Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

10 giugno 2008

BARBARELLA

Oltre quattromila persone stanno nel calderone della strega maligna, alcuni ne godono, altri mi criticano, pochi lo lasciano, tanti invitano i propri amici mandandomi le loro mail...

Potete sempre con un CANCELLAMI chiedere di andare via, ma soprattutto pubblicizzare la strega maligna anche cercando i vecchi pezzi che non saranno mai fuori moda...

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1 BARBARELLA

2 OSSERVAZIONI WWF AL DECRETO RIFIUTI IN CAMPANIA


BARBARELLA

Come l’eroina di fantascienza degli anni ’70, la Jane Fonda più bella e indimenticabile, la prima donna con la pistola, eroica vincitrice in un mondo futuro ma ancora ostile e pericoloso, così è stata Barbarella, l’ultimo femminiello dei lidi di Gaeta.

Barbarella è morto a soli sessant’anni secondo il più celebre dei copioni, facendo della sua morte tragica una splendida scena madre: nudo sotto la doccia, un colpo al cuore, la paura dipinta sul volto, il dolore e le urla per chiamare il figlio e correre in ospedale dove, esaltato dal suo ultimo atto, è spirato tra medici ed infermieri increduli.

Barbarella era un uomo, fino a prova contraria, ma di prove ne aveva date tante durante tutta la sua vita, soprattutto di coraggio, visto che era di Formia e non aveva mai nascosto il suo lato femminile nemmeno quando, da giovane, la famiglia e il paese lo avevano fatto sposare per avere dei figli.

Anche a me spesso capitano madri zelanti desiderose di accasare un medico con una delle loro figlie o nipoti, ma sono nato alla fine degli anni sessanta ed alla mia generazione, per la prima volta nella storia, non capita più l’obbligo e la sottomissione alla condizione sociale di marito e di padre.

Barbarella era basso, il volto adunco, capelli chiari e ondulati, stempiati ma tinti a dovere dai suoi amici parrucchiere. Il corpo era obeso, come un otre a zampogna, mentre gli arti insecchiti eran quattro bastoni. A Gaeta, sulla spiaggia libera dell’Arenauta, la sua figura indecente sempre nera e abbronzata, quando nuda o in perizoma, non concedeva a nessuno di ignorarlo o di dimenticarlo e credo, da quest’anno, noteranno tutti la sua mancanza, anche chi, tra questi ritrosi omosessuali moderni, gli rimproverava gli eccessi continui con i quali divertiva etero, gay e bisessuali.

Di Barbarella non potrò mai dimenticare il coraggio di affrontare le ciurme di ragazzotti napoletani e romani, che ci invadono dal bagnasciuga per deridere o provocare i nudisti, i trans o gli omosessuali. Da solo contro decine di maschi in calore, ne sapeva sedurre le menti, provocandoli con i suoi movimenti eclettici di femminiello ormai decadente. Raccontano gli amici della sua intima cerchia che spesso ritrovavano a cena questi giovani, del tutto eterosessuali, e così anche loro potevano approfittare sia del lauto pranzo, che del frutto dolciastro di quelle giovani erezioni.

La curiosità pedestre quasi riluttante ed offensiva degli sguardi dei maschi che passano a gruppi o protetti dalla morsa al braccio delle loro ragazze, era sempre blandita dai modi istrionici di Barbarella, dalle sue battute volgari, dalle sue domande impertinenti, che scavavano dentro il desiderio eterosessuale permettendo così la reazione immunologica migliore contro ogni forma di omofobia: il sesso occasionale.

Dei compromessi con la sua vita da padre e marito, di cui tutti ricordano in ogni caso l’esempio, non dico, perché ho visto il dolore per una scelta avvilente nello sguardo ancora vivo di questi suoi amici, i soli presenti al suo funerale, quando tutto il paese a suo dire, tutti i gay ma anche gli eterosessuali, avevano avuto in quel modo dei rapporti con lui: Barbarella!

Ricorderò soltanto la sua voce stridula, i suoi occhi stretti con cui si divertiva giocando come una geisha, le sue mani posate, da operaio, con cui non toccava mai per primo nessuno sulla spiaggia, il suo amore infinito per i contrasti che aveva vissuto durante la sua vita e l’emarginazione che subiva proprio da quanti gay, oggi, si schierano nei fatti con il pensiero omofobo, chiudendosi in piccole cerchie omologate, temendo il mondo e sé stessi ossessivamente, mentre lui, la nostra mitica eroina Barbarella, questo mondo lo ha sfidato, vinto e letteralmente divorato!

La strega maligna

Manliok

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