Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

9 maggio 2008

lettera-testimonianza di un sacerdote

Ex prete sulla Chiesa: “Chiamare associazione a delinquere a scopo di lucro e di plagio, è poco”

Da Axteismo la lettera-testimonianza di un sacerdote pubblicata col suo consenso.

Un ringraziamento sentito. Sono un credente ex prete, uscito dalla chiesa per lo schifo che ho visto all’interno di un’associazione che, chiamare associazione a delinquere a scopo di lucro e di plagio, è poco. Quindi non faccio fatica, anche se questo potrebbe sembrare strano, ad accettare le vostre tesi “in toto”, paradossalmente anche quelle che parlano dell’inesistenza storica di Gesù.

Se mi togliete l’esistenza storica di Gesù ma anche se ne fate un uomo normale, magari sposato con figli, di cui forse è stata ritrovata la tomba, bene tutto questo non destabilizza la mia fede in Dio. Ciò dimostra che ciò che io chiamo fede prescinde da tutto e da tutti. E’ un fatto mio personale.

Accettare il messaggio evangelico, da chiunque sia stato scritto, certamente ripulito dalle parole di condanna di Cristo verso chi non crede in lui, che sono autentiche contraffazioni operate dal potere cattolico, vuol dire, per me, operare nella mia coscienza di laico, una trasformazione nel bene e vedere nel mio simile uno da amare, indipendentemente dalle sue propensioni caratteriali e dalle sue scelte morali.

Se io credo in Dio è un fatto che riguarda esclusivamente la mia coscienza in evoluzione. Secondo la mia modesta visione quello che noi chiamiamo Dio è il motore dell’evoluzione della coscienza umana e non è catalogabile da nessuna religione tanto meno la cattolica che è la peggiore di tutte e lo dico per esperienza vissuta. Cordiali saluti

don Amedeo Gaetani

amedeo.gaetani@virgilio.it

1 commento:

AMg ha detto...

Chi manovra i microchip del peccato

. da La Stampa.it del 7 maggio 2008

di Javier Cercas
L'anno scorso è stato pubblicato in Spagna un cospicuo pamphlet contro la
Chiesa cattolica. Incomincia così: «La prostituta, la gran prostituta, la
bigotta, la simoniaca, l'inquisitrice, la torturatrice, la falsificatrice, l'assassina,
la laida, la folle, la malvagia». Poi, fin dal primo paragrafo, la Chiesa
viene accusata d'essere denigratrice della scienza, nemica della verità,
falsificatrice della storia, truffatrice di vedove, cacciatrice di
eredità... Il libro è un improperio lungo 317 pagine, l'autore è Fernando
Vallejo, il titolo La prostituta di Babilonia; ed è anche un crimine
passionale: un omaggio alla Chiesa cattolica.

Qualche settimana fa, la Chiesa ha lamentato la scarsità di peccati mortali
e ne ha annunciato il lancio d'un nuovo pacchetto: secondo quanto stabilito
dal vescovo Gianfranco Girotti, d'ora in poi, è peccato usare droghe,
accumulare un'eccessiva ricchezza, inquinare l'ambiente, fare esperimenti
genetici sospetti ed essere causa di povertà, d'ingiustizie e disuguaglianze
sociali. Ciò che più colpisce di questo elenco non è tanto la natura dei
nuovi peccati, quanto la loro indeterminatezza. Quali sono le droghe che non
si possono consumare? Le cosiddette pesanti o le leggere? E in che cosa
consiste accumulare un'eccessiva ricchezza? È peccato giocare al
Superenalotto o è peccato giocare solo se vinci? È peccato non riciclare l'immondizia,
installare un apparecchio per l'aria condizionata?

La Chiesa è l'istituzione più seria che ci sia: credo che si possa
pretendere un po' più di precisione. Si può persino sospettare che questa
ambiguità sia voluta: come ha sottolineato il vescovo Girotti l'ampliamento
della lista dei peccati mortali è connesso alla diminuzione del senso di
colpa e all'indebolimento della nozione di peccato, cosa che si riflette nel
declino del sacramento della confessione. Ecco che l'operazione del Vaticano
diventa chiara: si tratta di aumentare il numero dei peccati per aumentare
il numero dei peccatori e così aumentare il numero delle confessioni. Fatta
eccezione per il potere di dare la vita e di uccidere, non esiste potere più
formidabile di quello di perdonare i peccati; la Chiesa ne è stata
detentrice per secoli: è insensato pensare che se lo lasci sfuggire senza
lottare con le unghie e con i denti. L'ideale sarebbe stato ampliare la
lista dei peccati sino a infilarci tutti gli atti possibili, compreso bere
Pepsi Cola ed essere tifoso del Real. Ma la Chiesa è saggia e sa che, al
momento, questo sarebbe controproducente. È evidente che la Chiesa, nell'ampliare
la lista dei peccati mortali, ha preso in considerazione solo coloro che non
si sentono mai in colpa o hanno perso il senso del peccato o quello del
male. Ma che succede a quelli che non l'hanno perso? Che succede a quelli
che si sentivano già in colpa prima e che, adesso, si sentiranno ancora più
in colpa? Non mi riferisco ai cattolici praticanti - che sono dei
privilegiati: possono confessarsi e tornare a peccare con la coscienza
tranquilla -. Mi riferisco a quanti non sono cattolici e sono stati
programmati per essere cattolici e, di conseguenza, benché non siano
cattolici, continuano a essere cattolici: mi riferisco a un sacco di gente.

Come qualsiasi persona che abbia trascorso 15 anni in una scuola cattolica,
non sono cattolico; come qualsiasi persona che abbia trascorso 15 anni in
una scuola cattolica, sono anticlericale; come qualsiasi persona che abbia
trascorso 15 anni in una scuola cattolica, sono cattolico. Chi è stato
educato nel cattolicesimo è cattolico anche se rinnega il cattolicesimo e,
oltre tutto, ha in sé la colpa sin dalla nascita o ancora prima: in questo
consiste il peccato originale. Il problema non è che ci sentiamo colpevoli
di tutto. Fin da piccoli ci hanno inserito nel corpo un microchip e non c'è
modo di toglierlo: ci alziamo il mattino stranamente felici fino a quando
non c'imbattiamo in una ragione per sentirci in colpa, il microchip si
attiva come un nodo alla gola e ci sentiamo nuovamente infelici; solo a quel
punto recuperiamo la nostra normalità. Questo microchip è il più sofisticato
strumento di tortura e di dominio che mai abbiano inventato. Sono stati loro
a inserirlo e sta lì a ucciderci. Noi non li prendiamo in considerazione,
ridiamo di loro, a volte li malediciamo, ma le maledizioni rimbalzano, la
risata è una risata che gela e tutto ciò che essi dicono è istantaneamente
assorbito dal microchip. Sono forti. Non hanno pietà. Mettono paura. Che
fare? C'è chi scrive La prostituta di Babilonia. Ma non serve a niente.