Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

2 giugno 2009

Sergio Rovasio candidato nella Lista Bonino – Pannella alle prossime elezioni europee. INTERVISTA

(01/06/2009) Iscritto nella Lista Bonino – Pannella per le votazioni del 6 e 7 giugno, Sergio Rovasio racconta l’Italia e l’Europa; essere Radicale vuol dire lottare nello spirito di Milk, Rosa Parks e Martin Luther King.

Ormai le elezioni europee sono alle porte e GAY.tv propone un’altra intervista in esclusiva, questa volta a Sergio Rovasio dei Radicali, iscritto nella circoscrizione Italia Centrale nella Lista Bonino – Pannella. Rovasio spiega come estendere i confini dell’Ue anche in Medio Oriente, possa portare valori di democrazia, laicità e tutela dei diritti umani. Occorre lottare, sperare in un cambiamento, attivare tutte le strade, legali e politiche, anche di disobbedienza civile, per raggiungere leggi di civiltà e di uguaglianza. Per Rovasio, un’Europa federalista è necessaria per andare nella direzione della tolleranza, dell’attenzione verso le minoranze; in Italia invece, bisognerebbe porre fine alla ‘litania della famiglia del Mulino Bianco’, che fa trionfare come sempre l’ipocrisia di stampo vaticano.


INTERVISTA

Lei è candidato alle Europee del 6 e 7 Giugno per la Lista Bonino – Pannella nella circoscrizione Italia Centrale. Perché alle prossime elezioni europee la comunità lgbt dovrebbe votare i Radicali della Lista Bonino-Pannella?
E’ ora di darsi una mossa anziché lamentarsi sempre. Per fare qualcosa di utile occorre dare fiducia a chi da sempre si batte per la difesa dei diritti civili e umani delle persone lesbiche, gay e transessuali. I Radicali sin dal 1971 ospitarono nelle loro sedi il Fuori, il primo movimento gay italiano e da allora si sono sempre battuti su questi temi. Per non parlare del lavoro che hanno fatto al Pe (Parlamento europeo) in questi anni.

Il Parlamento Europeo invita gli Stati Membri all’attuazione di una politica a favore della regolamentazione dei diritti delle coppie di fatto. Perché il nostro Paese non si sente in dovere di dare un seguito alle raccomandazioni europee?
Il Parlamento Europeo si è sempre espresso a favore dei diritti delle persone lgbt, e questo lo si deve principalmente al lavoro incredibile del gruppo di Radicali di Bruxelles della Lista Bonino-Pannella: quello che è stato chiamato da Buttiglione la ‘lobby gay’; i capifila sono Marco Cappato, nostro deputato europeo uscente, che speriamo davvero possa rientrare, e Ottavio Marzocchi, funzionario radicale della Commissione Libertà Pubbliche del Pe, che è una delle persone più preparate a livello europeo sui diritti lgbt in tutti i paesi dell’Ue. Il suo zampino lo si trova in tutti i documenti approvati in difesa della comunità lgbt. E’ anche il responsabile per le questioni europee di Certi Diritti.

Ci indichi le prime tre cose che lei porterebbe all’attenzione del Parlamento di Strasburgo se fosse eletto.
Ne porterei subito molte di più: l’assurda condizione di vita delle persone transessuali in Italia e in alcuni paesi dell’Ue; la continua fottuta ingerenza del Vaticano negli affari nostri, di letto o di Stato che siano; la denuncia della grave situazione deleteria italiana che ancora non ha fatto nessuna legge sulle unioni civili e che, come per altre cose, la mette tra gli ultimi posti in classifica tra i paesi europei; e poi, la vera e propria emergenza dei migranti richiedenti Asilo in Europa perché gay perseguitati nel loro paese di origine, persone dimenticate da tutti che hanno la sola colpa di essere gay in un posto sbagliato; il mutuo riconoscimento tra gli Stati membri delle unioni delle persone dello stesso sesso; l’approvazione della direttiva anti-discriminazioni, l’applicazione piena delle direttive già in vigore che non sono nemmeno rispettate...

La crisi economica rischia di dare nuova linfa ad un approccio statalista che vuole un nuovo ingresso di capitali di Stato nelle grandi aziende, in primis le banche: cosa ne pensa?
Urca che domanda! Credo che quando c’è una crisi così straordinaria occorrano interventi straordinari, e quello che sta facendo Obama negli Usa, per esempio, è più che giustificato; come al solito ciò che accade qui è che lo straordinario è ordinario e l’ordinario è lo statalismo che fa mantenere a galla sempre gli stessi oligarchi, alterando le leggi di mercato, magari negando aiuti ai poveri. Abbiamo 600.000 nuovi disoccupati, su 1.200.000, senza aiuti e sostegni e le persone anziane con la pensione minima a 300/400 Euro al mese. Viviamo una decadenza economica, sociale, culturale. Questa è una vergogna contro la quale è necessario reagire compiendo riforme radicali e coraggiose.

