Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

25 gennaio 2008

per conoscenza

ricevo da "Bruno Cardini" e inoltro per conoscenza.

Se Ratzinger non fu certamente l'unico che dalla Hitlerjugend passò al clero cattolico, è pur sempre (almeno a quanto sappiamo) l'unico che è divenuto Prefetto per la Dottrina della Fede e quindi Papa della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e capo dello Stato del Vaticano.


15 gennaio 2008

Ho mandato questo ad un Blog, se lo trovi interessante fallo girare
Ratzinger, mai dimenticare che era nella Hitlerjugend


Mentre i fratelli Scholl venivano decapitati (guardatevi il grande e tremendo film "La Rosa Bianca") il nostro caro Ratzinger alzava il braccio nel saluto nazista.
Eppure Sophie Scholl aveva solo 21 anni quando, nel 1943, venne arrestata per aver diffuso volantini che incitavano i cristiani a ribellarsi in nome dei valori cristiani all'abominio nazista, dopo 4 giorni e un processo farsa venne immediatamente ghigliottinata assieme al fratello e ad un'altro compagno.
Anche lei era stata nella Hitler jugend, ma non aveva servito il regime fino alla catastrofe finale.

Nel 1944 il nostro Ratzinger aveva 17 anni, a quell'età molti dei nostri erano già in montagna a fare i partigiani, e Sophie Schol, già a 16 aveva fatto la sua scelta, ancora non resa obbligatoria dall'imperativo morale della guerra, ma indubbia.

Ratzinger invece ora dice di essere stato costretto ad aderire alla Hitlerjugend, che l'adesione era obbligatoria e che nel 1944 disertò, strano disertore visto che nel 1945 venne rinchiuso come prigioniero di guerra dagli alleati nel campo di concentramento di Ulm; gli alleati avevano ben altri problemi che richiudere ragazzi sbandati nei campi di concentramento; è che era stato preso con la divisa della Hitlerjugend; la stessa Hitlerjugend che su ordine del folle dittatore sparava sui borgomastri che si arrendevano o distribuiva (a Berlino) pillole di cianuro alle donne affinchè si suicidassero.
Che non si dica poi che in germania non si sapeva dello sterminio degli ebrei.
Ormai è accertato che tutti sapavano, forse non erano chiari i particolari, ma il piano notte e nebbia era evidente a tutti: i vagoni piombati che partivano, la gente che spariva, le voci che circolavano.
Ratzinger quindi poteva e doveva sapere che abominio stava sostenendo.
Ma, per lui allora, come oggi era più importante non masturbarsi che opporsi all'abomio hitleriano.
Sophie Scholl riteneva invece che un cristiano non potesse accettare quello che stava avvenendo, anche a rischio della propria vita.

Ora questo papa che sta producendo santi e beati in quantità industriale non è che gli venga in mente di portare sugli altari i veri santi (la rosa bianca), ne' potrà farlo perchè ciò dimostrerebbe la sua bassezza morale in un determinato periodo della sua vita.

E' certo comodo fare alta filosofia, rifugiarsi nelle vette della teologia, ma quando c'era bisogno dov'era questo povero uomo?

Ad Auschwitz Ratzinger ha detto "In un luogo come questo vengono meno le parole, in fondo può restare soltanto uno sbigottito silenzio, un silenzio che è un interiore grido verso Dio:
Perché, Signore, hai taciuto?", troppo comodo Beppe, troppo comodo chiedere a Dio perchè ha taciuto, chiediamo a te perchè hai taciuto, Dio la sua voce l'aveva fatta
sentire e i cuori di giusti come Sophie Scholl l'avevano udita.

per saperne di più
http://it.wikipedia.org/wiki/La_Rosa_Bianca_-_Sophie_Scholl

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