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30 dicembre 2011

Certi Diritti news 30 dicembre 2011- Salviamo Azad - Il ministro degli esteri ci risponde - Blitz radicale alla regione Lazio




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Azad è un giovane gay iracheno al quale le autorità norvegesi hanno respinto la richiesta di asilo e si trova ora in grave pericolo. L'associazione radicale Certi Diritti aderisce alla campagna promossa dal Gruppo EveryOne per salvargli la vita e ha inviato un appello urgente all'Ambasciatore norvegese in Italia.

Intanto il Ministro degli Esteri italiano ha risposto alla nostra lettera in cui denunciavamo le grave situazione per le persone lgbt in Nigeria e Camerun.

Ma anche in Italia le cose non vanno bene. Il nostro Paese, secondo l'Agenzia per i diritti Fondamentali dell'UE, è il paese europeo con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale. L'ultimo caso di discriminazione è avvenuto a Siena: un uomo si è sentito dire da un dipendente di una banca "Sei gay, non ti servo".

Il Tribunale di Mantova vieta il nome Andrea ad una bambina perchè così "non si rispettano le tradizioni".

Bocciato al consiglio regionale del Lazio, durante l'approvazione del bilancio, un emendamento radicale scritto da Sergio Rovasio di Certi Diritti che prevedeva la possibilità di dare contributi alle coppie senza distinzioni di sesso e anche senza figli. La Destra: sventato un colpo ideato dai Radicali! E' inimmaginabile cosa sarebbe successo in questa nostra terra se avessero vinto Emma Bonino e i Radicali.

In Francia, i sindacati hanno organizzato con i lavoratori e le lavoratrici del sesso una marcia di protesta contro la penalizzazione dei clienti. Secondo il disegno di legge, depositato il 6 dicembre scorso in Assemblea Nazionale, le pene previste per i clienti potrebbero arrivare a due mesi di carcere e a una multa da 3750 euro.

Se questa Italia sessuofoba e razzista non ti piace e credi che tutti gli individui debbano vedere riconosciuti i propri diritti civili e umani,
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Certi Diritti esprime solidarietà alle persone finite nella 'lista nera', comparsa sul forum neonazista americano di Stormfront, perché colpevoli di esseri solidali con i migranti.
Certi Diritti a Bologna sostiene la proposta di intitolare una strada alla leader transessuale Marcella Di Folco, proposta che in consiglio comunale ha visto opposizione contraria e maggioranza spaccata.