Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

23 marzo 2008

pasqua di resurrezione

23 MARZO 2008 PASQUA CATTOLICA.

il 23 Aprile 33 dell'era volgare sarebbe la data della primissima "Pasqua di resurrezione" secondo la tradizione cristiana che vuole che Gesù, crocifisso tre giorni prima fosse risorto il 23 Aprile del 33esimo anno dopo la sua nascita.
(Ma la stessa esistenza storica del Gesù dei Vangeli è negata da studiosi indipendenti, o almeno non è da ritenersi provata storicamente da fonti indipendenti dal Vangelo).

L'ultimo anno nel quale la Pasqua cattolica (e protestante) è caduta il 23 Aprile è stato nel 2000;
La Pasqua Ortodossa di solito cade la settimana dopo quella Cattolica
(ma qualora tale data coincidesse con la data della Pasqua Ebraica gli ortodossi orripilati dalla sovrapposizione spostano la loro!)

Sempre a primavera, cade anche la originale Pasqua Ebraica (o Pesah, il 14esimo giorno del mese di Nisim) che commemora la fuga dall'Egitto (che storicamente pero' non e' per niente documentata, anzi, si ritiene sia una pura invenzione biblica) ed è celebrata con pane azzimo (non lievitato) agnelli maschi arrosto ed erbe amare.

Sia la Pasqua mosaica che quelle cristiane "di resurrezione" risentono ancora di echi lontani delle antiche feste pagane della primavera. Il romeno Mircea Eliade grande storico delle religioni a proposito della Pasqua diceva "Nessuna religione è completamente nuova, nessuna abolisce completamente il passato".
Scrive Marino Niola: " Nella festa della resurrezione, sono ancora leggibili tracce di antichi culti precristiani legati alle divinità che simboleggiavano la morte e la rinascita della natura. La Pasqua, che è festa del dio che risorge, è anche festa di di primavera, rito di passaggio stagionale. Non a caso cade, come altre feste del Mediterraneo antico, nella domenica che segue il primo plenilunio dopo il ventuno marzo, quindi intorno all'equinozio di primavera, quando la natura rinasce dal sonno invernale ed il ciclo delle messi volge verso la stagione della fioritura e dei raccolti. Le antiche culture mediterranee festeggiavano ogni anno la morte e la resurrezione di un dio della vegetazione Adone, Attis, Tammuz e altri, tutti nati da una dea vergine, proprio come Gesù. Tali divinità simboleggiavano il ciclo stagionale delle piante - soprattutto dei cereali -che alterna una fase di morte, la semina, e una di rinascita, con la fioritura nella bella stagione.

Frazer, l'autore de Il ramo d'oro racconta che quando l'imperatore Giuliano fece il suo ingresso in Antiochia trovò la città immersa nel lutto per la morte annuale di Adone. Tuttavia si credeva che egli sarebbe tornato in vita il giorno successivo per ascendere al cielo. Si credeva anche che dal sangue di Adone nascessero gli anemoni scarlatti e i papaveri, che in oriente fioriscono appunto verso Pasqua. L'identificazione con la vegetazione è confermata ulteriormente dalla credenza secondo cui Adone doveva passare metà o un terzo dell'anno sotto terra, come il grano.

E tra i fenomeni naturali nulla come la sparizione e la ricomparsa delle messi suggerisce l'idea della morte e della resurrezione.
In occasione di questi riti in Grecia Egitto ed in Medio Oriente si faceva crescere del grano in piccoli vasi o piatti tenuti al buio, i cosiddetti "giardini di Adone" posti sul sepolcro del dio. Proprio come avviene per i nostri "Sepolcri". "

In Egitto usavano delle specie di grandi vassoi di legno con bordo di un paio di centimetri di altezza per trattenere un pò di terra, ed aventi la forma della silouette in piano del corpo del dio Osiride. Per gli Egizi Osiride ucciso e fatto a pezzi dal fratello Seth dio della morte fu ricostituito dal figlio Horus che ne recuperò i pezzi del corpo per tutto l'Egitto (e Libano) e fu poi riportato alla vita dalla sorella e moglie Iside con una fellatio, come illustrato splendidamente dalle immagini del libro dei morti.

