Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

17 maggio 2015

Cari PROF, REGALATE E REGALATEVI UN SOGNO

NON INCARTATEVI IN UN ASSURDO BLOCCO DEGLI SCRUTINI!
Sarebbe come darvi una martellata sui denti da soli e al GovRenzi farebbe tanto tanto comodo !!!!

REGALATE  E REGALATEVI UN SOGNO, PROMUOVETE TUTTI i vostri alunni e TUTTI COL MASSIMO DEI VOTI !

Invito tutti i /le Prof a USARE invece senza paura il POTERE che appartiene loro,  quello "della penna e del registro " ovvero del GIUDIZIO FINALE, dando ad esso la massima forza dell'intelligenza creativa:

 E' un fatto inconfutabile che negli ultimi 60 anni chiunque abbia avuto a che fare con la Scuola, pubblica o privata, religiosa o laica che fosse, sia da scolaro /studente che da insegnante e persino preside o genitore, ne ha tratto davvero poche, spesso inesistenti, occasioni di gioia e soddisfazione, più che altro motivi di frustrazione, stress e fatica eccessiva rispetto ai risultati agognati.

Perciò dopotutto tutti voi meritate a buon diritto un bel premio, anziché un altro motivo di stress e fatica,  proprio per aver resistito strenuamente e senza defezioni, alla voglia irrefrenabile di scappare e di mandare la Scuola con annessi e connessi, TUTTI, a quel paese.

E allora, visto che voi Prof avete il Potere del Voto o Valutazione ( alla faccia dei vari invalsi) anzichè rifiutarvi di usarlo "bloccando gli scrutini"  DOVETE PRECIPITARVI TUTTI ( con le motivazioni di cui sopra) A VALUTARE  I VOSTRI STUDENTI COL MASSIMO DEI VOTI  PER PROMUOVERLI alla classe successiva o a licenziarli.

A chi potrebbe obiettare che potrebbe essere un ingiusto premio per chi non se lo è meritato abbastanza, posso solo predire che il prossimo anno scolastico tutto ciò avrà modo di produrre ricadute altamente positive sull'impegno persino dei solitamente meno impegnati, con profitto generale dei rapporti interpersonali e sociali.

L'unico ostacolo vero a una azione di questo tipo possono essere gli insegnati stessi, che probabilmente non hanno la capacità di osare una volta tanto di dar forma alla propria professionalità educatrice in senso propositivo piuttosto che limitativo.
 Perché per essere vincenti in questa azione I DOCENTI DEVONO ESSERE TUTTI ASSIEME, A  METTERE IN PRATICA QUESTA PROPOSTA, MA PROPRIO TUTTI, di ogni ordine e grado, con decisione unanime e senza tentennamenti e/o distinguo.

Scopo di questa azione ? Gli scopi sono vari e diversi.

 Innanzitutto quello di stabilire il principio che la competenza a decidere come "educare il popolo" appartiene a chi è abilitato professionalmente ( docenti)  e non politicamente (governo, partiti, sindacati).

In secondo luogo riaffermare con forza che chi ha le competenze politiche per dare esecuzione al progetto scuola fatto da chi ne ha le competenze professionali come sopra,  le deve esercitare nel rispetto della volontà sovrana del popolo, ovvero senza prevaricare e/o coartare la richiesta di trasparenza e democraticità di scelta dello stesso.

Ma , terzo, per organizzare e realizzare un progetto scuola come questo suddetto c'è bisogno di creare le condizioni per stimolare una dialettica tra le varie anime del progetto scuola per armonizzarne gli aspetti e la realizzazione.  Tutto ciò in un paese come il nostro, dove più che l'ascolto, la riflessione, l'armonizzazione delle posizioni si privilegia il numero dei proseliti, e la contrapposizione, l'insulto e la prevaricazione come forma del dialogo, richiede un certo tempo di decantazione per smorzare l'aggressività ta le persone e metterle in condizione di riuscire a collaborare costruttivamente.
L'esperienza ha dimostrato che anche solo tentare un percorso di questo tipo a Scuola aperta e funzionante produce nel migliore dei casi dei risultati non contestualizzati e disomogenei, una progettazione frammentaria, destrutturata o strutturata solo parzialmente, che tende ad aumentare esponenzialmente il lavoro burocratico a danno di quello pedagogico e  riesce poi difficile se non impossibile applicarla nella realtà delle varie scuole in modo realmente utile.
Quindi accorciare i tempi di esercizio dell'attività docente tout court, con una valutazione finale standardizzata e premiante, può lasciare tempo ed energie per sviluppare positivamente una discussione progettuale costruttiva e con risultati operativi in tempi più rapidi..

