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12 novembre 2015

L’Italia deve porre delle condizioni prima di stringere la mano al regime iraniano

Il Regime Iraniano ha tutte le connotazioni per essere definito CANAGLIA da parte dei paesi civili.

Sarebbe opportuno che i paesi civili, tra cui l'Italia, pretendessero il RISPETTO DEI DIRITTI UMANI da parte del regime Iraniano PRIMA di farci affari di qualsiasi tipo.
O no?
AMg

CAMPAGNA: Perché l’Italia deve porre delle condizioni prima di stringere la mano al regime iraniano | di Alex Zarfati
Con l'accordo siglato tra il mondo e l'Iran - accordo che accontenta tutti tranne quelli minacciati dal nucleare iraniano - arrivano gli accordi economici. Vedere l'Italia prepararsi ad accogliere Hassan Rouhani come fosse un eroe, un premio Nobel o una figura in grado di contribuire "in modo positivo alla pace e sicurezza regionale e internazionale" - parole con le quali l'alto rappresentante della politica estera europea Federica Mogherini salutò l'intesa sul nucleare - è uno spettacolo deprimente. Certo, Roma ha suo bel tornaconto nel mostrarsi condiscendente con la Repubblica Islamica. L'Italia non era nel pacchetto dei paesi che hanno trattato con l'Iran, ma ansiosa di recuperare l'interscambio che aveva prima delle sanzioni, si è affrettata più di altri paesi ad accogliere una delegazione iraniana. Già ad agosto italiani avevano concluso la prima missione ufficiale a Teheran, e altri accordi economici sono previsti a fine novembre. Ma allora se l'Italia ci guadagna, perché essere avversi alla visita di Hassan Rouhani? Facile. Perché nessun accordo economico potrà mai compensare la cecità di fronte alle continue violazioni di diritti civili e delle donne, la tutela delle minoranze, il rispetto dei diritti umani, politici e religiosi in atto in Iran. Per molti è stato tutto chiaro fin da subito: l'operazione simpatia del regime aveva l'obiettivo di portare al ritiro delle sanzioni. La distensione dei rapporti con l'occidente non corrisponde affatto ad un paese più aperto e pronto all'accoglienza che ha cominciato la sua parabola verso il rispetto di certi diritti. Questa visione ottimistica, che vuole presentarci Rouhani come un "moderato" non corrisponde affatto alla realtà
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