Il disastro finanziario di questi anni non può non indurre i Radicali a qualche autocritica, la invitiamo ad un’autocritica sui temi della finanza come unica regolatrice dei movimenti di capitale.
E chi ha mai sostenuto questo… i Radicali hanno sempre sostenuto la necessità di regolamentare tutto, dalla droga alla prostituzione, dai fenomeni sociali all’economia, attraverso leggi che siano applicabili ed applicate. Il punto è che in Italia siamo abituati ad una finanza gestita dai soliti oligarchi, spesso spregiudicati, che fanno muovere i capitali senza regole e che non a caso determinano le crisi come quella che stiamo attraversando. La regolazione dei mercati è necessaria a livello nazionale, europeo ed internazionale, ad esempio lottando contro i paradisi fiscali – a cominciare dal Vaticano – e poi occorrerebbe valorizzare fenomeni alla Yunus (ideatore e realizzatore del microcredito - ndr).

Turchia e Israele nell’Unione Europea?
Non voglio essere noioso ma ascoltami con attenzione: già negli anni ’80 noi Radicali sostenevamo la necessità ed urgenza dell’entrata dell’ex Jugoslavia nell’Ue. Questo non è stato fatto e il risultato è stata una guerra fratricida nel cuore dell’Europa che ha lasciato morti, sfollati e ferite indelebili. La proposta di Marco Pannella di ingresso di Israele nell’Ue, ma anche degli Stati confinanti come Giordania e Libano, è un modo nuovo di immaginare una realtà rispetto al nulla di oggi: estendere i confini dell’Ue anche in Medio Oriente, per portare i valori di democrazia, laicità e tutela dei diritti umani, ciò significa portare in quest’area qualcosa di concreto rispetto allo status quo che è sotto gli occhi di tutti. E’ evidente che anche i paesi confinanti con Israele avrebbero interessi politici ed economici per adeguarsi subito ai parametri democratici europei, anche per un miglior benessere della popolazione araba che chissà perché non ha diritto alla democrazia. Altra questione è la Turchia: girare le spalle dell’Ue, come sta accadendo nei confronti di questo grande paese che cerca di mantenersi laico, promuovendo al suo interno i valori democratici, è da miopi, per non dire di peggio. Possibile che non si comprenda quanto sia importante il loro ingresso in Europa?. La realtà è che c’è un pregiudizio cattolico ed anti-musulmano contro l’entrata della Turchia. Questi paesi sono circondati dal fondamentalismo ideologico, politico e religioso. Se non ci apriamo a queste democrazie non possiamo poi lamentarci delle loro involuzioni politiche e sociali.

La fresca notizia della validità della Proposition 8 in California, che dunque abolisce il matrimonio gay precedentemente approvato, ha deluso la comunità lgbt. Forse è stata un’esagerazione spingersi troppo repentinamente fino al matrimonio?
Assolutamente no. La comunità lgbt americana non si è disperata ed ha da subito annunciato che l’anno prossimo chiederà un referendum per cancellare la Proposition 8. Inoltre, già il fatto che i 18.000 matrimoni gay celebrati prima del referendum rimarranno validi è una vittoria. Con la campagna di Affermazione civile dell’Associazione Radicale ‘Certi Diritti’, di cui sono Segretario, qualcuno ci accusa di esagerare o di essere troppo avanti con i tempi. Ma ve la immaginate Rosa Parks come si sarebbe incazzata se qualcuno le avesse detto: “non sederti nel posto riservato ai bianchi, non sono maturi i tempi!”. Quando i Radicali tirarono fuori il Divorzio in Italia avevamo i ‘laici’ che dicevano che le masse non erano pronte su questo tema, dopo pochissimi anni il divorzio divenne legge alla faccia dei chierici clerical-comunisti e dei clerico-fascisti. Da Radicali abbiamo il compito di aiutare l’accelerazione delle conquiste di civiltà future, di guardare lontano, di lottare contro l’apartheid che colpisce i gay oggi, così come si è lottato in passato contro le discriminazioni basate sulla razza o sulla religione, che vietavano il diritto di sposarsi in matrimoni misti.