Altro aspetto è quello che, secondo Costituzione, la Scuola che deve dare la forma dell'istruzione è quella pubblica, mentre quella privata, laica o confessionale che sia, deve essere riferita ad essa e non prevedere oneri per lo Stato.
Negli anni con varie leggi, decreti e leggine ad hoc la scuola privata è stata progressivamente riempita di finanziamenti ed agevolazioni svuotando dei medesimi quella statale, con il deleterio effetto di condizionare negativamente anche la programmazione e l'offerta formativa della scuola pubblica.
Un processo subdolo, che deve essere non solo interrotto ma assolutamente rovesciato. Questa azione apparentemente dirompente può essere utile per stabilire un punto fermo in questo percorso vizioso e recuperare potere contrattuale forte.

Presumibilmente un'azione di questo tipo sarà osteggiata duramente dai vari sindacati, compresi quelli di base.
I sindacati, compresi quelli della scuola, hanno tradizionalmente la loro principale ( se non unica) ragion d'essere nell'opera di mediazione tra i vari attori della Scuola e le forze politiche , ovvero i partiti e i governi: non vogliono certo che il loro ruolo ( e il loro piccolo potere) venga messo in mora dai lavoratori. Perché in tal caso non avrebbero più ragion d'essere, "perderebbero il lavoro", e magari i "sindacalisti" dovrebbero tornare a fare i prof o gli ATA a tempo pieno.
Ma tutto ciò, non deve certo  essere di impedimento ad una azione PROPOSITIVA e DIMOSTRATIVA dell'intero corpo docente !

La classe insegnante di ogni ordine e grado non ha mai avuto un gran senso di solidarietà e di coesione, per diversi motivi che pure sarebbe interessante studiare, tanto meno forza propositiva, neanche per rivendicazioni di tipo economico. Probabilmente questo è il motivo principale per cui i governi della Repubblica hanno potuto impunemente taglieggiare i fondi alla scuola pubblica e falcidiare gli stipendi degli insegnanti, con la complicità dei sindacati di categoria attenti più alla loro posizione che al bene della cultura del Paese, dipendente interamente dalle capacità professionali della classe docente unitamente al rispetto generalizzato per il suo ruolo sociale.
 Così è passato il sinistro concetto che la scuola di massa ( quella che doveva essere quella pubblica di stato) doveva necessariamente diventare scadente rispetto a quella per le future classi dirigenti ( quella privata parificata confessionale). Per rendere scadente la scuola pubblica, trasformandola in scuola massificata a catena di montaggio del diplomificio, bastava toglierle fondi, togliere libertà propositiva e competenze educative ai docenti, diminuendo la loro autorevolezza e il loro stipendio, e aumentando al contempo il numero di alunni per classe nonché moltiplicando le riunioni di lavoro a vario titolo con relativa burocrazia a danno dei tempi della didattica.

Chissà che il GovRenzi con la sua "BuonaScuola " che sembrerebbe veramente una presa in giro se non fosse di fatto un autentico mostro legislativo, non riesca là dove non sono riusciti infiniti governi repubblicani cioè a compattare nella lotta la classe docente ??

Già aver messo in piazza assieme prof e studenti di destra, centro e sinistra alla faccia anche dei loro sindacati che hanno dovuto seguirli, è un bel risultato.

 Allora bisogna insistere ! Potete consolidarlo con una bella PROMOZIONE all'anno successivo COL  MASSIMO DEI VOTI  per TUTTI i vostri allievi !

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