Nell'antica Siria si celebrava la festa di Tammuz, con le lamentatrici che piangevano il dio ucciso e macinato in un mulino. Nel corso del rito le donne non mangiavano nulla di macinato, ma solo grano macerato, dolci, uvetta: ingredienti straordinariamente simili a quelli delle nostre torte pasquali, come la pastiera e simili. Ingredienti praticamente identici anche a quelli del dolce speciale tipico dei pranzi funerari dei paesi ortodossi, una specie di pudding o budino e servito freddo, gelatinoso ma molto denso Non si cuoce in forno ne' si usa farina impastata come i dolci normali, ma si bolle invece il grano intero.
In Romania si chiama Coliva. Secondo molti studiosi i riti funebri per Adone, Attis, Tammuz erano in realtà dei rituali della mietitura eseguiti per ingraziarsi gli spiriti della vegetazione, il che spiegherebbe la ricorrenza di elementi dal forte valore simbolico come fiori, aromi, germogli. San Gerolamo dice che Betlemme, paese nativo di Gesù, riceveva ombra da un piccolo bosco consacrato ad Adone e là dove il Santo Bambino aveva pianto erano state versate lacrime per il figlio di Venere.

Se Adone era lo spirito del grano difficilmente si sarebbe potuto trovare per la sua dimora un luogo più adatto di Betlemme, che significa la "casa del pane", dove in seguito sarebbe nato colui che si definisce "il pane della vita".
Secondo Frazer la celebrazione pasquale del Cristo morto e risorto sarebbe solo una variante di questi riti mediterranei in cui alla linearità del tempo cristiano si intreccerebbe il ritmo ciclico della natura divinizzata, all'immagine del tempo che corre si sovrapporrebbe quella del tempo che ricorre.

Quasi a dargli ragione fino all'inizio degli anni Sessanta in Basilicata e in altre aree contadine del nostro paese i braccianti celebravano prima della mietitura un rito annuale in cui simulavano l'uccisione di un uomo che impersonava lo spirito del grano. Tale rito era soprannominato la "passione del grano". Il rito è antichissimo, ed esiste anche in area balcanico carpatica Romania ecc, addirittura in alcune parti in forme tali da far presumere che fosse riferito alla fase preistorica degli uomini cacciatori raccoglitori prima della scoperta dell'agricoltura e della coltivazione del grano. Infatti non si simula l'uccisione di un uomo, ma di un animale, cervo o orso e gli uccisori sono cacciatori mimetizzati da alberi tramite frasche.

Non solo Gesù ma molti altri eroi discesero agli inferi e da lì fecero ritorno: in totale sono sei dei fra quelli elencati come nati verso il solstizio d'inverno: Dioniso, Adone, Attis, Tammuz, Baal-Marduk, Osiride.

Poi, separatamente ne contiamo almeno altri 11 fra quelli nati in altri periodi o di cui non si conosce la data: Teseo, Eracle, Orfeo, Enea, Zagreo, Sabazio, Apollonio di Tiana, Chuchulain, Gwydion, Amathaon, Ogier (danese). Ma la lista è certo incompleta di molti altri personaggi antecedenti o contemporanei a Gesù Cristo.
Alcuni di questi 23 dei sono morti attorno all'equinozio di primavera (che è il periodo della Pasqua) e risorti dopo qualche giorno, a volte proprio dopo 3 giorni, come per Gesù (ma il dio Baldur, forse più pigro, è risorto dopo quaranta giorni).
Mithra (nato in una grotta verso il 25/12, adorato dai pastori) dopo una ultima cena salì al cielo.

Anche oltre Frazer ed Eliade questi echi mediterranei sono arrivato fino a canzoni attuali, come la Guerra di Piero di Fabrizio De Andrè il cui protagonista, vittima sacrificale di una violenza eternamente ritornante, «dorme sepolto in un campo di grano/ non è la rosa non è il tulipano / che gli fan veglia nell'ombra dei fossi / ma sono mille papaveri rossi».

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