Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

28 agosto 2015

Si sa tutto, non si sa nulla

L'editoriale di Valter Vecellio  su notizie.radicali.it


26-08-2015
Una riflessione a partire da alcuni dati di cronaca. Si può partire dal funerale del patriarca del clan dei Casamonica, giovedì scorso. La sceneggiatura del funerale ha previsto la presenza anche di un elicottero; come sappiamo ha potuto volare indisturbato sul cielo di Roma. Evidenti le implicazioni che tutto questo comporta e significa. Tanti si sono chiesti come sia possibile che in tempi di dichiarata “allerta terrorismo”, e con l’Anno Santo alle porte, sia potuto accadere. Si dice Roma, che abbonda di cosiddetti obiettivi “sensibili”: Quirinale, Vaticano, palazzo Chigi, Camera dei Deputati, Senato, Colosseo, Fontana di Trevi, ambasciata USA, ambasciata del Regno Unito… Ma anche Milano non scherza: oggi c’è EXPO, da sempre c’è il Duomo; anche Venezia con piazza San Marco andrebbe bene; per non dire di Firenze… Tra l’altro qualcosa di simile è già accaduto: qualcuno forse ricorderà il monoposto decollato dall’aeroporto di Locarno e andato a fracassarsi sul “Pirellone”…Il presidente del Senato di allora, Marcello Pera, un po’ incautamente parlò di possibile attentato terroristico, e provocò un immediato calo delle azioni di Borsa, FIAT, ENEL, ecc.; e vai a capire la relazione. Ma insomma, i nostri cieli sono una groviera, e del resto la vicenda del DC-9 Itavia, dice pur qualcosa.

Si può allargare il campo del nostro ragionamento. Sappiamo che Ayoub el-Khazzani, l’attentatore del treno Amsterdam-Parigi era, per usare un termine di moda in questi giorni, “attenzionato” da ben tre servizi di sicurezza: quelli francesi, quelli spagnoli e quelli belgi. Eppure… Se si ricorda bene, anche i fratelli Kouachi, quelli che hanno assalito e massacrato la redazione di Charlie Hebdo, e ucciso un inerme poliziotto, erano “noti” ai servizi di sicurezza francesi, e segnalati da quelli algerini; si potrebbero fare una quantità di altri esempi, in Regno Unito, Spagna, Belgio. Il caso più clamoroso quello delle Twin Towers di New York. Nessuno pensi che si è dei “dietrologi” che ipotizzano chissà quale mefistofelico complotto. Tutt’altro: vale la riflessione di Zbgniew Brzezinski, consigliere per la sicurezza nazionale sotto la presidenza di Jimmy Carter: “Il 10 settembre sul conto di questi attentatori non sapevamo nulla. Il 12 settembre sapevamo tutto”. Traduzione: le informazioni c’erano. Non le si è sapute leggere. Un problema, a quanto pare, di tutti i servizi segreti: raccolgono, anche illegalmente, una impressionante mole di dati e di “notizie” su tutti e su tutto; poi non sanno neppure usarle.

La questione, ovviamente, è complessa; non sarebbe giusto liquidarla con sufficienza e battutelle. I servizi segreti italiani, per esempio, nei paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo e in Medio Oriente sanno ancora fare un buon lavoro, come americani, francesi e inglesi si sognano. Ciò non impedisce di pensare e credere che spesso si servizi segreti si rivelino impotenti e incapaci, un impasto di cretineria e di criminalità: di fatto un potere avulso dal potere che dà loro potere, con le implicazioni che ognuno può ben immaginare; e con i frutti e i risultati che la quotidiana cronaca offre. Ecco: anche questo aspetto fa parte della più generale iniziativa radicale legata alle campagne per il diritto alla conoscenza, al diritto al diritto.

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