Le donne cambiano la Storia, cambiamo i libri di Storia.

Le donne cambiano la Storia, cambiamo i libri di Storia.
LE DONNE CAMBIANO LA STORIA, CAMBIAMO I LIBRI DI STORIA

22 gennaio 2010

dal laboratorio EUDEMONIA : Conflitto d'interessi

Non appena si odono tali parole, di questi tempi la mente si focalizza subito su qualcuno in particolare. In realtà il conflitto d'interessi è pratica piuttosto diffusa. Ad esempio lo statale Renato Brunetta non potrebbe occuparsi di uno riammodernamento della Funzione Pubblica. Brunetta, essendo lui per primo uno statale, è estremamente probabile che non si avvicinerà mai ai veri problemi della P.A. perché ne è parte a vita ed ha quindi forti interessi in causa.

Rileggiamo quel che dice mamma Wikipedia:

"Si verifica un conflitto di interessi quando viene affidata un'alta responsabilità decisionale ad un soggetto che abbia interessi personali o professionali in conflitto con l'imparzialità richiesta da tale responsabilità , che può venire meno visti i propri interessi in causa ..."

http://it.wikipedia .org/wiki/ Conflitto_ di_interessi

Ora: che un tale genere di persone, che proprio non si possono definire progressiste, svolgano attività che procurano loro un vantaggio economico in conflitto d'interessi con il ruolo pubblico che ricoprono, ci contraria e ci rattrista molto, senza ombra di dubbio. Ciò che però più deve sconvolgere noi progressisti, ciò su cui urge puntare lo sguardo per porvi definitivo rimedio, è il fatto che lo stesso Movimento Progressista, quel vasto insieme di persone e gruppi che vorrebbero un mondo ben messo, sta venendo letteralmente annientato dal conflitto d'interessi.

Ogni giorno ci raggiunge notizia di una o più iniziative che hanno come oggetto i più svariati temi a noi cari: il bene comune, la democrazia, la partecipazione, la cittadinanza critica, una nuova politica, la società civile, etc. etc. Ebbene: che ci fanno tutti quegli statali tra i relatori di tali convegni, dibattiti e seminari? Come possono persone che hanno messo al centro del loro Universo culturale e morale l'assunzione a vita in ruoli che sono invece di proprietà collettiva, persone che tra l'interesse e la volontà del popolo e l'interesse e la volontà della casta al potere sceglieranno sempre quest'ultime, come possono persone del genere, che accettano di tenere ancora in vita un sistema autoritario risalente a più di un secolo fa, essere obiettivi testimoni della nostra epoca e presentare genuine proposte tese a far evolvere la società?

Cari giovani e meno giovani che veracemente anelate l'evoluzione sociale, cerchiamo insieme di capire per bene la trappola in cui siamo caduti. Che genere di bene comune, di democrazia, di partecipazione, di cittadinanza critica, di nuova politica, di società civile, potrebbe essere sognata da uno statale? Visto che proprio gli statali hanno continuato ad inficiarsene di tutto ciò e ad osteggiarlo anche dopo l'avvento della repubblica, anche dopo l'arrivo di una forma di società che doveva essere a partecipazione collettiva ed ancora, proprio per loro impedimento, ancora non riesce ad esserlo?

Ed allora, carissimi Progressisti, vi dico: esultiamo! Finalmente si è capito perché il progresso della società umana si è fermato: gli statali infiltrati nel Movimento Progressista ci hanno metodicamente deviato e ci deviano ancora sviandoci dalla corretta visione e dal giusto approccio. In tutti questi anni gli statali, cavalcando le varie ondate culturali, hanno fatto regolarmente incetta di buone idee progressiste per privarle del loro potere rivoluzionario mantenendole vuote parole. Proprio così il nostro progresso s'è fermato circa mezzo secolo fa. Ma adesso, scoperto l'inghippo, possiamo essere certi che ripartirà!

D'ora in poi, cari Progressisti, nelle nostre iniziative non ci sia più un solo statale che non si sia prima dichiarato pubblicamente favorevole alla periodica restituzione al popolo dei ruoli pubblici. Soltanto quegli statali che avranno accettato l'idea di essere semplici cittadini alla pari con noi tutti, stìano con noi e tra noi. Se finora la presenza di statali, in particolare di dotti provenienti da università comunemente riconosciute essere dei feudi baronali, è stata ricercata perché dava un tocco di ufficialità alla cosa, da ora in poi il nuovo STANDARD PROGRESSISTA, e la nuova ufficialità, sìa rigorosamente a-statale, privo di statali.

