Le donne cambiano la Storia, cambiamo i libri di Storia.

Le donne cambiano la Storia, cambiamo i libri di Storia.
LE DONNE CAMBIANO LA STORIA, CAMBIAMO I LIBRI DI STORIA

1 aprile 2010

UNA STORIA ORRIBILE, CENTINAIA , MIGLIAIA DI STORIE ORRIBILI...

Amita era una dolce bambina di 9 anni che amava la sua famiglia. Un giorno fu rapita, portata in una città lontana e messa in una gabbia. Era costretta a subire rapporti sessuali con dozzine di uomini al giorno, e picchiata brutalmente quando piangeva o si rifiutava.
5 terribili anni dopo, sofferente di malattie veneree, è morta per un pestaggio all'età di 14 anni.

La storia di Amita è uno dei peggiori incubi che si possano immaginare, ma milioni di donne e bambine vengono vendute per esser violentate ogni anno -- uno dei problemi peggiori del nostro mondo di oggi. Il modo più efficace per affrontarlo è di mettere in mostra i mercanti dello stupro e disintegrare i loro profitti. A gennaio i membri di Avaaz hanno votato questa come principale priorità per quest'anno, così abbiamo cominciato a lavorare con team di esperti in tutto il mondo, attivisti locali e investigatori per far smettere questo business brutale e losco.

Ogni minuto che questo problema continua è troppo lungo. Non possiamo riportare indietro Amita, ma ogni minuto due Amita in più sono vendute in una situazione spaventosa.

Nel sondaggio annuale di Avaaz, quasi il 90% della nostra comunità ha votato per affrontare il traffico degli stupri come principale campagna per il 2010. Ecco le azioni che stiamo sviluppando:

* Supporto a un team specializzato in operazioni di adescamento affinché si spaccino come clienti, in collaborazione con rappresentanti della legge locali, per smascherare il traffico degli stupri in una località alla volta, spezzare i circuiti del traffico, liberare le donne e le bambine, e danneggiare i profitti dei trafficanti.
* Svergognare pubblicamente le complicità ufficiali e i politici, in quei paesi in cui la corruzione di funzionari è parte del traffico degli stupri. Le pubblicità possono fare nomi e cognomi, per svergognare i singoli e spingere perché siano cacciati e perseguiti.
* Preparare un giorno di azioni globali fuori dalle case della schiavitù sessuale - mettendo in mostra così i posti, in giro per il mondo, dove le vittime di questo traffico vengono vendute e violentate. Queste violenze scioccanti sono spesso perpetrate nelle stesse strade delle nostre scuole e case.
* Far pressione sui leader eletti per rendere questo scandalo una priorità e utilizzare appieno le risorse dei nostri governi per farlo cessare, fra cui promulgare leggi più efficaci per proteggere e occuparsi delle donne vittime dei traffici degli stupri.
* Creare partnership con gli attivisti impegnati in questo settore, che conoscono a fondo i risvolti della questione, per mettere in mostra le violenze e affrontare i trafficanti.
* Sorvegliare le rotte chiave di questi traffici e bloccare le navi che portano ragazze e donne rapite in porti di transito .
* Andare alla caccia dei trafficanti direttamente, mettendo i loro volti su avvisi di RICERCATO nelle loro comunità.

Email di Avaaz come questa hanno generato donazioni di milioni per cause come quella della Birmania, i cambiamenti sul clima e Haiti. Questo è quello che ci vuole per fermare questi traffici. Non si tratta di quanto doniamo, ma quanti di noi lo fanno. Proprio in questo momento la vita di una ragazza viene trasformata in un indicibile orrore, e possiamo fare qualcosa per impedirlo:

https://secure.avaaz.org/it/fight_rape_trade/?vl

Nei pochi istanti necessari a leggere questa mail abbiamo perso altre 4 ragazze. Non c'è tempo da perdere.

Con speranza e determinazione,

Alice, Raluca, Ricken, Graziela, Paula, Paul, Benjamin, Pascal, Milena e tutto il team Avaaz.

