Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

15 gennaio 2013

Lettera sulle elezioni politiche del 2013

Ringraziando Beppi Lamedica, invito a leggere con attenzione questa lettera che pone all'attenzione alcune questioni che ci riguardano, tutti, molto da vicino.
AMg

LETTERA AGLI AMICI E AI COMPAGNI
per non mollare
 06/01/2013– 
"[…] Chi cerca nella libertà altra cosa che la libertà stessa è fatto per servire […]" (Alexis de Tocqueville)
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Cari amici e cari compagni,
le elezioni politiche si terranno domenica 24 e lunedì 25 febbraio. Qual' è la posta in gioco?
A chi scrive pare che la posta in gioco sia la normalizzazione della situazione politica nazionale per ovviare alla grave crisi di regime.
"Normalizzare" significa mantenere lo status quo e il regime è ben fotografato dal recente provvedimento governativo con il quale si vorrebbe indagare sugli stili di vita al fine di scovare gli evasori. Così scrive sul Corriere della Sera, nel giorno della Befana, Piero Ostellino: "Se non servirà al Fisco per scovare redditi non denunciati, il nuovo redditometro pare, comunque, utile a far capire agli italiani da chi siamo amministrati e governati." Inoltre tocca "al contribuente provare di non essere un evasore. L'inversione dell'onere della prova ributta l'Italia ai primordi del Diritto." Ostellino deduce che "con l'instaurazione dello Stato di polizia fiscale – che, in realtà, indagando sugli stili delle persone, entra nelle loro vite – l'Italia è scivolata nello Stato di polizia tipico dei totalitarismi del XX secolo." Insomma il fascismo ha oggi una nuova maschera. Il che conferma la tesi della continuità del regime postfascista con quello precedente dominato dalla figura di Mussolini. Il berlusconismo, perciò, non è un'anomalia!
Michele Ainis, sul Corriere della Sera del 29 dicembre ha individuato cinque modelli di "democrazia" tra i quali gli elettori dovranno scegliere per normalizzare la situazione politica.
Bersani personificherebbe quella "partitica", Berlusconi quella "plebiscitaria", Monti quella "buro-tecnocratica", Grillo quella "digitale" e Ingroia quella dei "custodi". Manca nell'offerta politica la "democrazia liberale". Una mancanza che suscita uno stato d'animo "misto di sconforto e solitudine", come confessa Luca Ricolfi su La Stampa dell'ultimo dell'anno. Una mancanza che conferma la diagnosi "normalizzatrice" da me proposta. Altro che occasione per fare "piazza pulita" del vecchio regime!
Si dice che si confronteranno programmi politici. Addirittura ci sarà una lista ed una coalizione  di liste che propone addirittura un' "agenda". E sapete cosa c'è in questa "agenda"? C'è la famigerata patrimoniale. E' lo Stato di polizia fiscale che si vorrebbe rafforzare. Altro che meno Stato, meno spese, meno tasse!
Anche ammesso che i cittadini si troveranno a scegliere programmi, come è possibile che questo possa accadere? Nota Angelo Panebianco sul Corriere della Sera del 28 dicembre "In troppi sono abituati a votare in tutt'altro modo, sono abituati a votare contro qualcuno. Tanti, in questi anni, hanno scelto la sinistra «contro Berlusconi». E altrettanti hanno votato Berlusconi «contro la sinistra». Non è facile cambiarne di colpo le abitudini"
A questo aggiungiamo che l'intero procedimento elettorale è connotato dall'assenza delle condizioni minime di democraticità, con la violazione sistematica delle leggi poste a garanzia della regolarità del processo elettorale: dal sistema di voto alle modalità di accesso alle elezioni sino alla campagna elettorale vera e propria.
Clamorosa è la cancellazione per cinque anni delle Tribune politiche nei periodi non elettorali, previste dalla legge (art 4 legge 103/75) come obbligatorie per la Rai.
Sono stati presentati due ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell'uomo con i quali si chiede "a) di condannare l'Italia per violazione diritti umani; b) di ordinare all'Italia di rendere gli atti della Commissione di vigilanza impugnabili davanti a un giudice così come accade all'Autorità per le comunicazioni; c) una riparazione in favore degli italiani, che imponga alla Rai anche un approfondimento rispetto alle ragioni che hanno portato a questa violazione" come si legge in un comunicato diffuso nei giorni scorsi dai radicali.
Nonostante quanto sopra mi auguravo che i radicali con il movimento di Oscar Giannino "Fermare il declino" ci potesse essere una qualche collaborazione in quanto è necessario un soggetto politico che si ponga come prioritaria la lotta di liberazione dalla partitocrazia. Non tanto per partecipare ad elezioni semplicemente inutili perché le decisioni politiche non saranno prese dai rappresentanti dei cittadini, quanto per iniziare un processo politico che potrebbe avere come risultato la trasformazione dell'attuale regime in una democrazia liberale.
Così affermavo in una mia precedente lettera: "Questo soggetto riformatore, di liberali e di democratici, dovrà avere una visione transazionale. I problemi nazionali e quelli transazionali sono talmente intrecciati che non si possono affrontare gli uni disinteressandosi degli altri. Perciò è necessario reagire all'Unione Europea intergovernativa e sostenere le iniziative per la Costituente europea, ossia rendere il Parlamento europeo rappresentativo dei cittadini piuttosto che dei partiti e il Premier europeo investito direttamente dal consenso elettorale. Solo una Europa politica e democratica può controllare i tecnocrati!"
Il prossimo febbraio i cittadini italiani ratificheranno quanto si è già deciso per tentare di "normalizzare" la situazione politica. E' probabile che non ci sarà alcuna normalizzazione e la crisi avrà gravi recrudescenze, per cui le gravi condizioni in cui ci troveremo costringerà gli eventi a realizzare le premesse per la costituzione di quel soggetto riformatore, di liberali e di democratici del quale l'alternativa liberale al regime ha necessità.
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Beppi Lamedica - Via Ortigara, 6 31033 Castelfranco Veneto (Tv)
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