Carissimi, la vita è semplice. E' sì vero che categorizzare non è quasi mai bene. Tuttavia in questo caso ci aiuta a mettere a fuoco la fedeltà ai padroni ed al sistema imperante cui sono costretti, appunto come categoria, coloro che accettano a vita un ruolo della Funzione Pubblica, un complessivo bene che è di proprietà di tutto il popolo italiano e non può essere ceduto vita natural durante.

E' questo lo shift concettuale che ci separa dal realizzare i nostri sogni, dalla garanzia di un reddito per tutti, alle libertà individuali, ad una condizione di vera democrazia. Ogni giorno non solo in Italia ma nel mondo intero si verificano episodi cruenti, assurdamente tragici, inumani, che mai avverrebbero se le persone, come semplici cittadini, si avvicendassero nei ruoli della Funzione Pubblica.

Alternandoci, cadrebbe a terra l'ultra secolare muraglia eretta dagli statali intorno al potere, a sua protezione ed a sbarramento dei deboli. Il potere non potrebbe più comportarsi malamente e ciònonostante pretendere dal popolo un RISPETTO FORZATO dalla minaccia delle sue armi. Il potere sarebbe invece finalmente costretto a comportarsi bene per godere della SPONTANEA STIMA della popolazione.

Cambiare il mondo è estremamente semplice. Non serve prendersela coi potenti. E' invece più che sufficiente fare bene il nostro lavoro di Progressisti. Noi esseri umani possiamo farcela a realizzare tutti i nostri sogni semplicemente smettendo di chiedere ai potenti e facendo noi per primi esattamente ciò che deve essere fatto: affermando quindi per prima cosa, in ogni modo, con ogni arte e per ogni dove, che in una Democrazia, in una Repubblica, non possono esserci degli statali poiché trattasi di società a partecipazione collettiva.

Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonìa
Monti della Laga
Appennino Centrale

tel. 339 5014947
skp.hyper.linker

http://www.hyperlin ker.com/ars/ partecipazione. htm
http://il-gran- complotto- degli-statali. hyperlinker. org

Intervista a M. Cappato "Lombardia ridotta a Soviet clericale"

. da Il Clandestino del 20 gennaio 2010

di Antonio Pitoni
E una candidatura che nasce dal Patto di consultazione con il Partito
democratico, quella di
Marco Cappato, salito sul ring della Regione Lombardia, dove Formigoni si
preparava già a sfidare Penati per "difendere" il titolo di governatore
senza considerare il terzo incomodo. Sarà solo un outsider? «Dipenderà da
quanto ci permetteranno di comunicare con i cittadini, di informarli della
nostra presenza», avverte il candidato radicale. II ricordo di Pannella
imbavagliato e un cartello con un numero di telefono appeso intorno al collo
per denunciare la "censura" della voce dei suo partito è rimasto,
evidentemente, ben impresso nella mente di Cappato. «E in effetti come
inizio non c`è male - ironizza -. Le pagine milanesi del Corriere della Sera
e di Repubblica hanno già pensato
bene di "oscurare" la conferenza stampa di presentazione della mia
candidatura».

Già, la sua candidatura. Come dobbiamo leggerla, vista l`intesa raggiunta
nel Lazio con il Pd?
«Il nostro intento è quello di continuare a rivolgerci alla gente con gli
stessi obiettivi che avevamo già posto alle Europee. Primo: ribadire
l`allarme sulla condizione democratica del Paese. Secondo: l`urgenza di
voltare quanto prima pagina per liberarci di questo regime».
Perché proprio la Lombardia?
«I dati relativi ai flussi elettorali delle Europee dicono che la campagna
radicale ha attirato più i delusi del centrodestra che quelli del
centrosinistra. Anche alle regionali abbiamo motivo di ritenere che il
richiamo della "rivoluzione liberale" sia molto più forte nei confronti di
chi ha dato fiducia al centrodestra. Quello che, però, vorrei fosse chiaro è
che la nostra non è una scelta tattica,
ma di alternativa: in Lombardia più che altrove, la promessa tradita ha i
volti e i nomi di quel sistema di potere che ruota attorno a Formigoni».
La Bonino l`ha escluso, ma non sarà che alla fine porterete via voti a
Penati?
«Ci siamo posti il problema di non contribuire, con la nostra presenza, alla
vittoria di candidati più lontani dalle nostre posizioni . In questo senso,
la mia candidatura si colloca perfettamente all`interno dei Patto di
consultazione con il Pd. E al riguardo, nonostante la grande stampa abbia
già iniziato ad ignorarci, devo dire che Penati ci ha dato atto della
validità del nostro ragionamento e della nostra capacità di dialogo con gli
ambienti più liberali in una Lombardia ormai ridotta ad una sorta di Soviet
clericale».
E il programma?
«L`autonomia della nostra presenza, con le nostre liste e i nostri
candidati, ci dà la necessaria credibilità per parlare ai cittadini di
promesse tradite e di anti-casta. Ma anche per riaprire la battaglia
antiproibizionista e ambientalista» .
L`intesa con il Pd apre per i radicali il tema dei rapporti con un
centro-sinistra nel quale Italia dei valori sta per lanciare la campagna
referendaria sul nucleare, tema per altro di cui in passato il suo partito
si è occupato. C`è la possibilità di una convergenza?
«Mi limito ad osservare che i referendum sono quelli che si fanno e non
quelli che si annunciano. Inoltre, posso affermare che in Italia non esiste
più il diritto al referendum: noi stessi siamo stati vittime, negli ultimi
quindici anni, di un sabotaggio reiterato. Chiuderei ricordando che il vero
referendum sui nucleare è stato quello fatto (e vinto) da noi».
Intanto, nel dibattito sulle regionali, incombe l`incognita dell`Udc e la
scelta di variegare le alleanze con il centrodestra, il centrosinistra o,
diversamente, correre da soli caso per caso. Lei che idea si è fatto?
«E` il risultato dei sistemi elettorali truffa attualmente vigenti per il
rinnovo dei consigli regionali. Sistemi che hanno preso il peggio del
maggioritario, come la mediatizzazione verticistica, e il peggio dei
proporzionale, che favorisce le grandi ammucchiate. Anche su questo la
nostra posizione è chiara: sistema anglosassone e referendum locali. Di
sicuro, noi non andiamo in giro a chiedere o ad alzare il prezzo»

Aggiornamenti da EMMA FOR PRESIDENT

"EMMA? UN MONUMENTO" IL BLOGGER ZORO DÀ LA CARICA AL PD
http://www.radicali.it/view.php?id=151955

ORA APRIAMO UNA NUOVA STAGIONE TRA RADICALI E PD
http://www.radicali.it/view.php?id=151962

(AUDIO): Conversazione settimanale con Emma Bonino
http://www.radioradicale.it/scheda/295520/conversazione-settimanale-con-emma-bonino

CINQUE CONSIGLI AD EMMA BONINO PER GOVERNARE IL LAZIO
http://www.radicali.it/view.php?id=151907

LETTERA: IL FEROCE FERRARA SUBIRÀ UN ALTRO SMACCO
http://www.radicali.it/view.php?id=151920

UFFICIO STAMPA EMMA,L'ICONA MAGGIORITARIA CONCEPITA IN VITRO
http://www.radicali.it/view.php?id=151918

LE PRIORITÀ DELLA BONINO: REDDITO GARANTITO, PIÙ SOCIALE, MENO SPRECHI
http://www.radicali.it/view.php?id=151916

BONINO "PER IL LAZIO IMPEGNO TOTALE" E INCASSA IL VIA LIBERA DI SEL E LISTA CIVICA
http://www.radicali.it/view.php?id=151912

IL SOGNO DI EMMA POTREBBE REALIZZARSI
http://www.radicali.it/view.php?id=151817


(VIDEO): CANALE5: EMMA BONINO A 'MATTINO CINQUE', L'AUDIOVIDEO
http://www.radicali.it/view.php?id=151872
(VIDEO): Emma Bonino parte dalle emozioni
http://www.radioradicale.it/emma-bonino-parte-dalle-emozioni-il-video
(AUDIO): L'Assemblea Regionale del Partito Democratico approva all'unanimità il sostegno ad Emma Bonino: interviste a margine
http://www.radioradicale.it/scheda/295348/lassemblea-regionale-del-partito-democratico-approva-allunanimita-il-sostegno-ad-emma-bonino-interviste-a-


http://www.radioradicale.it/scheda/295250



REGIONALI: PIPPO BAUDO APPREZZA CANDIDATURA BONINO

20 gennaio 2010
Roma, 19 gennaio 2010

"E' una candidatura bella, forte, conosco Emma Bonino da anni". Lo ha detto Pippo Baudo, intervistato da Radio Radicale a margine del seminario sulla Tv che si sta svolgendo oggi a Roma. "Ho avuto anche delle dispute con i radicali, con Emma e con la Faccio, quando mi contestavano che facevo spettacoli troppo banali. Poi ci siamo occupati anche noi della fame nel mondo. Recentemente ha fatto una bella opera per i bambini africani. E' una donna importante, forte, una donna cocciuta, da apprezzare", ha concluso Baudo parlando della Bonino.

REGIONALI: BARICCO, BENE BONINO, SEMPLIFICA IL COMPITO AD ELETTORI COME ME

20 gennaio 2010
Roma, 19 gennaio 2010

"Ne penso bene, mi sembra una buona soluzione, è una cosa che semplificherà il compito agli elettori come me". E' la risposta di Alessandro Baricco ad una domanda di Radio Radicale sulla candidatura di Emma Bonino alla Presidenza della Regione Lazio."Io voto a sinistra, per convinzione e per ragioni antropologiche, per così dire, e a volte si è così imbarazzati a votare per i candidati che ci propongono... Stavolta mi sembra più semplice", ha spiegato lo scrittore.
"Io poi sono di Torino, e quando sento Emma parlare mi chiedo se 'passerà' nel Lazio. E' un candidato che ha molti tratti giusti per mettere insieme il consenso. Bisogna vedere quanto gli elettori valuteranno il fatto che è una persona non del territorio. E' una cosa che in passato aveva un suo valore, e quindi spetterà un po' a lei diradare un po' questo tratto", ha concluso Baricco.


LA CANDIDATURA CENTRALE DI EMMA BONINO

di Pier Paolo Segneri
“Chi cerca di realizzare il paradiso in terra, sta in effetti preparando per gli altri un molto rispettabile inferno”, asseriva Paul Claudel con laica lucidità. Questa frase è, forse, una delle sintesi più suggestive e raffinate con cui si è soliti spiegare, in modo semplice, la complessità del pensiero e del metodo liberale. Vi aderisco, perciò, convintamente. Tanto più che ben si adatta alla consapevolezza dei limiti umani di ciascuno di noi. Ma andiamo per ordine: l’aforisma di Claudel ci fa comprende, innanzitutto, che la pretesa umana di realizzare astratti paradisi terrestri porta sempre a conflitti e rigidità tali da provocare disastri. Le imperfezioni e i difetti, invece, appartengono al mondo liberale. Nel senso che trovano cittadinanza proprio in una visione liberale della società e sono riconosciuti come possibili, a volte addirittura probabili, dalla pratica e dalla politica liberale. Perché il pensiero liberale è una filosofia, non un’ideologia né, tanto meno, un dogma.

A tal proposito, Pier Luigi Bersani ha giustamente dichiarato nei giorni scorsi che Emma Bonino “è una fuoriclasse” e che, perciò, bisogna guardarla fuori da quegli stereotipi con cui viene sistematicamente attaccata dagli avversari politici: anticlericale, laicista, abortista, femminista. Stavolta, però, Giuliano Ferrara deve aver preso alla lettera la dichiarazione del segretario del Pd e, rispondendo a una missiva del senatore Lucio d’Ubaldo, il direttore ha risposto, sul Foglio di giovedì 14 gennaio, che Emma è sì “abortista”, ma lo stereotipo non basta: è anche “una prepotente, vittimista, innamorata di sé”. Insomma, Ferrara ha voluto farne un ritratto che evitasse, almeno un po’, i vecchi stereotipi di cui sopra. Anzi, è andato oltre: ha evitato sia gli stereotipi elogiativi espressi dagli estimatori della Bonino sia quelli propinati dai soliti detrattori. E l’ha resa simpatica. Tanto che anche lunedì 18, sempre dalle pagine de il Foglio, il direttore è ritornato sull’argomento. Un successo!

