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12 aprile 2008

BUFALE CINESI

Che ci sia un problema di inquinamento ambientale in Campania è, purtroppo, un dato di fatto incontestabile e del quale ci stiamo occupando grazie all’aiuto di persone come Antonio Bruno che lavora direttamente sul campo, ma la strumentalizzazione volta ad arrecare un danno economico e di immagine è altra cosa.

Come si potrebbe altrimenti definire il “boicottaggio” delle mozzarelle di bufala annunciato dalla Cina? Come si potrebbe non pensar che tale boicottaggio non sia volto esclusivamente a procurare un danno d’immagine o, se vogliamo, una rivalsa (vendetta) nei confronti dell’Italia?

La Cina non importa mozzarelle di bufala, di contro esporta una infinità di prodotti altamente tossici, a partire dai giocattoli per bambini fino ad alimenti di ogni tipo. Che Pechino dichiari di voler boicottare la mozzarella di bufala campana o italiana più in generale non è solo una mossa pubblicitaria atta a danneggiare l’Italia, è un vero e proprio insulto alla nostra Nazione.

Non vorrei rischiare di apparire “nazionalista” a tutti i costi, ma andrebbero chiariti alcuni punti fondamentali. Nei giorni scorsi ho piacevolmente degustato prodotti campani in compagnia di collaboratrici campane. Ho assaggiato (per la prima volta in vita mia) la pizza fritta, con formaggio campano e affettati campani sapientemente amalgamati da mani campane (Emma è veramente straordinaria) e l’ho fatto senza alcun patema d’animo.

Ho fatto questa breve scorribanda in un fatto privato per ricollegarmi al problema più vasto e complicato che riguarda quanto sta avvenendo in Campania e contro la Campania, un problema che ha certamente radici profonde che vanno senza dubbio affrontate ma che vanno anche scisse da interessi economici che tendono fondamentalmente a screditare una regione italiana (la Campania appunto) per trarne un beneficio prettamente ed esclusivamente economico.

Precisiamo prima di tutto alcune cose:

a) le mozzarelle di bufala campana sono assolutamente controllate e sicure

b) le bufale campane non pascolano in terreni contaminati (che pur ci sono, ma questo è un altro argomento) ma mangiano mangimi vegetali provenienti da fuori della Campania e, nel caso degli allevamenti riconosciuti DOP (denominazione di origine protetta), sono assolutamente sicuri e testati

c) quelle bufale che mangiano all’aperto si nutrono esclusivamente in zone non contaminate e sicure

Ergo, la mozzarella di bufala campana è sicura al 100% così come tutti gli altri prodotti.

Questo ragionamento a cosa ci porta? Quello in atto è un boicottaggio dei prodotti italiani (non solo campani quindi) volto ad ottenere benefici economici enormi ai danni proprio dell’Italia. E’ questo che va chiarito: è l’Italia a essere boicottata, da Bolzano a Palermo, non solo la Campania. Non sono i campani a essere sotto attacco ma tutta l’Italia. E’ questo che bisogna chiarire definitivamente perché altrimenti si continuerà all’infinito a puntare il dito sulla “malata politica campana” e non si affronterà il problema per quello che è: un problema nazionale.

( CONTINUA)


Scritto da Franco Londei lunedì 31 marzo 2008


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