonio
339 5014947

Democratizziamo Potere Esecutivo e Potere Giudiziario
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