La vostra battaglia con l’associazione radicale Certi Diritti punta ad una sentenza della Corte Costituzionale che potrebbe pronunciarsi sul fatto che sarebbe incostituzionale vietare il matrimonio gay. In effetti sulla nostra Costituzione non v’è scritto che due donne o due uomini non possano sposarsi, né v’è scritto che il matrimonio sia tra un uomo e una donna. Ma già un manipolo di parlamentari si sta muovendo per cambiare la Costituzione e definire il matrimonio solo tra un uomo e una donna. Alla luce anche di quanto appena accaduto in California, non si rafforza il timore che se la Corte Costituzionale si pronunciasse, potrebbe farlo mettendo una pietra tombale sul matrimonio gay che ci scorderemmo per un secolo? Insomma, non è che i Radicali stanno facendo solo una battaglia per la propria visibilità, rischiando seriamente di compromettere qualsiasi dibattito sulle coppie gay?
Intanto i ricorsi sono stati fatti da persone in carne ed ossa, coppie che chiedono il rispetto dei loro diritti e di quelli delle persone nella loro situazione ma anche di tutti i cittadini. Certi Diritti sostiene politicamente la loro lotta per lo Stato di diritto e l’eguaglianza, anche perché una legge decente sulle coppie dello stesso sesso non è all’orizzonte, e sfido chiunque a negarlo. Penso che la domanda dovrebbe essere ribaltata: chi non sostiene questa lotta? E perché? Il punto è che noi stiamo tentando una strada nuova rispetto al nulla che c’è contro questa discriminazione che impedisce a una coppia gay di sposarsi che è una delle tante forme mascherate di vera omofobia, compreso il tentativo di modificare in senso restrittivo la Costituzione. E’ ovvio che quando si fanno campagne come la nostra possono esserci reazioni opposte, ma allora che facciamo? Ci mettiamo a fare l’uncinetto e a lamentarci che non ci sono più le mezze stagioni? Occorre lottare, sperare in un cambiamento, attivare tutte le strade, legali e politiche, anche di disobbedienza civile, per raggiungere leggi di civiltà e di uguaglianza. Chi sta alla finestra potrà sempre dire che sarebbe meglio questo o quello ma mi pare troppo facile non sporcarsi le mani. Noi chiediamo a tutti costoro di lottare con noi, di aiutarci, nello spirito di Milk, di Rosa Parks, di Martin Luther King, persone che hanno rivoluzionato il mondo contemporaneo rovesciando le leggi discriminatorie. Poi quando queste leggi le avremo conquistate saranno patrimonio di tutti.

Si ricordi che gli omosessuali sono una minoranza vera, non come le donne. Quella sulle coppie gay (matrimonio o qualsiasi altra regolamentazione) non è una battaglia paragonabile a quella del divorzio. È la battaglia di una minoranza destinata a rimanere tale per sempre..
Infatti io paragono la lotta contro le discriminazioni delle persone lgbt a quella delle persone sulla base della razza o del colore o della religione. I diritti sono di tutti, con l’aborto e il divorzio si lottava per la responsabilità di tutti. Mica tutti hanno abortito o divorziato! Inoltre io credo che quando ci sarà sul piano legale l’eliminazione di odiose discriminazioni, anche nella società ci sarà una rivoluzione sessuale e la libertà sessuale di amare chi si vuole, quando si vuole e come si vuole.

Torniamo agli USA. In alcuni Stati come Vermont, Iowa, Massachussetts e altri si stanno facendo grandi passi avanti. Il federalismo è il miglior sistema politico per un avanzamento dei diritti civili?
Certo, è anche per questo che i Radicali sono federalisti europei da sempre, contro le 27 patrie nazionali, per un patria europea federalista. Si tratta di andare nella direzione della tolleranza, dell’attenzione verso le minoranze, verso le persone più deboli. Purtroppo il Manifesto di Ventotene è dimenticato da tutti ma per noi rimane un importante riferimento politico e culturale (Il Manifesto di Ventotene - come viene chiamato il documento "Per un'Europa libera e unita. Progetto d'un manifesto" - è stato redatto da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi durante il periodo di confino negli anni '40. Il Manifesto propugna ideali di unificazione dell'Europa in senso federale, fondandosi sui concetti di pace e libertà kantiana e sulla teoria istituzionale del federalismo hamiltoniano. Gli estensori del Manifesto si resero conto che era necessario creare una forza politica esterna ai partiti tradizionali, inevitabilmente legati alla lotta politica nazionale, e quindi incapaci di rispondere efficacemente alle sfide della crescente internazionalizzazione. Questa forza politica nacque poco tempo dopo: il Movimento Federalista Europeo - ndr). Pensate che fu scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, sotto il fascismo, durante il loro confino. Riguardo il matrimonio gay, sono certo che quando altri 4-5 Stati Usa lo consentiranno diventerà legge nazionale.

Secondo lei la Lega di Bossi è davvero federalista?
La Lega si ispira ad una concezione politica egoistica, settaria, nazional-localistica piuttosto che al vero federalismo. In tanti anni di Governo non si è vista una riforma decente relativa al federalismo. Se poi si considerano grandi lotte quelle contro i negozi di kebab o le panchine di Treviso contro i clochard stiamo su un pianeta diverso.