Per maggiori informazioni (in inglese):

BBC sulla schiavitù moderna:
http://news.bbc.co.uk/2/hi/in_depth/world/slavery/default.stm

Fonti per statistiche e ulteriori informazioni sui traffici di vite umane, dall'ufficio ONU sulla Droga e il Crimine:
http://www.unodc.org/unodc/en/human-trafficking/what-is-human-trafficking.html?ref=menuside

Lavoro dell'FBI sul traffico di esseri umani:
http://www.fbi.gov/hq/cid/civilrights/slavery.htm

Consiglio per la Convenzione Europea sulle Azioni contro il Traffico di Esseri Umani:
http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/QueVoulezVous.asp?NT=197& CM=1&CL=ENG


Per maggiori informazioni (in italiano):

"Italia: continua la tratta dei minori dall'Est Europa ma anche dall'Africa," Unimondo.org:
http://www.unimondo.org/Notizie/Italia-continua-la-tratta-dei-minori-dall-Est-Europa-ma-anche-dall-Africa

Un recente caso giudiziario in Italia:
http://www.ontheroadonlus.it/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=6&Itemid=9

25 marzo 2010

La verità è tutta un'altra storia

Da: Marco Pannella <pannella@radicali.it>
25 marzo 2010

Alba,

siamo pare abituati a che le verità di fatto siano trattate sullo stesso piano delle opinioni, consentendo al potere di piegarle alle necessità della rissa politica del momento.

E' successo anche nel corso di questa campagna elettorale, come abbiamo documentato a proposito della vicenda delle liste.

Su una scala più ampia, e dunque più tragica e pericolosa, è avvenuto in occasione della guerra in Iraq, uno degli eventi più drammatici che tuttora segnano l'inizio di questo millennio.

E' ora di far coincidere la lotta per una alternativa al degrado morale e civile, sociale e politico del nostro paese con quella contro il disastroso occultamento della verità tuttora perpetrato su tutta la vicenda irachena.

Saddam 4

Al contrario di Bush e Blair, Silvio Berlusconi non è stato mai chiamato a testimoniare sul suo ruolo nella guerra. Eppure si è reso protagonista di una scelta opposta rispetto agli impegni solennemente assunti di fronte al Parlamento. Si è reso protagonista della menzogna più grande degli ultimi decenni, la più grave per numero di morti. Un crimine ormai documentato da testimonianze e documenti ufficiali, secondo i quali l'unica vera alternativa alla guerra, rappresentata dalla possibilità concreta che il dittatore iracheno andasse in esilio, è stata attivamente boicottata per poter procedere all'intervento militare.

http://www.boninopannella.it/verita

La verità non potrà riportare in vita le 100.000 vittime della guerra irachena, né ridare una casa ai 4 milioni e 700 mila rifugiati, e forse non riuscirà neanche a porre un argine ai danni politici inferti alla causa della democrazia e della libertà nel mondo arabo.

Potrà però ristabilire la fiducia nella possibilità del ritorno - negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in tanta parte del mondo - al rispetto dello stato di diritto, della democrazia, del rispetto del proprio paese e della parola data.


Potrà rendere note all'opinione pubblica internazionale le alternative alla guerra, perché un domani non si riproponga come unica soluzione per rimuovere un dittatore dal potere o fronteggiare minacce alla sicurezza internazionale.

Il Partito radicale ha raccolto in questi anni prove inconfutabili sulle responsabilità del conflitto iracheno. Aiutaci a trasformarle in un'istruttoria internazionale. Finanzia con una donazione questa campagna:

http://www.boninopannella.it/verita

Nelle prossime settimane una delegazione del Partito radicale dovrà recarsi in alcuni Paesi arabi per istruire il procedimento di accusa. Anche un piccolo sostegno potrà contribuire a questo ambizioso obiettivo.

Grazie,
Marco

18 marzo 2010

"Per Israele sarebbe più utile entrare nella Nato che non in Europa" i di Angelo Pezzana su Shalom

 da SHALOM n° 3 di marzo, a pag. 9, l'articolo di Angelo Pezzana dal titolo

" Entrare nell'Unione europea è un sogno,ma entrare nella Nato è una realtà ".

