Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

9 gennaio 2012

Obbiettivi per il 2012 di Associazione Radicale Certi Diritti, come decisi dal Congresso di Milano a dicembre 2011

Associazione Radicale Certi Diritti

Mozione generale del V Congresso 2011

Il 2011 ha visto manifestarsi pienamente la dimensione paradossale della situazione italiana in materia di uguaglianza delle persone omosessuali, transessuali e intersessuali: la grande visibilità, anche istituzionale, che l'Europride e la Conferenza di ILGA Europe hanno prodotto non è riuscita nemmeno a scalfire la colpevole inattività di un Parlamento che continua a far finta che gli italiani e le italiane siano come il Vaticano li vorrebbe.

Un Parlamento che oltre ad essere cieco e sordo alla vita di milioni di persone, è anche muto di fronte al forte richiamo della corte costituzionale che, con la sentenza 138/2010, ha messo in evidenza la necessità di regolamentare le unioni tra persone dello stesso sesso come formazioni sociali a pieno titolo garantite dalla Carta.

Questa situazione può produrre, letteralmente, disperazione, se non si conquista la consapevolezza di quanto il paradosso italiano affondi le sue radici in una più generale patologia del sistema democratico-istituzionale, che al tempo stesso è causa e conseguenza della non volontà della classe dirigente (e non solo politica) di questo paese di affrancarsi dall'egemonia vaticana. Una patologia che la cultura radicale ha pienamente descritto come vera e propria peste, ormai diffusa oltre i confini nazionali e capace di intaccare anche le grandi riforme europee e l'attività delle sue istituzioni in materia di libertà individuali.

L'associazione rinnova la sua gratitudine ed il suo impegno per onorare la scelta di speranza e di futuro rappresentata dalle coppie che hanno scelto di essere parte della campagna di "Affermazione civile", così come l'impegno generoso di pochi e preziosi avvocati e giuristi che con animo militante alimentano e sostengono la nostra azione politica.

L'Associazione ritiene quindi che la strada intrapresa di:

  • assumere come prioritaria la lotta contro ogni forma di sessuofobia, per la piena responsabilità e libertà individuale in materia di autodeterminazione della propria vita;
  • allargare le alleanze sui diritti, anche e soprattutto oltre il mondo delle associazioni lgbt;
  • tradurre la dimensione transazionale della difesa delle libertà sessuali della persona in concrete azioni ed iniziative;

sia da perseguire con forza, dando mandato agli organi associativi di:

  1. sostenere con ogni sforzo politico ed organizzativo la seconda parte della campagna di Affermazione civile e la riforma del diritto di famiglia depositata in Parlamento dai deputati radicali (*);
  2. essere promotori e attivi sostenitori di nuove alleanze per i diritti e contro ogni forma di discriminazione;
  3. dare concretezza alla scelta transnazionale operata con al richiesta di diventare soggetto costituente del partito Radicale Transnazionale e Transpartito.


(*) Proposta di Legge n. 3607 che prevede

1) Testamento biologico.

2) Parentela.

3) Rapporto tra matrimonio civile e matrimonio religioso.

4) Matrimonio tra persone dello stesso sesso.

5) Cognome della moglie e dei figli.

6) Rapporti tra separazione e divorzio.

7) Mediazione familiare.

8) Assegnazione della casa familiare.

9) Modifiche dell'affido condiviso.

10) Solidarietà post matrimoniale.

11) Le unioni libere.

12) Le intese di solidarietà.

13) Le comunità intenzionali.

14) Quadro complessivo degli istituti familiari e parafamiliari.

15) La filiazione.

16) Procreazione assistita.

17) Adozione.

18) Responsabilità genitoriale.

19) Amministrazione di sostegno.

20) Modifiche a norme penali.

 

Milano, 4 dicembre 2011


Mozioni particolari e raccomandazioni 2011

Raccomandazione

Il V congresso dell'associazione radicale Certi Diritti invita la Segreteria a studiare la concretizzazione di una ricerca che dia realizzazione alle problematiche relative alle persone omosessuali, in senso generale, dalla terza età in poi, notoriamente sole e bisognose di sostegno per poi istituire una fondazione.

Mozione particolare

In Italia per secoli l'omosessualità è stata oggetto di discriminazione e persecuzioni e, nel nostro Paese, ancora vi è chi parla, per essa, di "peccato" o "malattia", che deve essere "curata" e può "guarire".

La secolare grave forma di prevaricazione ed ignoranza ha subito un'accelerazione durante il periodo fascista, poiché il relativo regime ha posto la sua ideologia, le sue squadracce e la sua propaganda al servizio di esse e ha contribuito a sedimentare una sub cultura con un forte contenuto di violenza fisica e morale nei confronti dell'omosessualità.

Nell'attuale fase storica, nella quale la ripresa di atteggiamenti medievali da parte di movimenti religiosi ha suscitato anche in alcuni Paesi occidentali la tentazione di trovare rifugio nella difesa di valori ritenuti "tradizionali" e nella quale la spinta verso il progresso si è fortemente attenuata ed anzi sono prevalse tendenze opposte, tutte le proposte di riforma e modernizzazione nel diritto di famiglia hanno subito un arresto ed in questo quadro hanno trovato ostacoli insormontabili anche le proposte presentate nell'ambito della tematica omosessuale.

Attualmente, neppure le proposte di legge tese a contrastare fenomeni di inaccettabile violenza, con la previsione di una specifica aggravante per le aggressioni motivate di omofobia, hanno trovato accoglimenti da parte delle forze maggioritarie in Parlamento, nonostante il forte valore "morale" che esse avrebbero potuto avere, come indicazione dei principi di rispetto della persona che esse sottolineavano.

In questo quadro, tuttavia, rimangono punti di riferimento inequivocabili l'art. 3 della Costituzione, nella parte in cui vieta ogni discriminazione basata sul genere o sulle condizioni personali dei cittadini e ne impone l'uguaglianza sostanziale di fronte alla legge, e l'art. 2, nella parte in cui riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità.

Poste queste premesse, si osserva, in relazione al tema del matrimonio tra persone dello stesso sesso, che il codice civile vigente, pur prevedendo nel dettaglio una serie di requisiti ed impedimenti alle nozze, non afferma, in alcuna sua parte, che la diversità di sesso ne sia requisito. Tanto si verifica perché esse deriva dal codice canonico nel quale un'unione di questo tipo non veniva vietata poiché neppure ipotizzabile. Neppure alcun divieto di carattere formale si desume dalla Costituzione, poiché la stessa parla di matrimonio ma non lo definisce, consentendone la determinazione alla legislazione dei tempi.

In assenza di ostacoli di legge, la questione può essere rimessa pienamente alla coscienza sociale e morale della collettività.

I sottoscrittori del presente documento sono convinti che ogni istituto di diritto civile che riguardi la realizzazione di fondamentali esigenze dell'individuo debba essere accessibile in egual modo da parte di tutti.
Sono altresì convinti che essenza della democrazia siano il rispetto e il pluralismo e, quindi, la rinuncia ad imporre sé stessi o il proprio gruppo territoriale culturale o ideologico come modello unico o "superiore".

Pertanto essi chiedono che l'istituto del matrimonio in primo luogo e forme equivalenti come subordinata, siano resi accessibili alle persone dello stesso sesso, per tutela re la dignità del loro essere e delle loro scelte ad assicurare il rispetto di diritti fondamentali della persona.

Rivolgono tale richiesta anche per attenuare lo "spread" che, nell'0ambito del diritto di famiglia continua ad allargarsi rispetto alle legislazioni degli altri Paesi europei.

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