Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

10 febbraio 2010

IL RAZZISMO

(ricevo da Peter Boom)

Il razzismo, l'apartheid, la discriminazione, la xenofobia, l'omofobia, l'esclusione, il mobbing.
Che brutte parole!
Parole, direbbe lo psicologo, che vengono messe in pratica da chi ha paura per il “diverso”, del “nuovo” e da chi vuole apparire superiore di altri. La paura o fobia interiorizzata per chi è diverso significa che in realtà abbiamo paura delle diversità nostre, quelle che portiamo
dentro il nostro inconscio. Questo può creare gravi problemi di comunicabilità con gli altri, oltre a odio e incomprensioni varie fino a sfociare talvolta in azioni criminali anche di massa come l'eliminazione di interi popoli. Uno dei più recenti esempi di sterminio di milioni di persone incolpevoli è stato ordito dal nazismo contro gli ebrei e anche da regimi comunisti ed altri dittatori vari.

Un signore ultimamente ha detto: “più extracomunitari, più delinquenza”.
Una generalizzazione atroce e forse avrebbe dovuto dire: più discriminazione, più sfruttamento indegno (Rosarno docet) e più criminalità. Criminalità non tanto da parte di questi poveri che lavorano per 5 euro al giorno e con i quali è fin troppo facile prendersela, ma dalla parte degli sfruttatori mafiosi ed anche da amministrazioni conniventi ivi compreso lo Stato.
Chi ha pronunciato queste parole le ha dette con grande cognizione pubblicitaria che in questo caso si potrebbe definire come populismo nazista, come uno che semina odio pensando di guadagnare in questo modo consenso popolare e voti. Abominevole!
Inoltre quel signore, che ha la mia età e che ha fatto il cantante come l'ho fatto anch'io, non si è reso conto di aver gravemente offeso tutti coloro che sono emigrati dall'Italia, quegli italiani che vivono degnamente all'estero e che occhio e croce sono duecento milioni, ossia quasi quattro volte l'attuale popolazione in Italia. A questi poi si sommano anche tutti coloro, soprattutto
giovani, che tuttora scappano per trovare una più equa posizione all'estero, spesso le migliori teste che qui non riescono a costruirsi un futuro.
Il popolo italiano è un misto di razze e già l'antica Roma era uno dei migliori esempi di tollerante convivenza.
Un altro brutto sintomo discriminatorio è costituito dall'imposizione della croce nelle aule giudiziarie, nelle scuole, negli ospedali e chissà tra non molto anche nelle nostre case.
Quel povero Cristo inchiodato sadicamente ad una croce che non è quella di quel periodo ma di circa quattro secoli dopo, simbolo che sembra dirci che ci deve essere sempre qualcuno che si sacrifichi per noi e per i nostri spesso inesistenti peccati.

Ma... forse molta gente sta aprendo gli occhi e anche a Viterbo, capoluogo arretrato e governato malissimo, ho visto sale strapiene e con gente in piedi alle conferenze di coraggiosissimi giudici antimafia, quali Caselli, Imposimato ed Ingroia, tutti applauditissimi e con Beppino Englaro che ha saputo tramutare il suo immenso dolore in forza di lotta sfidando una gerarchia vaticana sadica, corrotta e contronatura impegnata ad impadronirsi sempre più della nostra vita, della nostra morte e del nostro sesso.
Per difendere l'imparzialità nelle aule giudiziarie conosciamo l'impegno ed il sacrificio del giudice Luigi Tosti recentemente sollevato dal suo incarico dal CSM, decisione che ora sarà al vaglio della Corte Europea di Strasburgo.
Un simbolo religioso o politico è senza alcun dubbio di parte e andando avanti così c'è da aspettarsi che tra poco nelle aule giudiziarie, in quelle scolastiche e negli ospedali ci dovranno mettere anche la mezza luna e perché no la falce ed il martello per darcelo in testa.
NO GRAZIE!
Una ulteriore schifezza (uso proprio questa parola) è il cosiddetto processo breve a danno di moltissima gente onesta che magari ha sgobbato una vita intera per mettere da parte un gruzzolo investito in società truffaldine (Parmalat, etc.), per aver acquistato una casa costruita con falsi permessi (li chiamano anche permessi facili) o per aver subito nocumento alla propria salute per inquinamento, malasanità, etc. I loro processi verrebbero semplicemente cancellati, le richieste di risarcimento annullate e anche molti avvocati rimarrebbero così, dopo anni di lavoro, senza la loro parcella.
Molti delinquenti invece non pagheranno per le loro colpe.
L'elenco è lungo, lunghissimo e sarebbe da pensare ad una class-action per esigere dallo Stato il risarcimento dei danni che deriverebbero da una legge simile. Una ingiustizia inconcepibile per uno Stato democratico.
E' triste vedere un paese così favoloso, ricchissimo di risorse umane e materiali, bellezze naturali, storiche e artistiche, in questo stato di degrado. Il disordine è voluto politicamente per dare la possibilità ai potenti di poterci sguazzare dentro come meglio desiderano.
La politica sembra ormai in mano agli egoistici interessi di pochi potenti, nonché di una gerarchia ecclesiale decadente che giocando con ipocrite parole imbroglia, ricicla e tranquillamente delinque, di mafie sempre più potenti e sempre più impunite.

Ma dove vogliono mandarci? All'inferno?
Peter Boom
http://www.pansexuality.it

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