tramite   INFORMAZIONE CORRETTA

Il "sogno" di Silvio Berlusconi di vedere Israele nell'Unione europea è stato il leit motif di un viaggio che sarà ricordato per la reciproca manifestazione di profonda stima e amicizia che l'ha contraddistinto.  Un sogno che però, secondo l'affermazione del Ministro degli Esteri Frattini, dovrà avere un "percorso importante e lungo", malgrado l'entusiasmo con il quale Berlusconi l'ha promesso a Bibi Netanyahu. Soprattutto lungo, perchè l'idea non è nuova, venne a Marco Pannella per primo, ma rimase un wishful thinking, anche perchè Israele non presentò mai la domanda di ammissione. Non era ancora il momento di entrare nel club, quando per esservi ammessi Israele avrebbe dovuto dichiararsi pronto ad ubbidirne le regole. Che erano, e in parte non indifferente lo sono ancora, largamente sbilanciate in favore dei suoi nemici. É' vero che la situazione politica è cambiata, almeno in Italia, Francia e Germania, e che i paesi dell'Europa centrale entrati nell'UE da poco, dopo essere usciti dall'incubo comunista, sono decisamente vicini allo Stato ebraico, ma per molti altri, soprattutto al nord (ma non solo), l'atteggiamento è ancora quello di prima. Il "sogno" è importante, Berlusconi ha fatto bene a parlarne, ma Israele ha fatto altrettanto bene a porre sul tavolo ciò che maggiormente preoccupa, o dovrebbe preoccupare, chi ha a cuore le sorti del mondo democratico, la minaccia nucleare iraniana, in tutte le sue sfaccettature, non ultime le sanzioni, sempre che abbia ancora senso invocarle, che non trovano d'accordo sull'applicazione Cina e Russia. E' in questa parte del gioco politico che Berlusconi, grazie ai suoi ottimi rapporti politici con tutti, potrà svolgere una funzione importante per Israele.
Il "sogno" berlusconiano di Israele nuova stella europea ha suscitato molti commenti, favorevoli o contrari, in genere abbastanza equilibrati. Tranne uno, che abbiamo ascoltato nell'intervista del Tg2 a Sergio Romano, il quale ha dichiarato " " Due sono le ragioni per le quali  non credo che Israele possa entrare nella UE: la mancanza di contiguità territoriale con l'Europa e il fatto che Israele è un paese sempre in guerra con l'uno o con l'altro dei suoi vicini, e, se entrasse nella UE, i suoi problemi diventerebbero i nostri".
Una affermazione che non sorprende chi conosce le idee dell'ex ambasciatore, che dalla tribuna quotidiana del Corriere della Sera non perde occasione per addossare a Israele, e all'America in quanto potenza mondiale, le responsabilità di quanto va storto nel mondo. Bravissimo nella esposizione concisa del proprio pensiero, ha motivato il suo no a Israele nella Ue attribuendogli la responsabilità delle guerre che da sessant'anni in qua gli stati arabi hanno dichiarato al fine di distruggerlo, perchè, detta così, " In più Israele è un paese sempre in guerra con l'uno o con l'altro dei suoi vicini" , è Israele che risulta l'aggressore, aggiungendovi per buon peso una buona dose di cinismo "se entrasse nella UE, i suoi problemi diventerebbero i nostri", rivelando ancora una volta quanto poco gli importi della sorte di un paese democratico minacciato di sterminio dalla teocrazia iraniana. Facciano pure, dice Romano, ma non ci coinvolgano. En passant, ricordiamo che quei sei milioni minacciati di sterminio sono ebrei. Mentre sull'ingresso della Turchia Romano non ha dubbi, è più che favorevole, 80 milioni di musulmani, cittadini di uno stato che ha scelto di schierarsi dalla parte dell'Iran, rompendo definitivamente l'equilibrio di alleanze con l'Occidente dopo l'arrivo al potere del partito islamico. Berlusconi ha ripetuto con forza "mai più", never again, dicendo chiaramente da che parte sta. E questo è già un buon risultato. E se non piace a Sergio Romano vuol dire che è proprio buono. Resta il difficile rapporto di Israele con gli organismi internazionali, Ue e Onu, da sempre sbilanciati a favore dei suoi nemici. Rinviata l'opzione europea, almeno per ora, per i motivi sopra detti, l'unico partner con il quale Israele avrebbe interesse ad ampliare il rapporto di collaborazione, fino a trasformarlo in un ingresso ufficiale, è la NATO.
" Se Teheran potenzierà la sua capacità atomica soprattutto nel campo dell'armamento missilistico, i Paesi della Nato risponderanno alla minaccia ", ha dichiarato Fogh Rasmussen, che dell'Alleanza Atlantica è il segretario generale. Dato che l'Iran non solo l'ha confermato, ma ha anche affermato che l'aumento della capacità nucleare interessa anche l'armamento missilistico, ecco che la Nato diventa il soggetto direttamente investito del pericolo imminente rappresentato dalla repubblica teocratica iraniana. Non più il solo Israele, la minaccia si allarga contro gli stessi paesi che della Nato fanno parte. Perchè non invitare Israele ad entrarvi ? A Sergio Romano dispiacerà sicuramente, un motivo in più per il nostro governo di prendere in seria considerazione la  proposta e portarla a chi di dovere. Se c'è la volontà politica, Israele può entrare da subito sotto l'ombrello della Nato.

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