Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

21 maggio 2009

Pannella, il corpo del contropotere

• da La Repubblica del 21 maggio 2009, pag. 1

di Francesco Merlo

Bianco, diafano, smunto, tutto pelle, ossa e occhioni stralunati, Marco Pannella sta di nuovo mettendo a rischio la sua vita perché le nomine alla Rai sono state bulgare e professionalmente prive di credibilità e perché i radicali sono di nuovo ridotti alla clandestinità e all´extra italianità, fuori dai confini, fuori dalla partita, cancellati dalla politica dei camerieri e delle veline, dai cani che temono di perdere l´osso. Vecchio, intrappolato nel suo ruolo di digiunatore, Marco Pannella ha mille volte ragione, e tanta più ne ha oggi che il potere si gioca tutto sulla presentabilità fisica, sulla prestanza sessuale, sui capelli tinti... Pannella è di nuovo l´esatto contrario del potere italiano. Quelli usano la politica per palestrare i corpi e lui usa il corpo per nobilitare la politica. Quelli consumano la politica per drogare il fisico e Pannella consuma il fisico per salvare la politica,

Apparentemente Pannella è perdente. L´Italia infatti non fa più caso ai suoi digiuni. Come se il potere, con la sua protervia, avesse dissipato il patrimonio Pannella. I nemici di sempre gioiscono perché in quel vecchio scarnificato vedono la prossimità della loro impunita vittoria: Pannella che pensava di logorare l´ottusità del potere con le oltranze e con gli eccessi è stato invece logorato dalla faccia tosta del potere.

Ma non è così. Ieri il suo corpo in tv mostrava tutta la giusta vulnerabilità di una grande vecchiaia che nel paese dei vecchi giovanilisti torna a fare scandalo. Pannella non è un "papi", ma è un rimprovero ai "papi" d´Italia. È una messa in ridicolo dei "papi" questa sua vecchiaia maestosa e regale, argentea, senza parrucche posticce e senza lifting. Pannella è vecchio perché è vivo, quegli altri sono mummificati dal narcisismo di plastica.

In realtà Pannella sta vincendo di nuovo. E infatti i potenti contro cui digiuna si informano dei suoi crampi, prendono nota degli etti, controllano la sofferenza diffusa, valutano il numero di pillole, e già gli propongono almeno un bicchiere, magari un sorso, o soltanto una goccia. Da cinquant´anni la politica italiana coccola Pannella tutte le volte che rischia di perderlo. Torna insomma la strana complicità tra Pannella e il mondo che a ogni digiuno vuole curarlo a forza, il mondo che non sopporta la sua fame e la sua sete ma in cinquant´anni non è riuscito a inventarsi qualcosa per proteggere ed esaltare Pannella, per usarlo, e dunque ascoltarlo prima che cominci a scioperare anziché salvarlo un attimo prima di morire. Proprio nel Paese dove, sulla nozione della vita, si mobilitano papi, vescovi, leader di partito, embrionologi, professori dell´aborto, scienziati, si è costretto un grande italiano a passare la vita mettendo a rischio la vita.

Ebbene, ieri a vederlo cosi ieratico abbiamo avuto il timore che Pannella stia rischiando davvero, e rischiando consapevolmente. Pannella sa bene che in Italia bisogna morire per diventare vivi. Tra i paradossi italiani c´è infatti pure questo: tutti coloro che, nel furore quotidiano della battaglia politica, vorrebbero ammazzare l´avversario, se lo ritrovano bello e vivo solo quando è morto.
E non pensate che sia solo Berlusconi a non sopportare più Pannella. I radicali credono che in Italia c´è la peste, che tutti fanno strage di legalità. La faccia decrepita di Pannella è la faccia decrepita dei sentimenti e dei valori, della lealtà e dell´amicizia, dell´onorabilità e della bella vecchiaia. Non era Pannella che si estenuava e quasi sembrava morire ieri sera in tv, ma era l´anima dell´Italia civile.

1 commento:

AMg ha detto...

Pannella a Radio Radicale: “grazie Presidente Napolitano, grazie Presidente Fini, per essere intervenuti a difesa dei diritti costituzionali del popolo italiano”

21 maggio 2009

“Il Presidente della Repubblica, assicurando di condividere i motivi della mia iniziativa, lo ha fatto con generosità ma ritengo anche con proprietà istituzionale”: così Marco Pannella ha commentato stamane dai microfoni di Radio Radicale la dichiarazione di ieri sera del Capo dello Stato, a proposito delle motivazioni del suo sciopero della fame e della sete.

“Oggi se il Presidente della Repubblica ha voluto fare questo, è per dare un aiuto non alle pur giustissime esistenze ed esigenze dei Radicali, ma piuttosto per difendere il diritto del suo popolo, che lui deve garantire costituzionalmente, dimostrando così di essere non l’arbitro “saggio” dei due partiti di regime, bensì il garante dei diritti di tutti, anche dell’ultimo. Al primo e al secondo hanno provveduto loro stessi, votando in Parlamento una legge ad hoc”.

Ai tanti che gli chiedono di interrompere lo sciopero della sete in corso, Pannella ha detto che i suoi Satyagraha, con i quali molte volte è arrivato a mettere a rischio la propria vita, sono una forma di lotta nonviolenta “estrema e anti-estremista”. I giornali che continuano a definire “protesta” questa iniziativa, mostrano di non aver compreso che nella nonviolenza non vi è mai protesta, ma speranza e proposta, per tentare di impedire che alla strage di legalità faccia poi seguito una strage di popolo.

“Grazie, Presidente Napolitano; grazie, Presidente Fini – ha concluso Pannella – per essere intervenuti a difesa dei diritti costituzionali del popolo italiano. In questo si riassume la ragione stessa di esistere del Partito radicale”.
da Notizie Radicali