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8 agosto 2014

Giustizia-Carcere: ne vogliamo parlare, ministro Orlando?

Valter Vecellio  su   Home

06-08-2014

Chi legge “Notizie Radicali”, naviga nei siti radicali, ascolta “Radio Radicale”, sa che c’è un detenuto, sicuramente responsabile, mandante e autore di crimini orribili, si sta parlando del boss mafioso Bernardo Provenzano, ormai ridotto allo stato di vegetale, anzi forse i vegetali hanno una sensibilità maggiore.

E’ sottoposto al regime del 41 bis, non lo possono neppure quasi più curare, è incapace di intendere e volere, tre procure della Repubblica, quelle di Caltanissetta, Firenze e Palermo hanno riconosciuto la grave e conclamata patologia in cui si trova; una vicenda surreale, Provenzano continua a essere sottoposto al regime del 41 bis. Solo la segretaria di radicali italiani Rita Bernardini, Marco Pannella e i radicali sollevano e agitano il suo caso, come emblematico della barbarie che si consuma nelle carceri italiane tra l’avvilente indifferenza di tanti che potrebbero e dovrebbero intervenire, ministro della Giustizia Andrea Orlando in primis.

Non solo Provenzano, evidentemente. Un po’ tutti, immagino, conoscono e sanno chi è Primo Greganti, il famoso “compagno G.”, protagonista delle vicende tangentocratiche della prima, della seconda e della terza Repubblica. Attualmente Greganti si trova in carcere per vicende relative a tangenti e corruzioni a Expo 2015.

Sarà colpevole o no, non lo sappiamo, e comunque poco importa. Greganti aveva il cuore malandato, aveva bisogno di un intervento chirurgico urgente, ha impiegato quasi un mese per avere l’autorizzazione dalla burocrazia carceraria. Quattro settimane per spostare Greganti dal carcere al Policlinico San Donato di Milano per poter rimediare ai danni provocati dalla rottura della valvola mitralica. Alla fine l’intervento è stato fatto, è andato bene, Greganti è fuori pericolo. Resta il fatto che per un intervento urgente sono occorse quattro settimane, a causa della burocrazia carceraria. Ministro della Giustizia Orlando, ne sa niente? Sa spiegare come sia potuto accadere quello che è accaduto? Ha fatto qualcosa o vuole fare qualcosa per capire come sia potuto accadere? E c’è un politico che abbia levato la sua voce contro questa ennesima barbarie? Sì, anche se come sempre silenziati, la solita Bernardini, il solito Pannella, i soliti radicali. Siete sicuri che non vale la pena di scommettere sui radicali, sottoscrivere una polizza assicurativa costituita dall’iscrizione che costa quanto un caffè al giorno? Ne sono sicuri quei radicali che hanno deciso, non importa per quale ragione di non rinnovare l’iscrizione di aver fatto la giusta scelta? Non credono che come in passato valga la pena, dandoci fiducia, di darsi fiducia? Possono essere stati fatti errori, valutazioni sbagliate, avventate, quello che si vuole. Ma conoscono qualcosa di migliore e di più affidabile? Questa la situazione, questi i fatti.

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