Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

11 marzo 2010

Pansessualismo

di Angiolo Bandinelli
da "Il Foglio"

Sfoglio l'ultimo numero di un settimanale - uno dei più quotati - e
vedo che le sue pagine sono dedicate al sesso, nelle tambureggianti
forme e declinazioni che assume nelle nostre società. Eh, sì, aveva
ragione Freud a sostenere che il sesso è il motore della psiche
profonda, non solo umana, o non solo ferina. E nonostante le
piacevolezze sciorinate dai patinati settimanali, tale ineluttabilità
lo rende oscuro, indecifrabile. Il sesso urge, sconvolge la psiche
nelle sue fibre più nobili o infime. Nell'odierno dibattito di stampo
religioso si cerca di far passare la tesi che l'emersione del
sessualismo, o pansessualismo, attribuito a Freud e ai suoi seguaci o
interlocutori (penso al bistrattato Wilhelm Reich, già perseguitato a
livello politico e oggi dimenticato) sia una conseguenza del
nichilismo, di una cultura dimentica dei grandi valori etici e
spirituali dell'uomo: combattendo il nichilismo le chiese pensano di
sconfiggere anche pansessualismo, freudismo e appendici varie. A me
pare che il ragionamento non stia in piedi. La tematica del/sul
nichilismo è, tutto sommato, di tipo culturale, ideologico,
soprattutto prettamente "occidentale", ecc., e non vedo proprio cosa
abbia a che fare con la tematica sessuale, (ri)messa in lustro da
Freud ma con radici ben più profonde, per nulla culturali e piuttosto
antropologiche, come sapevano già i greci. Suvvia, lo confessino:
anche quelli che se la prendono con il nichilismo sanno bene che la
sessualità è inestirpabile, assedia anche il prete. Molte culture
hanno cercato di controllare il temibile istinto attraverso pratiche
più o meno simboliche, dalle mutilazioni genitali femminili alla
circoncisione, fino alla trasfigurazione e alla sublimazione. Niente
da fare.

Ma oggi c'è qualcosa di più, che non mi pare sia da attribuire al
freudismo. Freud ha (ri)scoperto che l'eros, l'eros più pesante,
profondo, incancellabile e incurabile, è un poderoso motore della
psiche dell'individuo. Oggi ci accorgiamo che il sesso è motore anche
della società, e in aspetti apparentemente lontani che dovrebbero
rientrare nella sfera delle scienze economico-sociali. E mica per
colpa degli intellettuali snob, quelli dell'individualismo sfrenato e
sessuomane. No, l'eros, il sesso è pulsione di massa. Ne è interprete
fedele - per dire - la televisione, quella italiana ce ne dà un
perfetto modello. Non v'è programma, anche il più serio, dal
telegiornale al talk show al dibattito culturalpolitico, nel quale
manchi l'esibizione di "scintillanti grazie" (come ha scritto ieri
Umberto Silva) e nudità provocanti (meglio: eccitanti). La
presentatrice, l'annunciatrice, oltre che la velina, deve esibire il
massimo possibile delle sue intime bellezze, fin quasi alla Sharon
Stone (ricordate?). Provate poi a immaginarvi a cosa si ridurrebbe la
pubblicità senza la presenza del sesso - dissimulato o esibito - in
ogni spot, siparietto, carosello. Questa presenza è persino calibrata
sugli stimoli più decisamente subliminali, quelli scoperti dal
sociologo Vance Packard nel suo "The hidden persuaders" (1957). Le
tesi di Packard sono state ridimensionate, sembra che i messaggi
subliminali non influenzino più che tanto i consumatori (o i
cittadini, quando si tratti di politica). Mettendo pure da parte
Packard, credo si possa convenire che senza pubblicità, o con una
pubblicità senza sesso, i consumi illanguidirebbero, l'economia
entrerebbe in paralisi e la crisi ristagnerebbe. Per farci uscire da
uno stallo che potrebbe mettere in pericolo gli equilibri sociali non
mi pare che finora nessuno abbia individuato e suggerito un rimedio
più efficace del rilancio dei consumi, con conseguente inevitabile
ricorso alla pubblicità e ai suoi metodi di persuasione più o meno
occulti. Oddio, volendo infierire si potrebbe persino sostenere che,
accanto al sesso, la società dei consumi e la sua TV si reggano su
quasi tutti i vizi, capitali o veniali che siano: la gola (attratta
dalle merendine), l'invidia (l'auto del vicino è sempre più
"performante"), l'avarizia (il guadagno come mito ossessivo), ecc.
Così succede che cristianesimo e islam, chiese e religioni che si
combattono senza risparmio per il primato fino a farsi responsabili di
un possibile "scontro di civiltà", a questo punto si alleano e insieme
proclamano la guerra santa all'invasione della modernità dei consumi
fondata sullo stimolo sessuale, ecc. Strani connubi. Dal canto suo,
potrà mai gioire il laico constatando che non la virtù ma il vizio -
più o meno sadiano - tiene in piedi la società? Un bell'imbarazzo. Al
poveretto, se volesse salvaguardare il suo io (se non proprio il sé)
dalle intrusioni massificanti e fare almeno acquietare le pulsioni
della la sua personale idra, non resterebbe che spegnere la TV e
trovare conforto nella grazia bugiarda e un po' ipocrita, ma almeno
elegante, dei sonetti del Petrarca.

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W le differenze - W la parità di diritti e doveri
abbasso la falsità e l'ipocrisia
abbasso le omologazioni egualitariste
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