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20 febbraio 2021

Da OpenPolis: A che punto è l'Italia con lo smaltimento dei rifiuti nucleari

  - Il 5 gennaio 2021 è stato pubblicato il documento ufficiale delle aree idonee ad accogliere il deposito nazionale di rifiuti nucleari. Un’iniziativa in linea con i trattati internazionali ma che ha sollevato critiche da parte delle regioni coinvolte.

Il 5 gennaio 2021 Sogin, l’azienda pubblica italiana che ha il compito di smantellare le centrali e di mettere in sicurezza le scorie nucleari, ha pubblicato la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee al deposito dei rifiuti nucleari (Cnapi).

Un documento che riporta il tema nel dibattito pubblico a dieci anni di distanza dall’ultimo referendum sul nucleare del 2011, quando la maggioranza dei cittadini votò per non riattivare le centrali. Un risultato che confermava quello del primo referendum sul tema, nel 1987. In quella occasione, anche in seguito al drammatico incidente di Chernobyl, gli italiani votarono per l’abrogazione di alcune norme sul nucleare. Successivamente lo stato chiuse le centrali, attive nel paese dal 1962, segnando così la fine della produzione di energia nucleare in Italia.

In Italia ci sono ancora grandi quantità di rifiuti radioattivi da smaltire.

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