Cosa pensa di Arcigay?
Lavoriamo insieme ad Arcigay su molti temi. Ogni tanto vengo a sapere che alcuni di loro ci vedono con diffidenza, fastidio e altro ancora… Mi spiace davvero perché ci sono persone molto in gamba e il lavoro che insieme abbiamo da fare non merita perdite di tempo di questo tipo. Siamo sullo stesso fronte di battaglia, è inutile che ce la meniamo o cantiamo. Abbiamo proposto loro di lavorare insieme sulla campagna di Affermazione Civile; il punto da far comprendere è che quando le coppie gay parteciperanno in massa a questa iniziativa riusciremo più facilmente a smuovere qualcosa in questo paese clericale e omofobo. Con molte realtà locali di Arcigay lavoriamo benissimo insieme.

La vicenda Noemi apre la via ad una richiesta di integrità morale verso i rappresentanti delle istituzioni. Potrebbe essere una novità di cui gli italiani potrebbero appassionarsi, è d’accordo?
Ci si aspetterebbe da un responsabile politico ed istituzionale di così alto livello un comportamento corretto, esemplare, sia dal punto di vista pubblico che privato, come accade nel mondo anglosassone. Non voglio speculare su questioni private che sono fatti suoi e dei suoi elettori. A me interessa l’operato pubblico di un leader così importante, invece, secondo me, il bilancio, sul piano dei diritti civili, è deludente. Opporre ogni volta questa litania della famiglia del Mulino Bianco ai diritti lgbt è nauseante, ipocrita, ridicolo. Ciò che caratterizza poi i politici del centro destra sono le separazioni, i divorzi e così via, insomma vince e trionfa come sempre l’ipocrisia italiana-vaticana!


Un giorno potremmo fare outing di tutti i personaggi pubblici che noi sappiamo con certezza essere gay e che in pubblico non solo si dichiarano eterosessuali, ma fanno anche battaglie contro i gay. Lei la farebbe questa battaglia?
Non mi convince come metodo di lotta politica. Non credo sia questo il punto. Esiste una forma di inciviltà nella classe politica di oggi che non si sradica dicendo se questo o quello sono della parrocchia gay… Cazzi loro se devono vivere in clandestinità, certo se poi fanno campagne contro i gay è un altro discorso. Credo sia invece necessario impegnarsi di più sui valori dello stato laico contro il folle fondamentalismo religioso della destra e della sinistra che bloccano il nostro paese sul piano dei diritti civili. Occorre muoversi su questo piuttosto che andare alla ricerca di un gay nascosto.

Torniamo, per concludere, all’Europa: cosa va riformato delle istituzioni europee per arrivare ad una vera Europa politica?
Intanto oggi l’obiettivo degli Stati Uniti d’Europa è stato abbandonato dalle forze politiche. Sulla patria europea prevale l’Europa delle patrie, nell’ indifferenza e partitocrazia generalizzata, sempre più diffusa. Basterebbe poco, anche solo spiegare con specifiche campagne di informazione quali vantaggi ai cittadini europei porta la patria europea. Ma ognuno tende a guardare nel proprio orto e il riflesso è quello della paura verso il prossimo. Poi c’è il problema grave del deficit democratico tra i vari organismi dell’Ue. Il Pe ha ancora limitati poteri, tutto è deciso dai Ministri europei riuniti nel Consiglio, la Commissione europea è debole. Occorre ridare slancio all’Unione europea, a partire dalla ratifica del pur deludente Trattato di Lisbona, per puntare agli Stati Uniti d’Europa.

Giacché a GAY.tv crediamo molto nell’Europa e nel superamento del concetto di Stato-Nazione, spiegherebbe brevemente ai lettori più giovani cos’è il Nonviolent Transnational Radical Party?
E’ un’organizzazione transnazionale che promuove la nonviolenza e la tolleranza e che ha lo status di Ong (organizzazione non governativa) presso la Commissione Diritti Umani dell’Onu. In più occasioni i paesi dittatoriali hanno cercato di espellerci ma per fortuna Europa e Usa ci hanno salvati. Alla Commissione Diritti Umani abbiamo anche ceduto il nostro tempo di parola all’International Lesbian and Gay Association che è stata esclusa da questo organismo per il veto dei paesi teocratici e dittatoriali. Il Prnt si occupa prevalentemente di diritti umani: dai Montagnard vietnamiti ai gay arrestati in Egitto durante una festa. Abbiamo bisogno di aiuto e sostegno, l’elezione al Parlamento Europeo di almeno uno dei nostri permetterebbe anche di continuare al meglio questo lavoro; anche per questo chiediamo di votare Lista Bonino-Pannella. Poi se si vota in Toscana, Lazio, Umbria e Marche è anche possibile mettere il mio nome come preferenza.

giuliano.federico@gay.tv


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