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16 settembre 2013

‘FLASH MOB’ AD OSTIA DE “I CITTADINI CONTRO LE MAFIE E LA CORRUZIONE”


Probabilmente pochissimi si ricordano di come Rita Bernardini fu sbeffeggiata dalla classe politica e tacciata di esagerazione quando mise in allarme sulle infiltrazioni della mafia/malavita nel tessuto commerciale del centro storico di Ostia.
Invece la sua analisi alla fine si è dimostrata purtroppo esatta.
Forse il lavoro fatto a suo tempo da Rita e dagli altri esponenti radicali che se ne sono occupati potrebbe costituire una base di intervento (con relativo guadagno di visibilità)  sul territorio del X Municipio e di Ostia in particolare, indirizzando progetti ad hoc a risolvere la questione. Ecco un appuntamento tra gente di buona volontà che vuole lavorarci.
AMg


COMUNICATO STAMPA 14 SETTEMBRE 2013

LUNA NUOVA ADERISCE AL 'FLASH MOB' AD OSTIA DE "I CITTADINI CONTRO LE MAFIE E LA CORRUZIONE"

"I Cittadini contro le mafie e la corruzione" ha organizzato, in collaborazione con i Cittadini del Municipio X, un "FLASH MOB" IN PIAZZA ANCO MARZIO AD OSTIA, SABATO 21 SETTEMBRE 2013, DALLE ORE 18.00 ALLE ORE 18.30.

Verranno letti un brano tratto da un libro sul Giudice Giovanni Falcone, frasi del giudice Paolo Borsellino e una parte di inchiesta dal titolo "Ostia assediata dai Clan. Ma sulla mafia cala l'omertà, dei giornalisti del quotidiano 'La Repubblica' Federica Angeli e Carlo Bonini". L'obiettivo è quello di richiamare l'attenzione sul pericolo rappresentato dalle contaminazioni mafiose del territorio romano. Luna Nuova aderisce all'iniziativa promossa da 'I Cittadini contro le mafie e la corruzione', a cui parteciperanno anche giornalisti.

Ricordiamo che il 26 luglio scorso, per la prima volta a Roma, è stato contestato il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso (art. 416-bis c.p.), ma già 10 anni fa lo si sarebbe potuto fare. Qualcuno però bloccò l'indagine. Dinanzi al perpetrarsi del silenzio assordante da parte della classe politica anche di fronte a notizie molto gravi riportate su La Repubblica (LINK) e su Notte Criminale (LINK) nei giorni scorsi, l'Appello di Luna Nuova mostra tutta la sua urgenza, perché quanto sta emergendo con le inchieste e le indagini non è solo una questione che attiene al giudizio degli organi inquirenti preposti a indagare e ad accertare un sistema e un potere criminoso. Quello che sta emergendo infatti è un sistema che ha visto e vede relazioni più complesse e articolate dove parti delle istituzioni, delle forze politiche e di molti dei loro rappresentanti non potevano non sapere. Se si è potuto esercitare un controllo così profondo sulle risorse, sui beni, condizionando e influenzando le scelte e lo stesso sviluppo di un Territorio è grazie all' inerzia, alle complicità e alle connivenze di un intero sistema di potere e nessuno, al di là delle responsabilità penali che potranno emergere dalle indagini, è immune da quel "giudizio politico" che appartiene ad ogni donna e ad ogni uomo in modo indipendente e libero.

A differenza di quanto riportato da qualcuno sui giornali erroneamente, l'Appello di Luna Nuova, che qui riportiamo integralmente, non rappresenta la posizione di Stefano Salvemme, ma di oltre 386 cittadini che lo hanno sottoscritto sino ad oggi. Sarà possibile aderire all'appello anche durante il flash mob del 21 settembre, o tutti i giorni al seguente LINK o presso Approdo alla Lettura sul Pontile di Ostia.

