Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

28 gennaio 2008

La Chiesa sta commettendo un grave errore. Lo sostiene mons. Alessandro Plotti,

34255. TORINO-ADISTA. La Chiesa sta commettendo un grave errore:
accettando di farsi sostenere dai teocon e dagli `atei devoti' alla
Giuliano Ferrara, che in realtà difendono solo se stessi e le
proprie posizioni, rischia di svendere e di ridurre la fede a
strumento di potere. Lo sostiene mons. Alessandro Plotti,
arcivescovo di Pisa, in un'ampia intervista pubblicata sulla Stampa
il 24 gennaio, lo stesso giorno in cui si chiude il Consiglio
permanente della Conferenza episcopale italiana.

"Il grosso pericolo e l'errore – dice Plotti – è che la Chiesa si
faccia dettare l'agenda dagli atei devoti e dai teocon. Tanto più
che sulla cattolicità di queste persone si può sicuramente avere più
di qualche dubbio. Guai se la Chiesa deve farsi difendere da loro. È
un momento difficile. Dobbiamo stare attenti che la fede non diventi
instrumentum regni per chi invece di servire la Chiesa, se ne serve
in logiche di potere". Si tratta di "opportunisti che approfittano
delle situazioni di crisi per consolidare questa difesa della Chiesa
che poi è molto superficiale e molto formale. E che poi, in realtà,
è una difesa di loro stessi".

I movimenti ecclesiali sono l'altro bersaglio delle critiche di
Plotti: "Hanno questa mania degli striscioni e delle bandiere",
dice . "Ovunque vadano non sono capaci di stare normalmente in mezzo
alla gente. Li abbiamo visti ai raduni di Loreto, al Family Day,
alle udienze papali del mercoledì. Purtroppo le associazioni e i
movimenti ecclesiali hanno questa mania di presenzialismo e di
visibilità, e così si diventa più papalini del papa", rischiando
peraltro di produrre l'effetto contrario a quello che vorrebbero
ottenere: cioè la rinascita di "umori anticlericali" . Secondo il
vescovo di Pisa, invece, "bisogna stare attenti a non esasperare le
divisioni e a non alzare troppi steccati. Occorre piuttosto cercare
di trovare punti di approccio, di riferimento e di dialogo. Sul
territorio, nelle parrocchie, nelle attività pastorali ordinarie,
questo clima di collaborazione esiste. Per tradizione la Chiesa
italiana ha sempre saputo dialogare anche in contesti radicalmente
laici e con i `mangiapreti' . È una lezione da non perdere, anzi da
recuperare, altrimenti tutto diventa interpretazione politica". Una
lezione che dovrebbe rispolverare lo stesso presidente della Cei, il
card. Angelo Bagnasco: "Bagnasco ha puntato su temi caldi come
l'aborto e la famiglia – aggiunge Plotti –, ha tracciato una linea
netta. Ma non è che se cade il governo i problemi dell'Italia si
risolvono, anzi le emergenze sociali si accentuano".

"Se non stiamo attenti – conclude l'ex vicepresidente della Cei – la
Chiesa rischia di essere tirata dentro in una guerra per bande e non
c'è mai un momento in cui si possa fare una verifica seria e anche
spietata su certi orientamenti. Ci risiamo sempre sui soliti
problemi che poi di fatto sono insolubili, perché la difesa della
famiglia è sacrosanta, però sappiamo perfettamente che poi verranno
fuori altre forme di unioni. La moratoria per l'aborto (lanciata da
Ferrara, ndr), per esempio, è un'altra invenzione estemporanea. Ma
perché, si è mai sentito un cattolico difendere l'aborto?".
da "Adista"

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