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21 aprile 2013

AMIANTO VELODROMO EUR, il processo.

AMMESSA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE del segratario di Radicali Roma IN RAPPRESENTANZA DEL COMUNE DI ROMA 

Il 24 luglio 2008 l'impianto sportivo costruito alla fine degli anni Cinquanta per le Olimpiadi di Roma del 1960 fu demolito per "implosione" con 120 Kg di tritolo poichè l'area doveva ospitare gli impianti sportivi della "Città dell'acqua", progetto mai realizzato.

Come testimoniano i residenti e tutta la documentazione video e fotografica, l'esplosione produsse un'enorme nuvola bianca che avvolse i palazzi circostanti, le auto, i passanti e poi fu portata dal vento verso i quartieri di Roma più a sud. Nei mesi successivi alla demolizione emerse la presenza di amianto in varie parti della struttura fatta esplodere tanto che fu necessaria una bonifica dell'area. 
Ci sono quindi serie probabilità che la nuvola che si propagò dall'esplosione contenesse amianto.
Da qui il rinvio a giudizio per l'ipotesi di disastro colposo a carico del dirigente responsabile della procedura per conto di Eur Spa, proprietaria dell'edificio e dell'area.  Questa ipotesi per i cittadini residenti nella zona rappresenta l'incubo con cui convivono da anni, un incubo che ha sconvolto le vite di numerose famiglie e la loro possibilità di guardare al futuro proprio e dei propri figli senza angoscia.

Finalmente si è tenuta il 19 aprile scorso presso la Sesta Sezione Penale del Tribunale di Roma la seconda udienza del processo per accertare la verità sulla vicenda della demolizione per "implosione" dell'ex Velodromo dell'Eur e per l'ipotesi di disastro colposo causato dall'enorme nuvola probabilmente contenente amianto liberata dall'esplosione. Nel corso del'udienza del processo odierna sulla vicenda della demolizione con esplosivo del Velodromo dell'Eur il giudice della Sesta Sezione Penale del Tribunale di Roma Luca Comand ha ammesso la  costituzione di parte civile del segretario di Radicali Roma, Riccardo Magi, per conto ed in rappresentanza del Comune di Roma Capitale che finora non si era costituito. Questa la sua dichiarazione:

"Mi sono costituito parte civile per conto di Roma Capitale esercitando l'Azione popolare che (ai sensi dell'articolo 9 del Testo unico degli enti locali) consente a qualsiasi cittadino di far valere gli interessi del comune di fronte all'inerzia del comune stesso.
 La battaglia solitaria e drammatica dei cittadini residenti e del loro "Comitato per l'accertamento della verità sulla presenza di amianto nell'area dell'ex velodromo di Roma" per conoscere la verità ed ottenere l'assistenza e il giusto risarcimento nel caso sia confermata o aggravata l'ipotesi di reato formulata dal Pm Claudia Terracina, non può non essere la battaglia di Roma Capitale per i suoi cittadini. 
Per questo, assistito dall'avv. Francesco Mingiardi, ho deciso di esercitare l'azione popolare e far valere gli interessi del comune, finora immobile e disinteressato alla questione, al fianco dei cittadini." 

Una vittoria per Roma Capitale e per i cittadini che hanno finalmente il Comune al fianco nella loro battaglia per la verità e la giustizia. 

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