Le donne cambiano la storia, cambiamo i libri di storia

10 giugno 2008

Matrimonio religioso negato a paraplegico

da Radicali.it
Iervolino, atto vergognoso. Chiesa contro disabilità e diversità come ai tempi dell'inquisizione e come fascismo

Roma, 7 giugno 2008

• Dichiarazione di Massimiliano Iervolino, Membro della Giunta nazionale di Radicali Italiani

Verso la disabilità e la diversità la chiesa sta dimostrando in questi anni sempre più spietata intolleranza al pari del periodo dell'inquisizione e con ideologia (e leggi) non diversa da quella fascista. Impedire il matrimonio religioso per impotenza copulativa a un paraplegico, come accaduto a viterbo e riportato dal quotidiano il messaggero di oggi, è l'ennesimo atto di vergognosa discriminazione nei confronti dei più deboli per cui si spera un giorno il vaticano chiederà scusa. Davvero non si capisce perché la repubblica italiana possa continuare ad accettare delle intromissioni continue nella sua politica, soprattutto sui temi etici, da parte di uno stato che ha delle leggi tanto inique.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi dispiace per il paraplegico, ma se l'è andata proprio cercando!!!
Che non lo sapeva che senza capacità ( e attività) nel far figli per la chiesa il matrimonio non ha alcun valore ?
Bisogna studiare il catechismo, se si vuole essere bravi cattolici!

giovanni ha detto...

ciao, sono di viterbo e conosco le persone coinvolte nella vicenda. la notizia è stata distorta dai mass media e in malafede anche dalla curia che ha rilasciato le dichiarazioni. la curia e il vescovo hanno ripetutamente dichiarato il falso.

1) non è vero che il ragazzo non può procreare!!! i dottori che lo seguono non l’hanno mai detto. non si sa, punto e basta. quindi il vescovo ne sa meno di tutti.

2) secondo lo stesso codice canonico, art 1084 secondo comma, se l’impossibilità a procreare è in dubbio, il matrimonio non può essere impedito.

è evidente che il vescovo o non conosce il codice canonico oppure ha voluto coscientemente impedire il matrimonio in ogni caso, affidandosi ingenuamente alla presunta ignoranza in materia di tutti. quindi la difesa ad oltranza della sua decisione è quantomeno grottesca e ingiusta. ma quello che interessa mettere in luce è che non si tratta tanto di regole formali religiose non rispettate, quanto piuttosto di mancanza di umanità del vescovo, che, ripeto, con cinismo e disumanità ha negato un momento di felicità a due ragazzi che si amano. ma che ne capisce un vescovo di amore?

in settimana io mi sbattezzerò,come potete leggere sul mio blog. fatelo anche voi!!