Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

15 giugno 2010

Rispetto, dovuto solo ad alcuni?

Ho ricevuto l'articolo :
by Valentina Vandilli ispirato al lancio di agenzia qui sotto
Pubblicità gay davanti la chiesa, ai fedeli non piace, è provocatorio
E così a mo' di commento mi sono un poco divertita a invertire le posizioni...
 Ecco qui,  MUTATAS MUTANDAS ....by Alba Montori

Pubblicità cristiana ( con crocifisso) dentro e sopra ogni edificio pubblico: ai cittadini laici non piace, è provocatoria
 Lunedì, 14 giugno, 2010,  23.35
«È un attacco chiaro e diretto, una strategia contro lo stato laico, ispirata all'odio antigay e mirata a controbattere e screditare   le accuse di pedofilia e complicità con i pedofili rivolte alla Chiesa ». I cittadini di Porta Furba, in via Tuscolana, sono furiosi: per loro, non si può davvero parlare di caso se un maxi-crocifisso,  ben illuminato e incombente campeggia sul campanile della chiesa, quasi a voler sovrastare la piazza antistante e le case intorno, pubblicizzando oltre alla chiesa stessa anche l'istituto di suore Figlie della Divina Provvidenza con annessa scuola dell'infanzia. «È una scelta quantomeno di pessimo gusto – dice S.X., 33 anni e un bimbo piccolo – Nessuno vuole togliere nulla ai cattolici, ma i cattolici possiedono tanti posti dove collocare questo simbolo, qui hanno pure due istituti religiosi e, invece, chissà come mai, è stato scelta proprio la pubblica piazza, che è di tutti, compresi quelli che non sono cattolici.»
«Io non ho niente contro i cattolici– dice M.Y., 23 anni – e la cosa può essere pure divertente, però, certo, appena si entra nel quartiere, alzare gli occhi e vedere quella pubblicità del cristianesimo cattolico a qualcuno può dare fastidio. Non credo che chi ha scelto di posizionarlo lì non ci abbia pensato. Se ne sarà reso conto, però, lo ha fatto lo stesso. È questa mancanza di rispetto l'offesa più grande».
In chiesa, si limitano a scuotere la testa e don M., il parroco, preferisce non commentare. «I fari posti alla base del crocifisso, la notte, illuminano proprio le nostre stanze», dice suor Giuseppina, madre superiora dell'Istituto di suore. Se i religiosi e diretti interessati tentano di moderare i toni, i più infastiditi dalla questione sono i residenti. «Non c'è rispetto – commenta Sergio T., 63 anni – Dicono che noi dobbiamo essere aperti e accettare la religione cattolica, perfetto, ma chi accetta noi, cittadini magari di altre religioni o atei ? Questa è una palese provocazione. Se fossero davvero aperti, per rispetto, dovrebbero farlo togliere».
di AM
«Nella nostra campagna di diffusione della fede non c'è nulla da eccepire. Spero che il crocifisso sia illuminato bene e, anzi, invito gli abitanti a informarci se si dovessero spegnere le luci». Tra provocazione e ironia, risponde così A.C., decano della chiesa, ai cittadini del rione intorno alla chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio a Porta Furba, che protestano contro una maxi-pubblicità della croce cattolica posta in cima alla chiesa. «Le nostre croci devono invadere la città – prosegue – le nostre chiese e i nostri edifici cattolici sono luoghi per far conoscere attraverso i nostri buoni preti e le nostre ottime suore il nostro stile di vita, che è ispirato alla Verità divina, e alla parola di Dio ed è attraverso la nostra cultura e la Vera Conoscenza che elargisce che si abbattono i pregiudizi di coloro che ci trattano da criminali, perchè amiamo i bambini,  gli uomini e le donne uniti in santo matrimonio che li fanno e così si conquistano la vera fede. Sono disposto al dialogo con i cittadini, che invito in chiesa, perchè possano pentirsi della loro arroganza e fare penitenza . E, ovviamente, li invito tutti, con i loro bambini, agli incontri di catechesi tre volte a settimana per consentire loro di non marcire all'inferno per l'eternità ».

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