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10 dicembre 2014

CERTI DIRITTI CHIEDE URGENTEMENTE ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI LANCIARE COME PROMESSO LA STRATEGIA SUI DIRITTI DELLE PERSONE LGBTI NEL 2015


Roma 10 dicembre 2014

Certi Diritti chiede urgentemente alla Commissione europea di lanciare, come richiesto ripetutamente dal Parlamento europeo e come promesso dalla Commissaria europea alla giustizia Vera Jourova nel corso dell'hearing nella commissione giustizia ed affari interni del PE precedente all'elezione della Commissione Junker da parte del PE, la Roadmap sui diritti delle persone LGBTI.

La Commissaria aveva affermato nel corso dell'audizione, su pressione dei parlamentari europei della maggioranza dei gruppi politici del PE, e come richiesto nel corso della scorsa legislatura dal rapporto Lunacek, che avrebbe lanciato un piano d'azione europeo per lottare contro le discriminazioni e violenze che ancora affliggono le persone LGBT nell'UE, promovendo azioni e proposte legislative per assicurare il rispetto della Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE e proteggere le persone da ogni discriminazione basata sull'orientamento sessuale.

Nel corso di un seminario pubblico che si é tenuto ieri al PE sui diritti delle persone transgender nell'ambito lavorativo organizzato dall'intergruppo LGBT, un rappresentante della Commissione ha affermato che il piano d'azione potrebbe non essere incluso nel programma di lavoro della Commissione per il 2015 che verrà presentato nei prossimi giorni, documento che annuncia e descrive tutte le azioni che la Commissione intende prendere nel corso del 2015.

Yuri Guaiana, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, dichiara: 
«chiediamo alla Commissione di inserire urgentemente la strategia LGBTI nel programma di lavoro europeo per il 2015 e al governo Renzi di farsi portavoce di questa richiesta presso il Presidente della Commissione europea Junker, il Vice-presidente Timmermans e la Commissaria Jourova: la protezione dei diritti fondamentali delle persone LGBT in Europa non deve essere rimandata alle calende greche, come succede purtroppo in Italia».

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