Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

21 ottobre 2013

RADICALI ITALIANI SI’/ RADICALI ITALIANI NO

   di Angiolo Bandinelli
 
da "Notizie Radicali" (editoriale)
 
 
 
L'intervento di Emma Bonino al Comitato nazionale di radicali Italiani svoltosi a Roma tra venerdì 11 e domenica 13 ottobre è stato esemplare per lucidità di analisi, capacità di approfondimento, apertura di prospettive per un movimento - Radicali Italiani - travagliato, profondamente lacerato
al suo interno, inquieto e incerto sul futuro, anche il suo proprio. Emma Bonino ha di nuovo puntigliosamente ricordato a tutti – e non è stata una semplice enumerazione – come il modello stesso di democrazia rappresentativa quale lo conosciamo sia in profonda crisi, in Italia ("Libro Giallo?") ma anche – qua e là - nel resto del mondo, con il risorgere della pena di morte anche in paesi strutturalmente democratici come il Giappone, con la crisi che insidia il Tribunale Internazionale dell'Aja messo in discussione in molti paesi soprattutto dell'Africa, con le difficoltà che attraversa il Consiglio generale delle NU, ancora indispensabile sede, nonostante i suoi grandi difetti, per il dibattito internazionale. Tornando in Italia, il Matteo Renzi che definisce "autogol" la proposta, venuta dal Colle, di un provvedimento di amnistia e indulto, non può essere riconosciuto come portatore del "nuovo"che possa dare impulso democratico e liberale al paese. In queste condizioni (si aggiunga il recente rapporto del Centro d'Ascolto dell'Informazione Televisiva curato da Gianni Betto), che restringono vieppiù i già disperanti margini di iniziativa e di vita di Radicali Italiani non sarebbe inutile - ha ammonito Bonino -  se a Chianciano, al prossimo suo congresso, si aprisse  - senza spiriti preconcetti - un serio dibattito sul senso e le possibilità stesse di sopravvivenza e di efficienza di quel soggetto politico. Pur deplorando l'annunciata assenza dal Congresso – una scelta polemica e forse anche strumentale - di parecchi dei suoi esponenti, Emma ha però insistito sulla considerazione che forse Radicali Italiani possa non essere oggi lo strumento adeguato per operare ed incidere, per quantomeno mantenere accesa la speranza di una lotta efficace contro l'involuzione del sistema e per  la sopravvivenza della democrazia e del diritto in Italia.
 
Emma ha dunque posto un punto fermo e un interrogativo preciso a un dibattito che aveva girato attorno a questo tema - ma anche a molti altri che avrebbero ugualmente  richiesto maggiore franchezza e coraggio da parte della classe dirigente. Che il dibattito, a poche ore dal Congresso
di fine mese, sia stato inadeguato ce lo dice la mozione finale approvata.
Il documento analizza in maniera del tutto superficiale quanto è accaduto negli ultimi mesi, a partire dalla campagna referendaria, e ignora del tutto il fatto che il Congresso si apre proprio nel momento in cui la Cassazione dovrà convalidare le firme raccolte sui referendum per la giustizia. Eppure l'approvazione o meno delle firme condizionerà - con tutta evidenza – Radicali Italiani, suggerendo e imponendo iniziative e battaglie, che saranno diverse nell'un caso o nell'altro. Se i referendum saranno dichiarati ammessi, avremo in Italia una stagione di ovvio e inevitabile dibattito sulla giustizia, diverso, e assai più oscuro sarà il contesto nel caso contrario. Si aggiunga che nei prossimi giorni (se non ore) si deciderà il destino dell'appello del presidente della Repubblica perché il Parlamento si occupi e decida su amnistia e indulto e sarà chiaro come  la vita stessa di Radicali Italiani se non della intera galassia galassia radicale sia posta a serio rischio. Né valgano le considerazioni, che pure abbiamo sentito affiorare, circa la possibilità che Radicali Italiani, o chi per esso, possa prendere una iniziativa nell'occasione e nella prospettiva delle (forse) prossime elezioni; una iniziativa che avrebbe solo il senso di una resa disarmata all'uno o all'altro forte soggetto elettorale. La vicenda della Basilicata, forse ancora aperta durante il congresso, dovrebbe indurci a serie riflessioni, con la sua assoluta eccezionalità ed esemplarità.
 
La mozione dunque appare inadeguata sul piano dell'urgenza e della ineluttabilità delle scadenze politiche. E se la mozione rispecchia le convinzioni, le volontà e le prospettive di Radicali Italiani e della sua classe dirigente, vuol dire che il dibattito congressuale sulle possibilità di una sua esistenza/sopravvivenza è, come ha auspicato Emma Bonino, assolutamente prioritario.

Nessun commento: