Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

30 luglio 2014

CERTI DIRITTI A MOGHERINI: ESTENDERE SUBITO AI PARTNERS NON ITALIANI SPOSATI O UNITI CIVILMENTE A CITTADINI ITALIANI DELLO STESSO SESSO I BENEFICI DI INGRESSO FACILE GIÀ PREVISTI PER I FAMIGLIARI DI COPPIE SPOSATE.

Comunicato Stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti
Roma 30 luglio 2014

L’Associazione Radicale Certi Diritti ha scritto al Ministro degli Affari Esteri Federica Mogherini per chiedere che vengano al più presto estesi ai partner dello stesso sesso non italiani sposati o uniti civilmente all’estero con cittadini italiani i benefici di ingresso facile previsti per i famigliari di coppie sposate.

L’iniziativa parte dal caso di di Andrea Covini e Jay Sarmiento, una coppia dello stesso sesso regolarmente unita civilmente in Germania e iscritti nel registro delle Unioni civili di Milano, città in cui risiedono. Diosita Sarmiento e Julie Ann Sarmiento, la madre e la sorella di Jay Sarmiento, di nazionalità filippina sono intenzionate a venire in Italia per trascorrere del tempo col proprio congiunto. L’ambasciata d'Italia a Manila ha, tuttavia, respinto la richiesta di un visto turistico per le due donne, nonostante l'esibizione del biglietto d'andata e ritorno già comprato, una lettera d'invito e la fidejussione di mille euro fatta e presentata da Andrea Covini. Il diniego è stato accompagnato da un modulo prestampato in cui si è barrata la frase «non avete provato la esistenza di sufficienti mezzi di sostentamento» e altre relative alla non certezza che le due donne rientrino nelle Filippine.

Al diniego del visto è stata opposta istanza di revisione, in cui l'avvocato della coppia, Paolo Oddi, ha sottolineato che le richiedenti il visto sono diventate parenti del cittadino italiano Andrea Covini.  La risposta scritta dell'ambasciata all'avvocato della coppia è stata: «Abbiamo ricevuto la sua istanza di riesame e stiamo seguendo il caso, peraltro spinoso, in quanto come lei ben saprà in Italia l'argomento delle unioni civili è molto dibattuto poiché manca nel nostro ordinamento una specifica disciplina giuridica ed un riconoscimento giuridico, previste dagli ordinamenti di alcuni Paesi dell'Unione europea».

Sul caso sono già state presentate due interrogazioni parlamentari: una alla Camera a firma dei deputati Scotto e Palazzotto e una al Senato a firma del senatore Lo Giudice.

 Il segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti Yuri Guaiana dichiara: “Benché sia prassi negare i visti per turismo a chi non è benestante, anche se viene invitato da persone che offrono garanzie e fideiussioni, esistono dei benefici di ingresso facile previsti per i familiari di coppie sposate.  A questi benefici sembrano non poter accedere i famigliari dei partner non italiani sposati o uniti civilmente all’estero con cittadini italiani dello stesso sesso, tant’è vero che una circolare del Ministero degli Affari Esteri dell'agosto del 2013 accenna vagamente all'obbligo di estendere ai partner di questo nuovo tipo di unioni legalizzate in Europa i benefici di ingresso facile previsti per i familiari di coniugi. Ci troviamo anche di fronte a un evidente paradosso, giacché il Ministero dell'Interno dà il permesso di soggiorno al partner non italiano sposato o unito civilmente all’estero con cittadino italiano dello stesso sesso, mentre quello degli affari esteri non rilascia nemmeno un normale visto per turismo ai congiunti del partner non italiano”.

Nessun commento: