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21 marzo 2023

Caccia: denuncia alla Commissione europea per infrazione multipla e continuata della Direttiva Uccelli

 

ENPA – LAC – LAV – LEGAMBIENTE - LIPU-BIRDLIFE ITALIA – WWF ITALIA

 

Comunicato stampa

 

 CACCIA: DENUNCIA ALLA COMMISSIONE EUROPEA

PER INFRAZIONE MULTIPLA E CONTINUATA

DELLA DIRETTIVA UCCELLI.

“CACCIA ITALIANA ALL’AVIFAUNA

STRUTTURALMENTE ILLEGALE”.

Esercizio venatorio in periodo vietato e su specie in declino, inapplicazione

del piano antibracconaggio, violazione del divieto di piombo nelle zone umide.

Le associazioni: “Violazioni gravi, giunte nonostante le raccomandazioni europee. La procedura di infrazione è inevitabile. Il ministro Pichetto Fratin prenda sul serio la tutela costituzionale della natura”.

Con una lettera congiunta al Commissario europeo all’Ambiente Virginijus Sinkevičius e alla Direzione generale Ambiente della Commissione europea, le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e WWF Italia hanno trasmesso una denuncia “orizzontale” per violazione, da parte dell’Italia, della direttiva Uccelli in materia di caccia e, inoltre, del Regolamento 2021/57 della Commissione europea sul divieto di utilizzo di munizioni al piombo nelle zone umide.

 

Nonostante i numerosi contenziosi comunitari in materia venatoria - dichiarano le associazioni - che hanno condotto a procedure di infrazione, condanne della Corte di Giustizia, adeguamenti normativi, nuove procedure e indagini Pilot, l’Italia continua a violare, di diritto e di fatto, la direttiva Uccelli specialmente negli ambiti per i quali ha ricevuto dei chiari alert da parte delle istituzioni europee”.

 

È il caso della caccia all’avifauna in periodo di migrazione prenuziale, una fase biologica di estrema importanza per la conservazione di specie e popolazioni, nella quale, non a caso, l’attività venatoria è rigorosamente vietata. Ciononostante, da anni i calendari venatori continuano a consentire la caccia agli uccelli in questi periodi, disattendendo le norme, i pareri dell’Ispra e le prescrizioni europee.

 

Uguale il caso della caccia esercitata su specie in stato di conservazione sfavorevole in assenza di adeguati piani di gestione o in presenza di piani di gestione inefficacemente applicati, come nel caso dell’allodola, della tortora selvatica e della coturnice, i cui piani sono del tutto inattuati se non nelle parti che consentono il prelievo delle specie.

 

Drammatica, inoltre, la situazione del bracconaggio, con il fallimento pressoché totale del Piano nazionale per fermare i criminali, la cui approvazione aveva portato ad archiviare l’inchiesta aperta dalla Commissione europea, e il susseguirsi di gravi atti di bracconaggio dei quali abbiamo dato notizia alle autorità europee.

 

Lampante, infine, la violazione del nuovo Regolamento (2021/57) della Commissione europea sul divieto di utilizzo di munizioni al piombo nelle zone umide, indispensabile per arginare la mortalità degli uccelli selvatici per saturnismo e dunque problemi molto seri a specie ad alta valenza conservazionistica. Evidenti, in tal senso, sono le violazioni commesse dalla circolare “interpretativa e attuativa” del Regolamento europeo emanata dai ministri dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e dell’Agricoltura Lollobrigida, che ha fortemente ridotto la portata del divieto attraverso una definizione limitata ed errata delle zone umide.

 

La mole e la qualità delle infrazioni commesse dall’Italia al diritto europeo – proseguono Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e WWF Italia - sono tali da rendere inevitabile l’apertura di una nuova procedura di infrazione complessiva contro un regime di caccia, quale quello italiano, macroscopicamente e strutturalmente illegale e, purtroppo, favorito dall’accondiscendenza di molte amministrazioni, nazionali e regionali.

 

A ciò deve aggiungersi il fatto, più importante di tutti, del danno grave e continuativo che tutto questo comporta per la fauna selvatica e per il patrimonio di biodiversità, un vero e proprio disastro ambientale - aggiungono le Associazioni - Questione ancor più grave se vista alla luce dell’altissima tutela costituzionale degli animali selvatici e degli impegni assunti dalle autorità comunitarie e nazionali in tema di strategia europea per la biodiversità, che obbliga tutti a garantire il miglioramento dello stato di salute degli uccelli in difficoltà e comunque di non deteriorarlo ulteriormente.

“Impegni – concludono le Associazioni - che vanno attuati dalle istituzioni, a partire dal ministero dell’Ambiente, mettendo fine a una stagione di incuria, distrazioni, mancate tutele e vere e proprie autorizzazioni alla distruzione della natura.”

 

 

Roma, 14 marzo 2023

 

Per conto delle associazioni:


UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA




21 settembre 2022

Parte la stagione venatoria, calendari abbattuti dai ricorsi

 Comunicato stampa     


 

INIZIA DOMENICA LA STAGIONE VENATORIA

MA I CALENDARI VENATORI

CROLLANO A COLPI DI RICORSI AMBIENTALISTI

I Tar stoppano la caccia in Umbria, Campania, Sardegna, Sicilia,

in attesa delle nuove pronunce.

“Gravi mancanze delle regioni nel predisporre i calendari, troppo lunghi

e con caccia alla tortora selvatica e altre specie in grave crisi”

 

 

“Sono molte e gravi le mancanze dei calendari venatori regionali, che superano le date limite e permettono l’abbattimento di ben 17 specie in sofferenza, tra cui la tortora selvatica, specie “alpine” come il gallo forcello, varie anatre nonché beccaccino, tordo sassello e quaglia.”.

 

Lo dichiara la Lipu-BirdLife Italia alla vigilia dell’apertura generale della stagione venatoria 2022-23, domenica 18 settembre, dopo il ricco antipasto di preaperture effettuate in 13 regioni.

 

Le numerose infrazioni commesse dalle regioni, con la disattesa dei pareri dell’Ispra e delle date previste dai “Key Concept” della Commissione europea, ha spinto la Lipu e varie altre associazioni ambientaliste ad attivare un’intensa controffensiva giuridica. I ricorsi al Tar, presentati in molte regioni, hanno già prodotto risultati importanti: la sospensione della caccia al moriglione fino al 5 ottobre in Sardegna, il posticipo dell’apertura della stagione al 4 ottobre per ben 19 specie in Umbria, varie importanti restrizioni in Sicilia e la sospensione della caccia a uccelli acquatici, fagiano e quaglia fino al 1° ottobre in Campania, dopo che la Regione aveva disatteso, con una manovra in extremis, la richiesta dell’Ispra di tutelare gli acquatici nel mese di settembre.

 

A tali pronunce si aggiungeranno quelle che vanno a contestare le infrazioni commesse sulla chiusura della stagione venatoria, che secondo le indicazioni scientifico-giuridiche europee deve essere ormai ampiamente anticipata: al 20 gennaio per gli uccelli acquatici, al 10 gennaio per i turdidi, e al 31 dicembre per la beccaccia.

 

Poche le regioni che, almeno in parte e al momento (Abruzzo e Basilicata) si sono conformate alle prescrizioni, mentre risultano largamente insufficienti le adeguate tutele per la tortora selvatica, in grave declino ma cacciata ancora nonostante uno studio internazionale e la relativa Task force della Commissione europea ne chiedano l’azzeramento del prelievo venatorio anche in Italia.

 

Il nostro grande sforzo scientifico e giuridico, con documenti inviati alle regioni e ricorsi al Tar - dichiara Aldo Verner, presidente della Lipu-BirdLife Italia - sta dando i frutti sperati ed è la premessa dell’azione massiccia che abbiamo programmato, inclusa la denuncia orizzontale alla Commissione europea contro il sistema della caccia in Italia.

“Le regioni - prosegue il presidente della Lipu - avevano quest’anno l’occasione di uscire dalla sudditanza psicologica nei confronti del mondo venatorio e voltare pagina, in termini di tutela. Hanno invece preferito ancora una volta l’opzione venatoria, e lo hanno fatto con illegittimità e sotterfugi. Ciò aggrava il conto che presenteremo all’Europa – conclude Aldo Verner - che ci porterà a chiedere finalmente l’apertura di una sempre più necessaria procedura d’infrazione”. 

 

 

 

16 settembre 2022

 

UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA