Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

29 novembre 2013

QUANDO SIAMO STATI VENDUTI

 Condivido queste informazioni da Marcus Prometheus
Perché molte persone che oggi leggono, scrivono e fanno politica non c'erano, e chi c'era spesso dà di quegli anni una informazione distorta e addirittura mitizzata che molto ha contribuito e continua a contribuire a promuovere la mistificazione, utile alla consevazione e al rafforzamento dei poteri forti.
AMg
 
Ecco QUANDO SIAMO STATI VENDUTI

26 Novembre 1973 incontro Pompidou Brandt: Terrorizzati dal quadruplicato prezzo del petrolio 16/10/1973 (v.) e dalle minacce arabe di boicottaggio, e riduzione progressiva delle esportazioni, contenuto nell' ultimatum della Lega Araba del 17/10/1973 (v.),i gli Europei comunicarono di cedere 19 giorni dopo. Poi, oggi, Francia e Germania decidono proprio di allearsi col mondo arabo islamico contro Israele. La Fallaci lo definisce il tete a tete piu’ intimo che Francia e Germania si siano concesse dal tempo di Vichy: E’ anche’esso dedicato al collaborazionismo, sempre di nazisti si tratta, ma questa volta conducono le danze gli arabi, non i tedeschi. Aderiranno poi l’ Italia e gli altri paesi europei. Da allora i documenti pro OLP di Bruxelles si sono sprecati e l’Europa si e’ piegata per 4 decenni, sia in politica estera, sia sovvenzionando con cifre immense la OLP di Arafat (cifre destinate soprattutto ad arricchimenti personali ed ad armi per il terrorismo, il che rende i contribuenti europei in parte corresponsabili del terrorismo) e non a risolvere i problemi del popolo palestinese incitato di continuo alla guerra e non al negogoziato), sia, (faceva parte espressa delle richieste islamiche di capitolazione europea) con la decisione di aprirsi alla emigrazione, alla religione ed alla cultura arabe ed islamiche!!! Dal 1974 Questa politica è stata discretamente operata sotto il nome innocuo di dialogo euro-arabo. Nel 1974 è stata costituita a Parigi sotto gli auspici dei capi di Stato europei e il loro ministro degli esteri in collegamento diretto con le loro controparti arabe e con la Commissione Europea e la Lega Araba in qualità di associazione di parlamentari dei rappresentanti della CEE, l'Association Parlementaire pour la Coopération Euro-Arabe, con lo scopo di esprimere progettare gli aspetti politici, economici, culturali, di migrazione e finanziari delle relazioni euro-arabe. Questa strategia il cui obiettivo era la creazione di un gruppo arabo euro-mediterraneo con la libera circolazione delle merci e delle persone, ha determinato nella UE la politica di immigrazione araba. Ha determinato per 40 anni, la politica culturale globale nelle scuole e nelle università comunitarie. Dal primo incontro dei ministri e leader europei e arabi e la Lega Araba del dialogo euro-arabo al Cairo nel 1975, sono stati presi gli accordi concernenti la diffusione e la promozione dell'Islam e della lingua araba e della cultura in Europa attraverso la creazione di centri culturali arabi nelle città europee. Altri accordi avrebbero seguito coprendo la simbiosi euro-araba delle università, delle associazioni di giornalisti, per una fusione di tutti i settori culturali e dei media scritti e audiovisivi, coinvolgendo scrittori, editori, produttori cinematografici, nonché una diplomazia comune nei forum internazionali. Nel 1975 verra’ fondato l’organo di stampa teorico dell’asservimento collaborazionista europeo all’islam la rivista EURABIA e saranno fondati comitati misti euro arabi per la cooperazione dediti ad attivita’ pie come il traffico di armi, la riscrittura della storia, la fornitura di testi scolastici naziisalmici incitanti all’odio ed all’antisemitismo per i palestinesi et similia. Infatti gli arabi avevano introdotto le seguenti condizioni per l'associazione:
Il sostegno europeo dell'OLP; con Arafat solo ed esclusivo rappresentante;
la delegittimazione politica e storica di Israele, la riduzione del suo territorio ad uno Stato non vitale e arabizzazione di Gerusalemme. Pertanto, l’opposizione europea sempre meno nascosta contro Israele attraverso il boicottaggio economico e, in alcuni casi presso le università, per diffamare e la propagazione di anti-sionismo e antisemitismo.
Nel corso di 4 decenni, furono realizzati vari accordi informali tra i paesi della CEE, dopo l'Unione europea, da un lato, e gli Stati la Lega Araba dall'altro per spingere lo sviluppo dell'Europa verso i suoi aspetti politici e culturali attuali. Eccone alcuni:
-Permettere agli stati arabi d’origine di mantenere il controllo sugli emigrati arabi, e permettere agli emigrati di rimanere sotto la legislazione del paese d’origine (che 40 anni fa erano legislazioni di tipo occidentale, oggi quasi ovunque nel mondo arabo sono di ispirazione shariatica)
-L’ istruzione in arabo e in cultura araba e islamica dovrebbe essere data nelle scuole e nelle università d'Europa da professori arabi e non da europei.
-La storia europea avrebbe dovuto essere curata da una redazione euro-araba di storici - ovviamente le battaglie di Poitiers, Lepanto o la Reconquista non dovranno piu’ essere considerate glorie europee o peggio definitorie dell’essere europei ma sostituiti con la visione islamica della sua storia, sostenuta dal mito inventato della Andalusia felice. Eurabia ha adottato la concezione islamica della storia, dove l'Islam è una forza di liberazione e di pace e giustizia invece che di guerra di religione. La guerra di religione e’ criticabile solo in coloro che sono colpevoli di resistergli, come gli israeliani e gli americani, non in quelli che la portano.
Questa politica, è che ci ha portato lo spirito di dhimmitudine, ci acceca, entra in noi l'odio dei nostri valori e la volontà di distruggere la nostra origine e la nostra storia. La Dhimmitudine culturale e’ il prezzo pagato dai contribuenti dhimmi europei per raggiungere un falso senso di sicurezza. E 'il tradimento della propria origine e civilta’. Il dhimmi riceve una sicurezza effimera e falsa pagando l'oppressore col servilismo e l’ adulazione. Questa è la situazione oggi in Europa. dhimmitudine Questo non è solo un insieme di astratto sancito nelle leggi della Sharia, ma anche dai comportamenti auto-sviluppati dai dhimmi per adattarsi alla incertezza e sopravvivere. Questo ha una sua mentalità e comportamenti sociali e politici tipici che sono importanti per la sopravvivenza nelle popolazioni tenute in ostaggio costante. I dhimmi sono esseri inferiori, soggetti a umiliazioni e aggressioni senza contraddizioni. Gli attaccanti godono dell'impunità concessa dalla protezione della legge, per cui possono esprimere tranquillamente il loro odio, il loro senso di superiorità. La cultura della dhimmitudine, che si diffonde in Europa, l'odio, l'impunità per i crimini contro i non-musulmani, importati dai paesi arabi con il "Palestinismo", innalzato al livello di culto ispira la lotta dell'Unione europea contro Israele. Agli accordi di Monaco di Baviera (1938), pur disastrosi e vergognosi col nazismo, la Francia comunque non ha rinunciato alla sua cultura, alla sua storia, non è stata germanizzata, non ha proclamato che la fonte della sua cultura sarebbe la civiltà germanica. Lo spirito della dhimmitudine oggi in Europa non proviene da una situazione forzata, ma da una decisione volontaria del 1973 e da decenni di attuazione politica. Il grande studioso di Islam ed apprezzatore dell’Islam William Montgomery Watt nel suo libro "The Majesty that was Islam” (1974 ) ha descritto cosi’ la scomparsa del mondo cristiano nei paesi arabizzati: "Non aveva nulla di tragico, era una dolce morte, in un piccolo fuoco." Naturalmente, Montgomery Watt si sbagliava, l’agonia dei cristiani nel mondo arabo era estremamente tragica ancora nel XX secolo: Genocidi degli Armeni, la resistenza dei cristiani in Libano, negli anni 1970-1980 e per diversi decenni il genocidio in Sudan e il conflitto arabo-israeliano, sno solo alcuni degli elementi che testimoniano della lotta millenariadelle nazioni amanti della libertà contro la dhimmitudine, la dignità dell'uomo contro la schiavitù di oppressione e di odio. Ma questa osservazione di Montgomery Watt oggi e’ quella che esprime e soddisfa l’intera Europa. Fonte http://eussner.blogspot.ro/2013/03/bat-yeor-der-geist-von-eurabia-auszuge.html 30th Novembre 2004
Questo processo di asservimento all’islam iniziato nel 1973 è stato anche approvato dalla Unione Europea durante la sua Assemblea parlamentare sul "contributo della civiltà islamica alla cultura europea", nel settembre del 1991. E’ stato incoraggiato dal Presidente Chirac nel suo discorso di 8 Aprile 1996 al Cairo, ed istituzionalizzato dal Presidente della Commissione europea Romano Prodi, con l'istituzione di una Fondazione per la culture e civiltà del dialogo
Tipico del clima di dhimmitudine obligatoria anche il linciaggio cui e’ stato sottoposto lo storico Sylvain Gouguenheim nel 2010 quando col libro Aristote au Mont Saint Michel ha documentato la non dipendenza della ripresa della cultura Europea da traduzioni arabe andaluse di Aristotele (o la molto minore dipendenza rispetto a quella spacciata dal mito filoarabo dell’Andalusia felix).
Leggasi anche il capitolo 5 de la Forza della Ragione di O. Fallaci ed.Rizzoli.

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