Il pensiero liberale si fonda - da sempre - sulla capacità di ciascuno di migliorare, sulla possibilità di correggere gli errori superando i vecchi limiti o imparando a rispettarli. E’ proprio questo ciò che mi ha sempre colpito di Emma Bonino, come donna e come politico: la forza di comprendere i propri limiti e di saperli superare. Anzi, di più: Emma non conosce limiti, ma li rispetta. E’ una donna di governo. Sembra nata apposta per fare questo. E’ pragmatica, concreta, risolutiva. E non le mancano certo i difetti. La perfezione appartiene agli assolutismi. Ma Emma ha anche il pregio o il difetto di parlare con franchezza e non si nasconde mai dietro all’ipocrisia. Qualità rarissima tra i politici nazionali. E’ così.

Insomma, da Emma Bonino ho imparato che dentro una concezione liberale del mondo - sempre nel rispetto della persona e dello Stato di diritto - possono trovare cittadinanza i difetti, le imperfezioni e gli errori. Invece, in una visione ideologica, totalitaria, integralista, fanatica, dogmatica o assolutista, questo non è possibile: la condanna cala non sull’errore, ma sulla persona. E il peccato diventa reato. La differenza sta nel fatto che, in un sistema liberale, i difetti e gli errori si correggono o almeno si tende e si tenta di correggerli mentre, in un sistema assoluto o autoritario o illiberale, i giudizi affibbiati restano addosso alle persone come un pregiudizio. E sono definitivi. Mi vengono in mente, allora, le sue mille battaglie contro ogni tipo di violenza sulle donne, la lotta senza quartiere nei confronti di tutte le pratiche illiberali dettate dai fondamentalismi religiosi o politici, l’ostinazione di Emma nel tentativo concreto di debellare l’orrenda pratica delle mutilazioni genitali femminili, l’impegno con e per le donne africane, l’attenzione per le questioni legate al clima e all’ambiente, il suo lavoro per le imprese italiane oltre i confini nazionali per rafforzare il commercio con l’estero. E poi, la mano tesa ai detenuti, agli ultimi, ai diseredati, ai malati. Laicamente.

E’ come se, in ogni nuova battaglia politica, Emma dicesse: non c’è libertà senza legalità. I diritti umani e civili, come pure i doveri di ciascuno, vanno conosciuti e conquistati. Quindi, rispettati. Poi, ci sono anche i limiti umani, che però si superano. E’ come se Emma esclamasse: “Guardate me! Sono nata a Bra, sono una persona comune e non mi sono arresa. Ho visto i limiti dentro cui il Potere ci voleva confinare e ho i visto anche i limiti del Potere. Ho sempre creduto che i limiti si potessero cambiare: millimetro per millimetro, giorno per giorno. Ma senza Marco Pannella e i compagni Radicali sarei finita a fare l’insegnante di inglese a Cuneo e, invece, testarda come sono… Ora mi candido pure alla presidenza della regione Lazio!”.

Emma Bonino è una delle figure centrali dell’attuale panorama politico italiano ed europeo, riesce a conquistare l’interesse e il plauso oltre i confini di appartenenza perché è liberale. Si pone al centro della scena, ma non è centrista. E’ centrale.

da: NOTIZIE RADICALI

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I titioli della Bonino:
"Gran Cruz de la Orden de Mayo" (1995) da parte del Presidente dell'Argentina ... Visualizza altro
"Personalità Europea dell'Anno" (1996) da parte della rivista cattolica francese "La vie"
"Comunicatore europeo dell'anno" (1997) da parte della rivista inglese "PR Week"
"Premio Principe de Asturias" (1998) per la cooperazione internazionale da parte del Principe Felipe di Spagna
"Premio Nord-Sud" (1999) del Consiglio d'Europa
"Ordine del Principe Branimir" (2002) dal presidente della Croazia "per il suo contributo all'indipendenza della Croazia e per la sua promozione della democrazia"
"Gonfalone d'Agento" (2002) dalla regione Toscana per la sua attività di promozione dei diritti umani, in special modo contro la pena di morte.
“Premio Presidente della Repubblica” (2003) per il suo impegno nella promozione dei diritti umani e civili nel mondo
"Premio Campione 2003" per l'integrazione
"Open Society Prize 2004”
“Prix Femmes d’Europe 2004” per l’Italia.
"Premio Galileo 2000" (2005) per il suo grande contributo alla pace internazionale
"Legion d'onore" (2009), l`onorificenza più alta attribuita dalla Repubblica Francese, per la sua "carriera di militante europea e di promotrice di campagne a favore dei diritti delle donne nel mondo"