Per ulteriori informazioni:

info@icittadini.it
ostia416bis@libero.it

L'APPELLO

E' un'ipocrisia stupirsi in merito a quanto sta affiorando dalle inchieste sull'associazione di carattere mafioso (art. 416-bis c.p.) e sul potere che ha esercitato nel "controllo del territorio" romano, ed in particolare sulla gestione delle Risorse pubbliche sul Litorale, con le sue spiagge, ma non solo. E' irresponsabile sostenere che l'operazione della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) "restituisce normalità al nostro Litorale" ed "è ora di passare al 'fare' in nome dello sviluppo e della crisi". Certamente spetta agli organi inquirenti far luce sulle responsabilità penali e civili, sui legami, sulle complicità e sulle connivenze che hanno permesso che ciò si realizzasse, ma questo non può e non deve eludere un'approfondita riflessione, un'analisi delle cause, delle ragioni di fondo che le hanno determinate e dei processi che muovono, e che veda impegnati e partecipi coloro che vogliono far luce sulle pesanti responsabilità politiche e amministrative che nel corso di questi anni hanno permesso tutto ciò, favorendo interessi leciti e non, ma soprattutto, permettendo che un Patrimonio, un Bene e delle Risorse Pubbliche finissero ostaggio di interessi, non solo criminali, ma di pochi, spesso i "soliti noti". Qualcuno deve spiegare 'chi' non ha voluto contestare il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso (art. 416-bis c.p.) e 'perché' ha preferito bloccare le indagini dei sette poliziotti di Polaria e Mobile (La Repubblica, di Federica Angeli, 28/07/2013 - LINK).
Rischia, quindi, d'essere complice e omertoso il silenzio di queste settimane da parte delle Amministrazioni locali – Municipio, Comune, Regione - e della " classe politica".
Se le Istituzioni non sono indipendenti dagli interessi privatistici e dalle pressioni malavitose, la politica viene svuotata del suo ruolo di rappresentanza e rappresentatività. Il grado di omertà politica si misura anche nel progressivo occultamento dei luoghi decisionali, dalla cancellazione della partecipazione attiva della cittadinanza, nella non definizione e/o nel mancato rispetto di un " sistema di regole", dalla mancata trasparenza nei procedimenti amministrativi di assegnazione di Bandi e Concessioni.
Prima del "fare", bisogna garantire che quel "fare" sia libero da ogni legame con i professionisti della mafia e dell'antimafia di facciata.
Non è più tollerabile rimandare il confronto sui temi della lotta alle mafie, i diritti e gli strumenti legislativi, la questione deontologica e morale. Le mafie controllano il Litorale anche della Capitale d'Italia. Non sono solo delle infiltrazioni, ma "signorie territoriali", che dominano, saccheggiano, inquinano e deturpano il territorio, condizionando i fatti economici, i rapporti e il sistema delle relazioni umane e sociali. Le mafie sul Litorale romano ci sono perché il contesto politico/imprenditoriale/sociale è ospitale al loro insediamento e al loro sviluppo. Combatterla significa sviluppare un'azione seria e coerente a livello istituzionale che spezzi il legame tra mafia, mala politica e Istituzioni tutte.

E' necessario dunque ridefinire uno spazio pubblico di confronto e di discussione. Per questa ragione, poiché le indagini della DDA hanno portato alla luce legami criminali tra enti, istituzioni e mafie, chiediamo con forza la SOSPENSIONE de:

1. Il raddoppio del Porto di Roma costo 80 milioni di euro
2. La sostituzione del Ponte 2 Giugno a Fiumicino con un "sottopasso", costo di 35 milioni di euro
3. I decreti attuativi del Distretto Turistico Balneare a burocrazia zero

affinché non si ripetano interventi come quelli attuati negli ultimi 10 anni sul territorio, con conseguenze devastanti per il suo sviluppo e la sua crescita economica, sociale e culturale, e che hanno consentito il radicamento della criminalità organizzata di stampo mafioso.

"La mafia uccide, il silenzio pure" (P. Impastato)

CHI SIAMO

Dinanzi al silenzio di una classe politica che si ostina a derubricare o a ignorare il fenomeno delle infiltrazioni mafiose sul Litorale della Capitale abdicando totalmente al suo ruolo che è anche di conoscenza, di approfondimento e di analisi dei fenomeni e dei processi che muovono e agiscono nella realtà, ci sono storie, percorsi, culture e identità diverse, a volte anche lontane tra loro, che rivendicano il diritto a riappropriarsi di uno spazio, di un confronto pubblico in un quadro di relazioni, di percorsi e di processi partecipativi.

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