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10 dicembre 2013

Sposare' bambine, rapire soldati e costruire case: che cosa è più grave?

26.11.2013 'Sposare' bambine, rapire soldati e costruire case: che cosa è più grave?
Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Testata: Informazione Corretta
Data: 26 novembre 2013
Pagina: 1
Autore: Ugo Volli
Titolo: «'Sposare' bambine, rapire soldati e costruire case: che cosa è più grave?»
“Sposare” bambine, rapire soldati e costruire case: che cosa è più grave?Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli
Obama a Israele : "Cerca di vedere la situazione dal punto di vista del serpente..."

Cari amici,
avete letto che Obama ha organizzato una lunga trattativa segreta con l'Iran ben prima dell'elezione di Rohani e dei colloqui di Ginevra? Trattava con loro segretamente con inviati personali spediti nell'Oman quando ancora il presidente iraniano era quel simpaticone di Ahmadinejad, prima ancora della sua rielezione... diplomazia parallela, di cui non solo non aveva informato gli alleati Israele e Arabia Saudita – ma fin qui, un potrebbe dire, è normale, sono alleati, aveva deciso di mollarli, gli alleati si cambiano quando non servono più. E però non aveva informato il congresso e neppure il suo elettorato durante la campagna elettorale, il che in democrazia è un tantino più grave. L'uomo è profondamente sleale, ha una mentalità complottista da Nixon, anche se sembra più sorridente e solare. Mente volentieri, si vendica dei suoi nemici appena può, bada agli interessi della sua fazione e non a quelli del suo paese, persegue un programma politico che non rivela mai e non discute, anche per non renderne ragione visto che è contrario al pensiero della maggioranza del Congresso, come nel caso di Israele. E' davvero pericoloso.

Anche perché è spregiudicato, manca completamente di principi. Dice di essere favorevole alla pace e ai diritti, in particolare degli oppressi. Ma con i suoi accordi legittima un dittatore dalle mani sporche di sangue come Assad e un regime anche peggiore come quello degli ayatollah. Che continua a impiccare la gente, anzi è uno dei concorrenti al primato mondiale delle esecuzioni capitali. Trova simpatico Rohani che appena eletto ha firmato una legge che autorizza il “matrimonio” fra genitori e figlie adottive di tredici anni ( http://louyehi.wordpress.com/2013/10/06/les-monstres-au-pouvoir-en-iran-nont-aucune-limite-dans-la-perversion-rohani-instaure-le-mariage-donc-le-viol-autorise-entre-un-pere-et-sa-fille-adoptive-de-13-ans/ ). Si potrebbe andare avanti a lungo, ma non continuo, perché in fondo che cosa sia l'Iran lo sanno tutti, o almeno lo sapevano fino a qualche mese fa e le cose non sono affatto cambiate. Bisogna pensare che molto probabilmente il problema iraniano starà fermo nei prossimi mesi. Obama e Khamenei hanno ottenuto quel che volevano e non è conveniente per nessuno dei due fare mosse avventate.
Il punto successivo per Israele ora è l'Autorità Palestinese. Avendo messo a posto la faccenda dell'atomica iraniana, naturalmente  a modo suo, il modo di chi sostiene di pulire la casa spazzando la sporcizia sotto il tappeto, ora Obama avrà la sua priorità mediorientale nelle “trattative di pace”; fra l'altro un'ottima via per cercare di tenere sotto ricatto Israele, frenando la sua opposizione all' ”accordo” iraniano (che fra parentesi non è un trattato, non ha alcuna forma giuridica vincolante: http://www.menapress.org/il-n-y-a-pas-eu-d-accord-avec-l-iran-info-022411-13.html ).

Anche dei palestinisti sappiamo molte cose, ma c'è una pressione molto più forte a estrarne una parte “buona”, che sarebbe rappresentata da quella figura un po' da Babbo Natale in pensione che appare (senza esserlo) Mahmoud Abbas. Il quale, ve lo ricordo, oltre a fare di mestiere il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (che lui, montatosi la testa per il voto dell'Onu dell'anno scorso, adesso chiama “Stato della Palestina”o  tout court “Palestina”) è anche il presidente dell'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), che sarebbe il vero proprietario del marchio, l'entità con cui Rabin concluse gli accordi di Oslo, e soprattutto della sua fazione maggioritaria, Al Fatah, la quale ha sua volta ha un comitato centrale e un ramo militare, la Brigata dei Martiri di al-Aqsa (Katāʾib Shuhadāʾ al-Aqsā ), la quale, guarda un po', è nella lista ufficiale americana delle delle organizzazioni terroriste. Dunque abbiamo una catena: a un'estremità il buon Babbo Natale, amante della pace e solo dispiaciuto dell'ostinazione israeliana a non volerla, e dall'altra i Tanzim e i “martiri”, che praticavano e praticano ancora il terrorismo. Solo che gli anelli della catena sono spesso le stesse persone, sicché le varie sigle sono maschere e alibi.

Perché vi racconto tutte queste cose? Intanto perché è giusto saperle, spiegano concretamente come funziona la tattica palestinista del salame che si affetta poco a poco. Ma anche perché vorrei pregarvi di guardare questo video: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=tfKM7VR_kKE. E' apparso, badate bene sul sito Facebook di Al Fatah, organizzazione presieduta dal nostra Babbo natale. Vi si spiega che l'organizzazione ha in pratica lo stesso programma di Hamas: rapire soldati israeliani, mandare missili ben dentro il territorio di Israele, distruggere “l'occupazione” col terrorismo (http://palwatch.org/main.aspx?fi=157&doc_id=10231 ). Con questi bei tipini allegri l'amministrazione Obama vorrebbe che si facesse la pace. Sempre che il fatto che Israele progetti di costruire case per le famiglie al di là della linea armistiziale del '49 non rovini le trattative. Il segretario di stato americano Kerry ha spiegato che considera le costruzioni “illegittime” (una valutazione politica; non ha osato dire “illegali”, il che sarebbe palesamente infondato sul piano giuridico); ma non ha dato valutazione sull'intenzione dei suoi interlocutori arabi di rapire soldati e ammazzare civili: dal che si deduce che forse ai suoi occhi, ma certamente a quelli dei membri di Al Fatah è molto più grave costruire una casa ebraica che ammazzare una persona ebrea. Anzi, diciamo pure che per loro ammazzare gli ebrei è un merito. Niente di nuovo sotto il sole, la pensavano così anche in Germania una settantina d'anni fa. Ma nessuno chiedeva agli ebrei allora di essere d'accordo e non chiamavano Auschwitz “pace”. Anche l'onestà linguistica certe volte è rivoluzionaria.
Ugo Volli

http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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